sabato 19 Giugno 2021

Gli USA vogliono l’Ucraina nella Nato: per la Russia sarebbe un atto di guerra

La nuova amministrazione Biden, che ha assunto una posizione ostile verso la Russia, sostiene gli atlantisti ucraini. Da 7 anni ormai la regione orientale del Donbass, in Ucraina, è teatro di un terribile scontro tra le forze militari sponsorizzate dagli Stati Uniti e i separatisti sostenuti dalla Russia. Sotto la presidenza di Denys Shymyal, che è stato eletto nel 2019, anche nella speranza che avrebbe posto fine a questo lacerante conflitto, il governo di Kiev ha reiterato la sua richiesta di diventare membro della Nato. Gli Stati Uniti hanno espresso il loro sostegno, anche se l’ingresso dell’Ucraina nella Nato potrebbe esasperare le tensioni tra Occidente e Russia.

L’Ucraina, da sempre all’interno della sfera di influenza russa, si è interessata alla Nato già dal 1994. Nel 2008 ha fatto domanda per avviare il MAP (piano d’adesione per la Nato). Per un periodo il paese è rimasto però non allineato e ha messo da parte la questione Nato, in particolare durante il mandato di Viktor Yanukovich e con il governo ad interim di Armenij Yantseniuk. Con le nuove elezioni parlamentari e soprattutto con l’invasione russa della Crimea nel 2014, l’ingresso nella Nato è diventata una priorità assoluta per il paese dell’ex blocco sovietico.

Al momento, l’Ucraina è un alleato della Nato, ma non un membro. Le mancano infatti i requisiti necessari: per entrare a far parte della Nato, bisognerebbe, tra le varie condizioni, essere pronti a risolvere pacificamente i conflitti. Con le attuali dispute territoriali e la violenza degli scontri (secondo il report dell’OHCHR, sarebbero 3375 i civili morti per motivi legati alla guerra), l’Ucraina non potrebbe aderire. Nonostante ciò, con Shmyhal il paese ha rinnovato la sua richiesta di annessione alla Nato, chiamandolo un proposito prioritario.

Il segretario di stato USA Anthony Blinken, che in questo momento si trova a Kiev, ha dichiarato di sostenere la sovranità dell’Ucraina, la sua integrità territoriale e la sua indipendenza, nonché la sua integrazione Euro-Atlantica, sia da un punto di vista politico che economico. Washington ha ripetutamente mostrato di sostenere le riforme ucraine e la sua lotta contro la Russia lungo i confini. Nel giugno 2020, la Nato ha riconosciuto l’Ucraina come un “enhanced opportunities partner” (e anche all’interno del paese l’opinione pubblica si è decisamente schierata a favore dell’alleanza atlanticasecondo un recente sondaggio, più della metà degli Ucraini vogliono che il paese entri nella Nato.

Cosa succederebbe se l’Ucraina riuscisse nei suoi intenti atlantisti? Chiaramente questo esaspererebbe la situazione, particolarmente tesa, con la Russia, che si è sempre opposta all’avvicinamento dell’Ucraina all’Unione Europea e anche all’espansione orientale della Nato. La Russia ha una forte presenza militare nelle regioni del Donbass e della Crimea. L’atto sarebbe percepito come una provocazione, in quanto dal territorio ucraino le armi delle Nato potrebbero tenere sotto tiro le città russe. Fattore che da Mosca, in modo non certo incomprensibile, vedono come una minaccia diretta allo stato, al punto che il ministro degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato che l’ingresso di Kiev nella Nato potrebbe portare a «conseguenze irreversibili». Insomma, la nuova manovra atlantica è una provocazione che potrebbe rappresentare una nuovo ostacolo al mantenimento della pace tra le grandi potenze.

[di Anita Ishaq]

2 Commenti

  1. “Invasione russa della Crimea” nel 2014??? Ma se hanno fatto un referendum a cui han partecipato più di un milione e mezzo di abitanti della Crimea?? I quesiti erano due e l’esito è stato schiacciante, indipendenza e futura adesione alla Federazione russa, cioè staccarsi dall’Ucraina. L’autodeterminazione della Crimea non è riconosciuta dall’Ucraina dai paesi Nato e dai paesi sotto l’influenza Nato, ma la popolazione si è espressa chiaramente. Perché scrivere articoli in questi termini? Comitato no guerra no Nato, Casa del Sole, perfino Wikipedia, raccontano un’altra storia

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