Decine di migliaia di persone sono state evacuate da Garden Grove, sobborgo a sud di Los Angeles, a causa del rischio di esplosione o perdita di un serbatoio contenente sostanze chimiche tossiche. I vigili del fuoco della contea di Orange stanno raffreddando la cisterna con grandi quantità d’acqua per evitare il peggioramento della situazione. Secondo le autorità, il serbatoio potrebbe rompersi disperdendo circa 26.500 litri di sostanze tossiche oppure esplodere, mettendo in pericolo anche gli impianti vicini. La cisterna conterrebbe metacrilato di metile, composto infiammabile usato nella produzione di plastiche e nel settore aerospaziale.
La solitudine delle radici quadrate
Vivo sepolta tra i sassi, alla base di un acero rosso. Nessuno si occupa di me, tutti ammirano le fronde ampie e caduche del mio albero, cangianti ora in maggio e potenti come una pioggia persistente di colore che vibra al vento sottile.
Mi godo questa operosa solitudine, nutro una certa concezione di me stessa, avvoltolata come sono nella terra in forma di quadrato, per dare consistenza e sicurezza a chi mi sovrasta, soprattutto quando vuole oscillare e inchinarsi.
Lui, il cedro che imbeve delle sue essenze il nord America, le contrade nipponiche e l’ antica Grecia, simbolo della guerra e della paura che incute, tramite Fobos, il suo dio e Deimos, il di lui fratello.
Non ho timore però del suo potere, non temo gli incantesimi di bellezza che un Acer rubrum è in grado di attivare.
Sono perfettamente consapevole che nell’acero rivivono forze simboliche, che Alessandro Magno vi faceva sacrifici per scongiurare le sconfitte, che Armonia era la sorella di quei due dèi e che quindi l’acero, campione di un ordine arcano, spande musiche nel cielo.
Scrive Ave Appiano nel suo libro Bellezza e verità (ed. Cartman 2024) che «l’acero ci insegna ad affrontare il panico con lucidità, a guardare in faccia la paura con distacco, lasciarla scivolare via come la chioma dell’albero al vento e a sopportare la sofferenza con eccelsa superiorità».
Sono dunque una oscura radice che, come molta gente ignota ai più, manda però avanti e sostiene la vita e la storia.
Io umile e forte tua base, rosso albero del piano di sopra, ti prego difendimi, curami, amami e concimami perché nell’ignoto possa permanere a darti forza e sostegno.
‘Tetragona’ la mia forza, quadrata appunto come dice l’etimologia, perché esponenziale è il mio crescere, tenace e matematico il mio sviluppo rizotomico.
Potente ma solitaria, indispensabile ma ignota ai più. Sepolta ma viva. Tutto questo perché anch’io, radice dell’albero, tenacia del pensiero, faccio parte dell’ anima del mondo.
Cina, esplode miniera di carbone di Liushenyu: almeno 90 morti
Un’esplosione di gas in una miniera di carbone nella provincia cinese dello Shanxi ha causato almeno 90 morti. L’incidente è avvenuto venerdì sera nella miniera di Liushenyu, nella contea di Qinyuan, mentre 247 lavoratori si trovavano sottoterra. I soccorritori hanno operato per tutta la notte per salvare i minatori intrappolati e assistere i feriti. Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato il massimo dispiegamento delle squadre di emergenza e un’indagine approfondita sulle cause della tragedia. Secondo l’agenzia Xinhua, prima dell’esplosione erano stati rilevati livelli di monossido di carbonio superiori ai limiti di sicurezza. Si tratta del peggior disastro di questo tipo negli ultimi 16 anni nel Paese.
Flotilla: l’UE valuta miusure farsa contro Ben-Gvir, mentre i pm italiani indagano per tortura
Fratture alle costole, alle spalle, alla schiena. Uso di taser contro viso, collo e corpo. Stupri, anche con pistole, molestie e umiliazioni sessuali di vario genere. Torture fisiche e psicologiche. «Non è scampata una sola persona» a quella che è «solamente una frazione di quello che capita ai prigionieri palestinesi quotidianamente». Questi i racconti degli attivisti rientrati a casa dopo la missione della Global Sumud Flotilla, partita dalle coste turche e intercettata da Israele a 250 miglia dalle coste palestinesi. Il team legale della missione sta raccogliendo in queste ore le deposizioni degli attivisti, mentre dall’UE i segnali che arrivano sono blandi. A quanto si apprende, l’Alta rappresentante Kaja Kallas avrebbe acconsentito a portare in Consiglio Affari Esteri la proposta di sanzioni del ministro degli Esteri italiano Tajani, che tuttavia si limita a misure contro il ministro Ben-Gvir e non intacca minimamente l’operato del governo di Netanyahu.
Le immagini del trattamento riservato agli attivisti una volta arrivati al porto di Ashdod hanno causato una blanda presa di posizione da parte del governo italiano, con Tajani che ha avanzato la proposta di sanzionare il ministro per la Sicurezza Ben-Gvir – la prima presa di posizione in questo senso dell’Italia, che ha per lo più cercato di ignorare i ripetuti assalti israeliani ai volontari della Flotilla e sempre sostenuto il governo israeliano in sede europea. Si tratta, ad ogni modo, di sanzioni farsa e di nessun impatto sul governo di Netanyahu, dal momento che l’ipotesi è dirigerle contro un unico ministro. Ora, secondo quanto riportato dall’ANSA, l’Alta rappresentante UE per gli Affari Esteri, Kaja Kallas, avrebbe accettato la proposta di Tajani, che dovrebbe essere discussa il prossimo 15 giugno in sede di Consiglio di Affari Esteri europeo. La scorsa settimana, l’UE aveva annunciato di aver approvato sanzioni contro i «coloni violenti» israeliani, che vietano loro l’ingresso in Europa e potrebbero prevedere il congelamento dei beni, ma ecludono misure commerciali (quindi di maggior impatto).
Intanto, il team legale della Sumud sta raccogliendo le deposizioni degli attivisti. Dopo quanto accaduto a Saif Abukeshek e Thiago Avila, rapiti da una nave battente bandiera italiana (e quindi su suolo italiano), i pm erano arrivati a configurare il reato di tortura, a fronte del quale quanto accaduto nelle scorse ore potrebbe rappresentare una esclation. Le ipotesi di reato, ora, sono di tortura, violenza sessuale e sequestro. Già negli scorsi mesi, la procura di Roma aveva aperto un fascicolo contro ignoti per i fatti del 2 ottobre 2025, quando era avvenuto il primo sequestro di imbarcazioni e attivisti al largo delle coste di Gaza, in acque internazionali.
Il governo proroga il taglio delle accise fino al 6 giugno
Il Consiglio dei ministri ha prorogato dal 23 maggio al 6 giugno 2026 il taglio temporaneo delle accise su benzina, gasolio, GPL, gas naturale e altri carburanti, con riduzioni di circa 5 centesimi al litro per la benzina e 10 centesimi per il gasolio. Il decreto prevede inoltre altri 200 milioni di euro per l’autotrasporto, che si aggiungono ai 100 milioni già stanziati, destinati soprattutto a compensare il mancato rimborso sul gasolio commerciale. Tra le misure approvate figurano anche tempi più rapidi per il silenzio-assenso sui crediti d’imposta, possibili sospensioni fiscali temporanee e nuovi sostegni al settore agricolo.
Cortina ’26, ancora guai: indagato il commissario Saldini per appalti irregolari
A tre mesi esatti dalla conclusione dei Giochi, una valanga giudiziaria si abbatte sulle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Ieri, infatti, la Procura di Belluno ha disposto perquisizioni in cinque città – Roma, Milano, Brescia, Napoli e Cortina d’Ampezzo – nell’ambito di un’inchiesta in cui i pm ipotizzano il reato di turbativa d’asta per i lavori della cabinovia Apollonio-Socrepes, opera da 35 milioni di euro mai entrata in funzione. Nel mirino degli inquirenti finiscono sia Simico, società incaricata di progettare, appaltare e realizzare le opere infrastrutturali connesse ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali, sia la ditta bresciana Graffer, che si è vista affidare direttamente l’appalto. Nello specifico, tre persone risultano iscritte nel registro degli indagati: tra queste c’è Fabio Massimo Saldini, ad e direttore generale di Simico, oltre che commissario straordinario per alcune delle opere in carico alla società governativa Infrastrutture Milano Cortina.
Le attività investigative hanno portato la polizia giudiziaria a eseguire perquisizioni su tutto il territorio nazionale, focalizzandosi in particolare sulle sedi di Simico, la società infrastrutturale del Ministero, e dell’impresa aggiudicataria. Al centro dell’attenzione degli inquirenti vi è la procedura seguita per l’affidamento dei lavori. Dopo due tentativi falliti — uno annullato per presunte fughe di notizie e un altro concluso con una gara deserta a causa di tempistiche ritenute impossibili dai big del settore come Leitner e Doppelmayr — si è optato per un affidamento diretto. Come riportato dagli atti, «l’ipotesi investigativa concerne la possibile sussistenza di condotte che, grazie ad accordi collusivi o comunque tramite modalità fraudolente, hanno deliberatamente favorito la società Graffer nell’assegnazione dei lavori a discapito di altre ditte interessate all’esecuzione degli stessi». Gli accertamenti mirano inoltre a verificare se tale scelta sia stata compiuta «con la consapevolezza che i tempi a disposizione non sarebbero stati compatibili con la messa in funzione dell’impianto entro l’inizio dei Giochi Olimpici». Non vi è alcun dubbio sul fatto che l’assegnazione diretta dei lavori a Graffer da parte di Simico sia stata personalmente stabilita dal commissario straordinario Saldini, in quale per legge detiene poteri di deroga delle norme (escluse quelle penali). Il reato di turbata libertà degli incanti – anche detto “turbativa d’asta” – è punito dal Codice Penale con la reclusione da uno a cinque anni e la multa da 516 e 1032 euro.
Il progetto, funestato fin dalle origini da complesse problematiche geologiche e dalla presenza di una frana attiva, ha visto lievitare i costi dai 28 milioni iniziali ai 35 finali. Simico, dal canto suo, ha dichiarato di aver fornito piena collaborazione alle autorità, rinnovando «la propria totale fiducia nell’operato della Magistratura e degli organi inquirenti, nella convinzione che ogni approfondimento consentirà di chiarire compiutamente i fatti e di certificare e confermare ancora la correttezza, la linearità amministrativa e la piena regolarità dell’operato posto in essere dalla società». Il Ministero delle Infrastrutture ha difeso l’operato della società pubblica, dichiarando che «per garantire il successo delle Olimpiadi sono state rispettate tutte le regole». La questione della cabinovia non rappresenta però l’unico grattacapo giudiziario per l’evento. La magistratura contabile sta infatti monitorando anche l’Arena Santa Giulia a Milano, focalizzandosi in particolare sugli extracosti milionari richiesti per la struttura, sollevando dubbi sulla corretta gestione delle risorse pubbliche.
In numerosi articoli abbiamo raccontato come, a mesi dalla conclusione delle Olimpiadi invernali, la cabinovia di Cortina d’Ampezzo non sia ancora entrata in servizio. L’impianto, che è costato circa 35 milioni di euro, doveva collegare il centro del paese con la pista Olympia delle Tofane, sede delle gare di sci alpino femminile. Eppure il cantiere, oggetto fin dal principio di proteste e contestazioni per la posizione in area franosa e per un iter assai travagliato, non è stato completato in tempo per l’evento e nemmeno per le settimane successive. Il 5 marzo scorso, nel giorno di apertura delle Paralimpiadi, Simico aveva annunciato ufficialmente la fine dei lavori, dichiarando che «si sono ufficialmente conclusi ieri i lavori della Cabinovia Apollonio Socrepes», aggiungendo che, «dopo i nulla osta tecnici ricevuti da Ansfisa (Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali, ndr), il documento di fine lavori e il collaudo statico sanciscono a tutti gli effetti il completamento dell’impianto funiviario». Ciononostante, le foto diramate dal portale locale “Voci di Cortina” avevano sin da subito raccontato un’altra realtà: ponteggi ancora montati, mezzi al lavoro, nessuna cabina installata.
Libano, raid israeliani uccidono sei paramedici in 24 ore
Sei paramedici libanesi sono morti in due distinti attacchi israeliani avvenuti nel sud del Libano nel giro di 24 ore. Lo ha riferito il ministero della Salute di Beirut, che ha accusato Israele di violare il diritto internazionale. Quattro soccorritori dell’Associazione Sanitaria Islamica sono stati uccisi a Hanaway nella notte tra giovedì e venerdì, mentre altri due paramedici dell’Associazione Scout Al-Rissala hanno perso la vita a Deir Qanoun En-Nahr. Un video diffuso dal ministero mostrerebbe il momento dell’esplosione vicino a un’ambulanza. Nella stessa località il bilancio complessivo delle vittime è salito a sei morti, tra cui un bambino siriano.
Nonostante tutto, l’Italia è ancora la quinta potenza mondiale nelle esportazioni
Nonostante il difficile contesto internazionale, la crisi energetica e l’inflazione, l’Italia si posiziona ancora al quinto posto nella classifica mondiale delle esportazioni con un surplus commerciale da record in una grande varietà di settori. Si tratta di un risultato importante per quello che è considerato un «piccolo Paese» e soprattutto di un risultato che smentisce la retorica della scarsa produttività della Penisola. Il merito di questo successo commerciale va individuato soprattutto in oltre quindicimila imprese esportatrici medie, medio-grandi e grandi, ma anche nelle trentamila imprese esportatrici di piccole dimensioni con più di dieci addetti: una particolarità che continua a distinguere l’impresa italiana nel contesto occidentale. È grazie alla produttività e all’eccellenza di queste aziende che l’Italia nel 2024 ha esportato più dell’intera Francia e che si contende il quarto posto nella classifica con Giappone e Corea del Sud.
Nel dettaglio, secondo i dati Istat, nel 2025 si è registrata una crescita dell’export nazionale rispetto al 2024 del 3,3%, trainata dalle regioni del Centro (+13,2%). Un contributo inferiore proviene dal Nord-est (+2%), dal Nord-ovest (+2,3%) e dal Sud (+3,2%), mentre si rileva un’ampia contrazione per le Isole (-11,0%). In totale lo scorso anno il Belpaese ha esportato merci per un valore di 727 miliardi di dollari (12 miliardi in meno del Giappone e 18 in più della Corea del Sud), presentando un attivo della bilancia totale con l’estero di 57 miliardi e un attivo – al netto dell’energia – di ben 111 miliardi. A spingere le esportazioni sono in particolare le maggiori vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+30,9%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+8,4%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+10,7%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,3%). Risultano, invece, stazionarie le esportazioni di apparecchi elettrici e articoli in gomma e materie plastiche, mentre gli altri settori registrano riduzioni.
Considerando i 99 grandi settori della classificazione HS (il codice numerico a sei cifre che identifica e classifica le merci nel commercio internazionale), inoltre, l’Italia risulta essere stata lo scorso anno il terzo Paese al mondo per numero di settori (30 settori) con un attivo con l’estero superiore ai 500 milioni di dollari, dietro solo alla Cina (58 settori) e alla Germania (35). Il Belpaese precede, invece, con un ampio stacco, la Spagna (24 settori), il Canada (22), il Giappone (21), la Corea del Sud (20), gli Stati Uniti (20), il Vietnam (20, in base ai dati del 2024), la Francia (17) e il Messico (17). I settori più importanti dell’Italia per surplus nel commercio con l’estero comprendono meccanica non elettrica (60,5 miliardi di dollari di surplus nel 2025), la farmaceutica (37,7 miliardi), vini e bevande (10,7 miliardi), mobili (10,5 miliardi), cantieristica degli yacht e delle navi da crociera (9,8 miliardi), pasta e prodotti da forno (7,9 miliardi), pelletteria (7,3 miliardi), calzature (4,9 miliardi) e abbigliamento non a maglia (6,9 miliardi). Seguono il settore cosmetico (5 miliardi), le piastrelle ceramiche (4,6 miliardi), i mezzi aerospaziali (3,9 miliardi), i derivati di pomodoro, ortaggi e frutta (4,1 miliardi) fino ai prodotti in ferro e acciaio (12,7 miliardi). Secondo Il Sole 24 Ore, questo ventaglio di specializzazioni in surplus con l’estero “fa del Made in Italy la realtà più diversificata al mondo per prodotti esportati”.
Un capitolo importante riguarda anche le principali nazioni verso cui sono esportati i beni italiani: nonostante i dazi imposti dal presidente statunitense Donald Trump, gli USA restano il secondo Paese cliente dell’Italia, coprendo una quota del 10,4% dell’export. Al primo posto, invece, si colloca la Germania con una quota dell’11,3%. Il paventato crollo delle esportazioni verso gli USA in seguito all’imposizione dei dazi, dunque, per ora non si è verificato, perché il 2025 si è chiuso con un +7,2% rispetto al 2024. Tuttavia, le esportazioni di dicembre verso gli Stati Uniti hanno segnato un calo dello 0,4% rispetto a dicembre 2024 e a guadagnarci sono stati gli USA che hanno migliorato le esportazioni verso il Belpaese. A dicembre 2025, infatti, le importazioni dell’Italia dagli Usa sono aumentate del 61,1% su base annua e del 35,9% nella media dell’anno. Per cui l’avanzo commerciale nell’interscambio con gli Usa pur rimanendo consistente (34,191 miliardi di euro) è «inferiore rispetto al 2024», ha affermato Massimo Dona, presidente dell’Unione dei Consumatori.
Il notevole risultato commerciale dell’Italia, che accresce ogni anno il patrimonio nazionale, mostra come la produttività del Paese sia efficiente, indirizzandosi però più verso l’estero che non verso il mercato interno, a causa della contrazione della domanda interna dovuta al non adeguamento dei salari, anche se nel 2025 si è registrata una crescita della domanda interna grazie agli investimenti fissi lordi (+3,5%) e al consumo delle famiglie (+1%). Il punto debole della Penisola rimane l’autonomia energetica, ma nonostante questo l’eccellenza e l’unicità dei prodotti Made in Italy continuano a sostenere l’economia italiana, mantenendo il Belpaese al quinto posto della classifica per le esportazioni.
Italia-Algeria: rafforzata cooperazione nel turismo e artigianato
Italia e Algeria consolidano il partenariato nel turismo e nell’artigianato, con l’obiettivo di valorizzare l’identità culturale e promuovere modelli sostenibili. Durante il Salone internazionale del turismo e dei viaggi (Sitev) 2026, la ministra Houria Meddahi ha incontrato Antonio Intiglietta di “Artigiano in Fiera”, definendo strategie per formare gli artigiani algerini in marketing e design. Si punta a rendere competitivi i prodotti locali sui mercati internazionali. È stata confermata la partecipazione dell’Algeria alle prossime edizioni milanesi della fiera. Il progetto prevede inoltre programmi formativi, supporto alle produzioni femminili rurali e l’adozione di strumenti digitali per promuovere l’eccellenza artigianale.








