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Val di Susa: la polizia ha ferito gravemente un’attivista No Tav

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L’attivista No Tav Giovanna Saraceno, è rimasta gravemente ferita durante le manifestazioni di protesta che da due giorni attraversano la Val di Susa, si trova ora ricoverata all’ospedale Molinette di Torino con due emorragie cerebrali e fratture plurime al volto, nei prossimi giorni sarà sottoposta ad intervento maxillo facciale. Secondo il comunicato rilasciato dal movimento No Tav è stata colpita in pieno volto da un lacrimogeno lanciato dalla polizia. Una ricostruzione smentita dalla polizia. Secondo la questura di Torino, infatti, «si è trattato di trauma da corpo contundente, non provocato da un lacrimogeno».

Una ricostruzione, quella della questura, messa in discussione da due video diffusi in queste ore e riguardanti la medesima giornata di proteste in cui Giovanna è stata ferita. Nel primo si vede dettagliatamente un agente di polizia puntare il lancia lacrimogeni e sparare ad altezza d’uomo in una manovra evidentemente volontaria. Nel secondo video, diffuso questa mattina, si sente invece un agente che, ripreso mentre parla con i suoi colleghi, afferma chiaramente: «Sì, gliene ho tirati due in faccia sulla strada». Secondo quanto riferito nel comunicato del movimento, inoltre, la polizia si sarebbe anche recata nella camera d’ospedale di Giovanna per interrogarla dopo il ricovero.

Giovanna Saraceno, storica militante No Tav pisana, stava manifestando insieme ad altri quattromila cittadini nel corteo che ha attraversato i paesi valsusini di San Didero a San Giorio, per protestare contro l’avanzamento della linea Tav Torino-Lione. Le proteste si sono intensificate negli ultimi giorni dopo che, nella notte tra il 12 e il 13 aprile, mille agenti di polizia sono intervenuti per sgomberare con la forza uno storico presidio No-Tav a San Didero, dove dovrebbe sorgere un autoporto. Da allora alcuni attivisti sono rimasti sui tetti, asserragliati e circondati dalla polizia. Giovanna faceva parte di uno spezzone del corteo che si era staccato per cercare di arrivare in prossimità dei manifestanti sui tetti per portare loro solidarietà.

Blitz anti camorra: 26 arresti

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I Carabinieri del comando provinciale di Napoli stanno eseguendo in queste ore 26 misure cautelari nei confronti di altrettante persone all’interno delle province di Napoli, Salerno, Ancona, Imperia, Cosenza e Reggio Emilia. Gli individui sono indiziati a vario titolo di aver fatto parte di due distinte organizzazioni criminali attive nel comune di Poggiomarino (NA) ed in altri comuni limitrofi. In tal senso, sono state documentate estorsioni, intimidazioni e traffico di sostanze stupefacenti e sono anche stati scoperti canali di approvvigionamento dalle ‘ndrine calabresi.

Chi controlla l’informazione in Italia

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Le vendite dei quotidiani in Italia si sono dimezzate in soli sette anni, dalle 3.092.865 copie complessive del 2013 alle 1.569.106 del 2020. Si potrebbe pensare che i lettori siano passati a consultare le versioni digitali dei giornali, ma anche la loro vendita è diminuita. Nonostante la diffusione degli smartphone e l'accresciuto accesso a internet se nel 2014 le repliche digitali dei quotidiani erano vendute in 292.454 copie, nel 2020 queste sono diventate 216.370. Gli italiani leggono sempre meno giornali e si fidano sempre meno dei media: solo il 27% dei cittadini ritiene li una fonte d’i...

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Si è sciolto l’iceberg più grande del mondo

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L’iceberg A68, grande circa 6.000 km2 e staccatosi dall’Antartide nel 2017, si è ormai completamente sciolto frantumandosi in migliaia di piccoli pezzi di ghiaccio. L’iceberg era balzato all’onore delle cronache alcuni mesi fa quando si era diffuso il timore  – in realtà poco probabile – che potesse arrivare a schiantarsi sull’isola britannica della Sud Georgia, situata tra Sud America e Antartide. L’acqua calda dell’Atlantico ha invece fatto progressivamente sciogliere il ghiaccio.

Israele: nuovi bombardamenti su Gaza

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Nella notte ci sono stati nuovi bombardamenti da parte di Israele sulla enclave palestinese di Gaza. Secondo quanto riportato dai media israeliani gli obiettivi erano «una struttura di addestramento di Hamas, una postazione di lancio di missili antiaerei, un impianto di produzione di cemento e un’infrastruttura per la costruzione di tunnel». È il secondo attacco israeliano contro Gaza, dopo quello avvenuto all’alba del 16 aprile. Al momento non si ha notizia di vittime.

L’acqua si forma sulle particelle di polvere spaziale, lo conferma uno studio

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L’acqua è un elemento fondamentale per la vita sulla Terra, eppure la sua origine e i processi che l’hanno portata sul nostro pianeta, sono stati un mistero fino a poco tempo fa. Uno dei limiti a questo tipo di indagine è sempre stata l’acqua stessa, poiché il vapore acqueo presente nella nostra atmosfera, ostacola le osservazioni effettuate con i telescopi. Rivoluzionario in tal senso è stato l’osservatorio spaziale Herschel lanciato dall’Agenzia Spaziale Europea nel 2009. Il telescopio ha permesso di raccogliere numerosi dati nell’infrarosso, i quali sono stati inclusi nel recente studio sull’argomento, pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysics e firmato da un team di ricercatori dellUniversità di Leida. Questo riassume le informazioni, tratte dagli scritti più importanti, riguardanti il viaggio dell’acqua nel processo di formazione planetaria e stellare.

La ricerca conferma che, la maggior parte dell’acqua, si origina sotto forma di ghiaccio su piccolissime particelle di polvere nelle nuvole interstellari fredde e poco dense. Quando queste ultime collassano e danno vita a stelle e pianeti, sono proprio le particelle di polvere, non solo a formare numerosi strati che fungono da “mattoni” nella formazione dei nuovi corpi celesti, ma anche a preservare l’acqua. Secondo i dati raccolti nello studio, la maggioranza dei sistemi planetari nasce già con una quantità di acqua sufficiente a riempire migliaia di oceani.

In futuro, il team di ricerca ha intenzione di continuare a studiare questo elemento  nel cosmo, concentrandosi in modo particolare sui sistemi planetari in formazione. Verso la fine di quest’anno infatti, grazie alla cooperazione tra NASA, ESA e Agenzia Spaziale Canadese, verrà lanciato il telescopio spaziale James Webb, che sarà dotato di un particolare strumento, denominato MIRI (Mid-Infrared Instrument), il quale permetterà di osservare quei tratti della rotta dell’acqua nell’universo, ad oggi non visibili. Sarà infatti possibile rivelare il vapore acqueo caldo nelle zone più interne dei dischi di polvere (dischi protoplanetari) intorno ai giovani corpi celesti, con la possibilità di inseguire l’acqua nelle regioni in cui si formano pianeti simili alla Terra.

[Eugenia Greco]

Open Arms: Salvini sarà processato

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Il Gip di Palermo ha disposto il rinvio a giudizio per il leader della Lega Matteo Salvini. L’accusa è quella di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio, per aver bloccato, per sei giorni, 147 migranti salvati dall’Ong spagnola Open Arms, nell’agosto 2019, quando era ministro dell’Interno. La memoria difensiva presentata da Salvini asseriva che il blocco fosse avvenuto seguendo l’indirizzo politico concordato con il resto del governo, ovvero «prima la redistribuzione dei migranti in Europa, poi gli sbarchi», ricostruzione che non è stata accolta.

I lavoratori dello spettacolo tornano in piazza: dopo Milano oggi è la volta di Roma

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Nella giornata di oggi, a Roma, si terrà la manifestazione dei lavoratori dello spettacolo, i quali protesteranno contro le chiusure delle attività culturali imposte dal governo a causa della pandemia. La protesta è stata organizzata congiuntamente dagli occupanti del teatro Piccolo di Milano e dal movimento Bauli in piazza, che negli scorsi giorni si sono incontrati proprio all’interno di tale teatro per fare fronte comune e discutere delle urgenti questioni di un comparto da troppo tempo dimenticato. La riunione ha prodotto un ampio programma avente ad oggetto vari temi per i quali sarà fatta sentire la propria voce. Nello specifico, le richieste che verranno fatte al governo sono: l’istituzione di un fondo da erogare mensilmente a tutti i lavoratori dello spettacolo e che copra il periodo gennaio-dicembre 2021, il sostegno economico per le imprese della filiera e la predisposizione di un tavolo interministeriale che si occupi di una riforma del settore nonché di una ripartenza dello stesso. Per tutti questi motivi oggi alle ore 17:00 in Piazza del Popolo, a Roma, 1000 persone prenderanno parte alla manifestazione: ognuna di loro avrà davanti a sé un oggetto simbolico, la «flightcase», ovvero la cassa utilizzata per il trasporto delle attrezzature.

Tale tipologia di protesta era già stata organizzata dal movimento Bauli in piazza a Milano, dove il 10 ottobre 2020 i lavoratori avevano schierato 500 bauli davanti al Duomo ed avevano chiesto al governo di attuare i medesimi provvedimenti. Da allora, però, niente è cambiato e ad oggi sono 419 i giorni passati dal fermo delle attività produttive e culturali legate al mondo dello spettacolo: si tratta della peggiore crisi che questo settore abbia mai attraversato, la quale coinvolge un totale di 16.000 lavoratori. Basti pensare che, secondo i dati Agis (Associazione generale italiana dello spettacolo), gli incassi nei settori del teatro, della musica, della danza e della lirica sono calati del 76,7% nel 2020: rispetto al 2019 vi è stata una perdita di 583 milioni di euro.

[di Raffaele De Luca]

Usa, le grandi aziende ora vogliono scegliere la legge elettorale

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Le più grandi aziende americane, fra cui Facebook, Google, Amazon e Microsoft, con centinaia fra CEO e leaders del settore privato, si sono per la prima volta schierate politicamente in blocco. Con la dichiarazione “We Stand For Democracy”, si sono unite alle proteste dei democratici contro le recenti modifiche alle procedure di voto da parte della Georgia, stato a guida repubblicana. In concreto la nuova legge aggiunge il voto anticipato in molte contee, regola l’orario in cui questo può svolgersi: dalle 9 alle 17 o dalle 7 alle 19. Rende obbligatorio presentare un documento d’identità ufficiale, come la patente, nel caso di voto in assenza. Oppure ancora proibisce la possibilità di vendere acqua e cibo entro 150 piedi dal seggio elettorale, o 25 dal votante in fila. Tutti cambiamenti che per i repubblicani intendono rendere il voto più sicuro e controllato per prevenire possibili brogli. Non secondo i CEO di realtà come Delta Airlines o Microsoft, che l’hanno descritta come «inaccettabile» o «un ingiusta limitazione del diritto di voto». Secondo i colossi privati la nuova legge elettorale è discriminatoria: in particolare per la comunità nera.

Prima di questa imponente coalizione, le multinazionali avevano solo fatto capolino in politica. È con la morte di George Floyd, lo scorso maggio, che hanno iniziato a fare esternazioni significative. YouTube, ad esempio, aveva dichiarato «we stand in solidarity against racism and violence». Si trattava però ancora di azioni singole, e soprattutto che toccavano sì argomenti politici, come il razzismo, ma non la politica concreta, le leggi, le decisioni. Adesso ci siamo arrivati: le corporations entrano nel dibattito politico arrivando al punto di delegittimare una legge. Un «ricatto economico», lo ha chiamato Mitch McConnell, senatore repubblicano del Kentucky, accusandole di voler influenzare la possibilità di riforme repubblicane in materia di voto. Cosa che in realtà spetterebbe alla politica in senso stretto.

La presa di posizione dei grandi chief executives è arrivata dopo una lettera firmata da 70 imprenditori afroamericani aveva già posto l’attenzione sulla legge, chiedendo che amministratori delegati e capi d’azienda si schierassero contro quello che definivano un tentativo dei repubblicani di sopprimere il voto nero in Georgia: «i nostri colleghi hanno fallito nel combattere per la giustizia razziale», dicevano i firmatari. Ma anche i gruppi di attivisti hanno avuto un peso nella scesa in campo: convinti che la norma fosse discriminatoria, hanno minacciato di boicottare Coca-cola o Delta Airlines, che hanno sede ad Atlanta. A prescindere da una valutazione nel merito della legge, bisogna su questo punto dire risulta fuorviante descriverla come «regresso per i diritti della comunità nera». Per capirlo basta l’esempio del “early sunday vote”, cioè la bufala circolata che la legge discrimini gli afroamericani eliminando il voto di domenica anticipata. È noto che in particolare gli afroamericani religiosi ricorrano a questa pratica, durante i così detti “Souls the Polls”. In molti, date anche dichiarazioni affrettate come quella del senatore Chuck Shuman, hanno fallacemente concluso che allora l’intento dei repubblicani fosse discriminare gli afroamericani. In realtà è una conclusione infondata, basata su convinzioni soggettive. C’è poi da dire che la legge, nella sua forma definitiva, dà la possibilità
di votare anticipatamente due domeniche. Nonostante nulla configuri la nuova leggere come discriminatoria, attivisti, democratici e pure il Presidente Joe Biden hanno dichiarato  che sarebbe un «ritorno a Jim Crow», cioè ai tempi della segregazione.

[di Andrea Giustini]

Russia: arrestato diplomatico ucraino per spionaggio

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Un diplomatico ucraino è stato arrestato dal Servizio federale per la sicurezza della Federazione russa (Fsb) con l’accusa di spionaggio. Si tratta di Alexander Sosonyuk, diplomatico console dell’Ucraina a San Pietroburgo. La Fsb ha dichiarato che quest’ultimo aveva avuto accesso, tramite un russo, ad informazioni sensibili ed ha sottolineato come tale attività fosse ostile nei confronti della Federazione Russa nonché incompatibile con lo status di diplomatico.