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martedì 28 Settembre 2021

Un’inutile mega autostrada spinge il Montenegro tra le braccia della Cina

La prima autostrada che attraversa il Montenegro, o che dovrebbe farlo, è un’opera faraonica con un costo enorme, un forte impatto ambientale ed è finanziata con un prestito cinese che adesso il Paese non riesce ad onorare. Il progetto prevede 170 chilometri di strada con 40 ponti e 90 gallerie che andranno a deturpare il paesaggio montenegrino. La costruzione dell’autostrada è stata avviata da Milo Dukanovic, politico potentissimo del panorama locale che ha ricoperto le massime cariche dello Stato dal 1998 ad oggi (ha anche avuto dei trascorsi con le autorità giudiziarie italiane). Il progetto prevede il collegamento del porto di Bar, nel sud, con il confine con la Serbia a nord. Delle sezioni previste per le varie fasi della costruzione nemmeno la prima sezione è stata terminata, purché fosse previsto per il 2020. Dei 170 chilometri totali solamente 40 sono stati conclusi.

Quando il Montenegro si rivolse alla Banca europea per gli investimenti per ottenere i finanziamenti necessari, questa si rifiutò di erogare il prestito. Infatti, studi di fattibilità condotti da tecnici francesi e americani, prima nel 2006 e poi nel 2012, avevano segnalato grossi rischi di sovradimensionamento. Così, nel 2014, è entrata in scena la Cina mettendo sul piatto un finanziamento da 1 miliardo di dollari tramite la Export-Import Bank of China, per la realizzazione dell’85% dell’infrastruttura.

Dukanovic sosteneva che l’opera, oltre che essere necessaria per lo sviluppo del paese, avrebbe portato migliaia di posti di lavoro. Ma così non è avvenuto. La China Road & Bridge Corporation ha portato proprio personale e materiale, visto che non sono stati previsti dazi e controlli doganali. Questo aspetto è, de facto, stato concesso anche alle ditte locali che così hanno assunto persone che arrivano dai paesi confinanti, molti dei quali senza essere in regola. E questo, adesso, risulta essere un problema secondario visto che un importante scadenza si avvicina senza che il Montenegro sia in grado di rispettarla.

Il contratto di finanziamento stipulato tra le parti prevede che il debito sia pagato in vent’anni ad un interesse del 2%. Inoltre, la prima rata del prestito è stata prevista a sei anni dalla stipula del contratto, ovvero, nel luglio 2021. Dunque, il Montenegro in questi anni non ha dovuto pagare niente. Dukanovic credeva di poter ripagare il debito con l’apertura dell’autostrada stessa, con il conseguente sviluppo del traffico delle merci e maggiore accesso al turismo e agli investimenti stranieri. Però, niente di tutto questo è avvenuto visto che l’opera è lontana dall’essere conclusa. A ciò si è aggiunto l’anno disastroso della pandemia che ha fatto registrare un calo del PIL pari al 15%.

Così, il Montenegro si è rivolto all’Unione Europea chiedendo un rifinanziamento del debito che però si è visto rifiutare. Peter Stano, portavoce per la politica estera dell’Ue, ha detto: «L’Unione non può ripagare i debiti che gli Stati partner assumono con terzi. L’UE è già il più grande fornitore di assistenza finanziaria al Montenegro, il maggiore investitore e il più grande partner commerciale». Nonostante questo c’è senz’altro apprensione per quanto sta accadendo, infatti il portavoce ha anche affermato: «L’UE è preoccupata per gli effetti socioeconomici e finanziari di alcuni investimenti cinesi o per il debito che alcuni degli investimenti cinesi possono avere nel paese perché c’è il rischio di squilibri macroeconomici e dipendenza dal debito».

La scorsa settimana, il Presidente cinese Xi Jinping e il Presidente montenegrino Milo Djukanovic hanno tenuto un colloquio telefonico in cui si sono toccati vari temi di importanza primaria come la cooperazione allo sviluppo dei due paesi e le questioni relative alla pandemia. Evidenziando buone relazioni con il Montenegro, il Presidente Xi si è detto sodddisfatto della cooperazione bilaterale in settori chiave come le infrastrutture e l’energia.

Non è dato sapere se i due leader hanno affrontato anche il tema particolare dell’opera in questione. Resta da capire come verrà risolta la questione del pagamento della prima rata del finanziamento. Il rischio concreto è che il Montenegro finisca per legarsi mani e piedi alla geopolitica cinese e ai suoi interessi economici.

[di Michele Manfrin]

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