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martedì 27 Luglio 2021

Perché c’è bisogno di un nuovo giornale

In Italia esistono una ventina di quotidiani cartacei a tiratura nazionale, un centinaio a carattere locale e un numero imprecisato di riviste periodiche. Un panorama nel quale, dall’avvento di internet, si è aggiunta una sconfinata galassia di testate online. Noi, oggi, arriviamo ultimi in questa partita affollatissima e abbiamo pure la presunzione di ritenere che ce ne fosse bisogno. Che arroganti questi de L’Indipendente, avrà buone ragioni per pensare chi legge queste righe. Ma ci crediamo veramente.

Se è vero che il panorama dei giornali in Italia è alquanto affollato non si può certo dire che goda di ottima salute. Secondo uno studio, in Italia i media godono della fiducia di appena una persona su tre, addirittura inferiore a quella dei politici e dei grandi gruppi economici. Solo il 27% dei cittadini ritiene i media una fonte d’informazione affidabile. Ed ancora, per il 69% degli italiani, i giornalisti cercano deliberatamente di ingannare le persone dicendo cose che sanno essere false, o comunque enfatizzandole strumentalmente.

Noi, da giornalisti, crediamo che questa maggioranza di cittadini abbia ragione. I principali media tradizionali sono ormai in mano a una ristretta oligarchia di gruppi economici e finanziari, che li usano per fare arrivare quotidianamente la lista delle proprie priorità sopra alle scrivanie che contano. La loro funzione è quella di trasmettere l’ideologia dominante. Mentre il grosso dei media online, inclusi quelli formalmente indipendenti, basano la loro sostenibilità economica sulla pubblicità online, un meccanismo perverso che porta alla rincorsa dei click e quindi a privilegiare la forma dei titoli strillati alla sostanza dei buoni contenuti e della verifica delle fonti. Il risultato è che l’Italia, nella classifica mondiale sulla libertà di stampa, si trova al 41° posto. Davanti a noi ci sono anche Ghana, Burkina Faso e Botswana.

Come se ne esce?

Difficile dirlo, ma sappiamo che se una strada non funziona bisogna avere il coraggio di imboccarne un’altra. Detto più chiaro: se i problemi del giornalismo sono nelle relazioni troppo strette con il potere economico-politico e nella ricerca affannosa di sponsor, allora bisogna fare un giornale senza padroni e senza pubblicità. Quindi senza compromessi. Un giornale che abbia il coraggio di parlare delle cose importanti – incluse quelle che i media tendono a tacere – e di andare contro le verità di comodo, ma rimanendo rigorosamente ancorato ai fatti.

Questa è la strada impervia e appassionante che abbiamo scelto di intraprendere. Arriveremo in cima alla salita solo se al nostro fianco ci sarà una comunità di lettori presenti, partecipi e attivi. Capace di darci fiducia ma senza smettere di essere esigente e critica. Solo così riusciremo a costruire insieme un nuovo, ambizioso e autorevole giornale online. Che dite ci proviamo? Forza, si parte!

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