Home Blog Pagina 1837

UK, il governo vuole ampliare i poteri di polizia: proteste in tutto il paese

0

Nel Regno Unito i cittadini stanno protestando da giorni contro un disegno di legge che si sta discutendo in parlamento, che permetterebbe al Ministero dell’Interno ed alle forze dell’ordine di limitare o interrompere con molta più facilità le manifestazioni.

Il governo ha dichiarato che la legge servirebbe a reprimere le proteste, anche pacifiche, che verranno ritenute potenzialmente procuratrici di gravi disagi al pubblico. In tal senso, il disegno di legge prevede la reintroduzione del reato di disturbo dell’ordine pubblico e l’ampliamento delle pene per alcuni crimini, tra cui il danneggiamento dei monumenti. Inoltre, permetterà alla polizia di stabilire arbitrariamente regole come il livello massimo di rumore consentito o l’orario in cui la protesta potrà essere svolta e consentirà al Ministro dell’Interno di disporre nuovi provvedimenti che indicheranno i comportamenti dannosi per l’ordine pubblico, i quali non dovranno necessariamente essere approvati dal parlamento. Essa è stata fatta sulla scia delle proteste dei movimenti Extinction Rebellion e Black Lives Matter – accusate dai conservatori di aver generato disordini e danni alla proprietà – e andrebbe a sostituire il Public Order Act del 1986, ossia la normativa che regola l’ordine pubblico in Inghilterra e in Galles.

Gli oppositori della proposta di legge, però, si dicono estremamente preoccupati in quanto ritengono che essa andrebbe a ledere le libertà civili, in particolare la libertà di manifestare. In tal senso, il deputato del partito laburista, David Lammy, ha affermato che il disegno di legge sia di natura draconiana e che, se dovesse essere approvato, vi è il rischio che le forze dell’ordine soffocherebbero qualsiasi protesta semplicemente poiché non la gradiscono. Inoltre, alcuni sostengono che la legge servirebbe non solo a placare le manifestazioni per l’ambiente e per l’antirazzismo ma, implicitamente, anche a spegnere le future proteste che probabilmente si terranno a causa dei danni generati dalla gestione della pandemia da Covid-19. Per tutti questi motivi, più di 150 organizzazioni tra cui sindacati ed associazioni di beneficenza per i diritti umani hanno inviato una lettera ai ministri chiedendo al governo di modificare il suo approccio, specificando che la legge non tutelerebbe alcuni diritti fondamentali dei cittadini.

Inoltre, è da un paio di settimane che i cittadini inglesi e gallesi stanno protestando contro questo disegno di legge, al punto tale che si è formato un movimento il cui slogan è  «Kill the bill», ossia «Uccidi la legge». La prima contestazione si è tenuta il 21 Marzo nella città di Bristol dove più di 3000 persone sono scese in strada ed hanno assediato la stazione di polizia di New Bridewell. Da allora, le manifestazioni hanno avuto luogo in molte città provocando scontri e arresti da parte della polizia e nella giornata di sabato i sostenitori di «Kill the bill» hanno protestato in più di 25 città. Tra queste c’è Londra, dove migliaia di persone hanno marciato dietro lo slogan «Proteggiamo i nostri diritti» e sono stati effettuati 26 arresti.

Ma non solo nel Regno Unito la repressione ed il controllo sono in aumento. Anche in Francia negli scorsi mesi è stata proposta la «legge sulla sicurezza», la quale ridurrebbe la possibilità delle persone di diffondere immagini aventi ad oggetto le violenze della polizia ed aumenterebbe i poteri di sorveglianza della stessa attraverso l’utilizzo di droni e videocamere. E nei confronti di questa tendenza l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) si è espressa nel mese di febbraio, affermando che le autorità di alcuni paesi stanno utilizzando la pandemia come pretesto per imporre rigide misure di sicurezza con lo scopo di sopprimere le voci dissonanti ed abolire molte libertà fondamentali.

[di Raffaele De Luca]

Ex Ilva: esplosione e incendio, tragedia sfiorata

0

Un’esplosione ed un incendio si sono verificati questa mattina intorno alle 7 e mezza presso l’ex Ilva, nella colata continua 2 di Acciaieria 2. Fortunatamente, però, tutti gli operatori presenti sulla linea si sono salvati. Lo ha affermato Francesco Rizzo del sindacato Usb, che ha anche aggiunto che la sicurezza è notevolmente peggiorata con la gestione Ami-Morselli e che «il governo deve intervenire immediatamente».

I soldi per l’ambiente vanno alle armi: il Recovery Plan di Draghi e il greenwashing

2

«Il mio governo sarà ambientalista» mise da subito in chiaro Mario Draghi nel discorso di insediamento da presidente del Consiglio, sottolineando come la transizione climatica fosse al centro dell'azione di governo, al punto da creare - primo nella storia repubblicana - un ministero ad hoc. Al centro dei progetti, ovviamente, il Recovery Plan, che prevede per l'Italia fino a 196 miliardi di euro di fondi europei (69 a fondo perduto, gli altri in prestito) che secondo le linee guida di Bruxelles vanno investiti in progetti che mettano al centro la rivoluzione verde e la digitalizzazione. 196 mi...

Questo è un articolo di approfondimento riservato ai nostri abbonati.
Scegli l'abbonamento che preferisci 
(al costo di un caffè la settimana) e prosegui con la lettura dell'articolo.

Se sei già abbonato effettua l'accesso qui sotto o utilizza il pulsante "accedi" in alto a destra.

ABBONATI / SOSTIENI

L'Indipendente non ha alcuna pubblicità né riceve alcun contributo pubblico. E nemmeno alcun contatto con partiti politici. Esiste solo grazie ai suoi abbonati. Solo così possiamo garantire ai nostri lettori un'informazione veramente libera, imparziale ma soprattutto senza padroni.
Grazie se vorrai aiutarci in questo progetto ambizioso.

Indonesia: inondazioni provocano almeno 70 morti

0

Almeno 70 persone hanno perso la vita dopo che inondazioni e frane hanno improvvisamente colpito l’Indonesia ed il vicino Timor orientale. Lo si apprende dalle parole del portavoce dell’agenzia indonesiana per la gestione dei disastri, Raditya Djati, che ha dichiarato all’emittente MetroTV che sono state riportate 55 morti, le quali si aggiungono ai 16 corpi che erano già stati trovati. Tuttavia, quest’ultimo ha anche sottolineato come tale cifra sia provvisoria e destinata a crescere e, in tal senso, sono una quarantina le persone ancora disperse.

Tennis: Sinner perde la finale del Master 1000 di Miami

0

Si ferma in finale il sogno del giovane tennista italiano Jannik Sinner. La promessa ha ceduto al polacco Hurkacz in due set (7-6, 6-4). Una partita combattuta dalla quale Sinner è uscito a testa alta. Sinner è il più giovane tennista azzurro arrivato alla finale di un Master 1000 e da lunedì salirà al numero 22 del ranking mondiale ATP.

L’Olanda ha sospeso nuovamente il vaccino AstraZeneca

0

Nuova sospensione del vaccino anti-Covid per tutte le età in Olanda. La decisione segue la sospensione effettuata due giorni fa per le persone di età inferiore a 60 anni, dopo che c’erano state alcune segnalazioni di gravi effetti collaterali. Secondo la stampa olandese la sospensione anche per gli over 60 è stata disposta per “evitare lo spreco di fiale”.

Giordania: tentato colpo di stato, arresti a corte

0

Nella notte sono stati arrestati 20 personaggi eccellenti in Giordania, molti dei quali appartenenti alla cerchia del re Abdallah II, accusati di aver ordito un colpo di stato per destituire il sovrano. Una situazione ancora non del tutto chiara. Hamzah, ex principe ereditario e fratellastro del Re Abdullah, non sarebbe agli arresti ma gli sarebbe stato “intimato” di astenersi da spostamenti.

Giappone: riprende la caccia alla balene

0

Il Giappone ha autorizzato la ripresa della caccia alle balene per fini commerciali, per il terzo anno consecutivo dopo che il paese, nel 2019, si è ritirato dalla Commissione internazionale per la caccia ai cetacei (Iwc). Quattro navi sono già salpate e potranno pescare fino a 120 balenottere nella costa di Sanriku, sul versante nord orientale del Paese. Forti proteste della associazioni animaliste

Due delfini nel Canal Grande: l’assenza delle navi fa rinascere la laguna di Venezia

0

Qualche giorno fa un insolito avvistamento ha allietato la giornata di alcuni passanti a Venezia: due delfini nuotavano tranquillamente nel bacino di San Marco. I due cetacei, che hanno nuotato dal canale della Giudecca fino al Canal Grande, sono stati segnalati da alcuni meravigliati passanti alla Sala Operativa della Capitaneria di Porto di Venezia, la quale ha provveduto ad inviare subito alcuni specialisti sul posto, al fine di controllare lo stato di salute dei due animali. Questi non sono apparsi disorientati o sofferenti ma, al contrario, tranquilli e alquanto curiosi di avventurarsi in acque solitamente stracolme di imbarcazioni e turisti.

Non è la prima volta che dei delfini vengono avvistati a Venezia, anzi un tempo era fenomeno piuttosto comune, ma a causa del turismo di massa, del traffico navale e dei rumori era da decenni che delfini non si vedevano tra i canali della città. Lo ha reso di nuovo possibile il crollo del turismo e del traffico navale durante il lockdown. Come in altri posti d’Italia, dove in questi mesi orsi, lupi, anatre, conigli, volpi, caprioli, delfini hanno potuto riconquistare spazi di habitat dove da tempo le attività umane li avevano allontanati. Tornando alla laguna di Venezia, negli ultimi mesi le acque che costeggiano la Serenissima sono limpide e pulite come non succedeva da tempo. A rilevarlo è stata una ricerca realizzata grazie alle immagini dei satelliti Sentinel-2 della missione Copernicus, programma europeo per l’osservazione satellitare della Terra.

Secondo quanto rivelato dalla ricerca, l’elevata trasparenza dell’acqua è una condizione temporanea legata alla combinazione di fattori naturali stagionali, ma anche agli effetti delle restrizioni per il contenimento del virus. In questo periodo storico infatti, è avvenuta una considerevole diminuzione della quantità di scarichi urbani, dovuta alla mancanza del carico turistico che di solito invade la città in maniera pressoché continua. Il confronto tra le immagini a colori del centro storico di Venezia e i canali adiacenti, acquisite dal satellite nei giorni 20 febbraio e 19 marzo 2020, ovvero prima e dopo l’applicazione delle restrizioni alla mobilità, ha infatti evidenziato una quasi totale riduzione del traffico navale, visibile dalle scie delle imbarcazioni, nei canali cittadini e lungo i canali a nord di Venezia. La sfida futura ora sarà quella di riuscire a garantire la biodiversità della laguna anche al di fuori dei periodi di lockdown, senza che l’assalto del turismo mordi e fuggi alla città ricominci come un tempo.

[di Eugenia Greco]

Covid: in Svizzera scontri durante proteste contro restrizioni

0

A San Gallo, nel nord-est della Svizzera, ieri notte centinaia di adolescenti hanno protestato contro le misure anti Covid e si sono verificati degli scontri con le forze dell’ordine. I manifestanti hanno lanciato delle bottiglie Molotov contro gli agenti, i quali hanno risposto utilizzando gas lacrimogeni e proiettili di gomma. In seguito agli scontri varie persone sono rimaste ferite e le forze dell’ordine hanno arrestato una ventina di ragazzi. Lo ha riferito la Radio svizzera italiana.