giovedì 2 Dicembre 2021

Bufera sulla Francia: documenti rivelano l’aiuto all’Egitto nelle stragi di civili

Secondo quanto rivelato dal sito investigativo Disclose, l’Egitto si è servito dell’intelligence messa a disposizione dall’esercito francese per attaccare e uccidere civili sospettati di contrabbando. L’inchiesta, basata su documenti segretamente trapelati e descritti come “riservati alla Difesa” e che conterrebbero anche foto satellitari e mappe, accusa di fatto la nazione di Macron di essere perfettamente a conoscenza della strage fatta nei confronti di centinaia di civili, individuati attraverso le informazioni fornite dagli aerei spia francesi nel deserto libico. Dati che sarebbero dovuti servire alle forze egiziane, secondo accordi e secondo la missione “Sirli” nata sotto la presidenza di Francois Hollande, per contrastare il terrorismo e colpire i jihadisti al confine. Alla denuncia, dunque, si somma la gravità data dall’eventuale consapevolezza del governo, che per anni avrebbe continuato a fornire informazioni pur consapevole dell’uso che l’Egitto ne avrebbe fatto.

Stando ai documenti, lesercito francese è stato coinvolto in almeno 19 attacchi aerei contro civili, in un lasso di tempo tra il 2016 e il 2018, anche se già dopo poco tempo i militari francesi si sarebbero accorti del “doppio gioco” dell’esercito egiziano e avrebbero avvisato dell’abuso i propri superiori, come testimonia una nota inviata al governo nel 2017. Ma la missione è proseguita comunque senza intoppi per anni e l’esercito francese non ha mai smesso di fornire il proprio aiuto nel deserto egiziano.

I motivi di tale reiterazione potrebbero essere molteplici. Come spesso accade, principalmente economici. L’Egitto infatti riceve moltissime armi dalla Francia. Anzi, è uno dei principali destinatari della vendita delle armi del paese guidato da Macron, a cui si aggiungono 30 caccia Rafale, quattro corvette e due portaelicotteri. Tutti armamenti giunti nel giro di tre anni e cresciuti notevolmente con l’arrivo al potere di Al-Sisi. Sono noti i rapporti che legano i due capi di stato: un anno fa lo stesso Macron aveva insignito della Legion d’Onore prorio Al-Sisi, scatenando tantissime reazioni e polemiche fra i sostenitori dei diritti umani.

Al momento né il governo francese né l’esercito hanno rilasciato dichiarazioni o risposte alle domande dei giornalisti autori dell’inchiesta. Solo un commento del ministero della Difesa francese, che ha confermato che fra Egitto e Francia vi erano accordi in campo intelligence e antiterrorismo. Non una sillaba in più, “per motivi di sicurezza”. Intanto il partito all’opposizione ha chiesto al ministro degli Esteri Jean-Yves Le Drian, che al tempo di Hollande si occupava della difesa, di comparire davanti al Parlamento per rispondere alle accuse, mentre l’attuale ministra della Difesa, Florence Parly ha ordinato l’avvio di un’inchiesta interna.

[di Gloria Ferrari]

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