La crociata di governo contro la cannabis light va a sbattere: terzo rinvio alla Corte Costituzionale

Nicolò Savoldelli, titolare di due negozi di cannabis light tra Sirmione e Desenzano del Garda, a dicembre era stato messo ai domiciliari: primo caso di arresto di un commerciante di settore. I diciannove barattoli contenenti due chili di infiorescenze avevano comportato un’accusa di detenzione ai fini di spaccio. Il 15 luglio il giudice bresciano Luca Tringali ha depositato ventisei pagine di ordinanza per mandare gli atti alla Corte Costituzionale, terzo caso in otto mesi dopo Brindisi e Trani. Mandare gli atti alla Consulta significa congelare il processo: né l’accusa né la difesa possono arrivare a una sentenza finché la Corte Costituzionale non stabilisce se la norma contestata sia legittima

Per il giudice la presunzione assoluta di pericolosità della cannabis light «appare smentita, in radice, dalle acquisizioni scientifiche recepite dallo stesso ordinamento», un principio che la stessa normativa europea conferma, fissando allo 0,3 per cento la soglia di THC sotto cui il fiore di canapa non ha alcun effetto drogante. Prima ancora dell’ordinanza, lo stesso Tribunale aveva respinto la richiesta cautelare del pm, riconoscendo che l’attività si svolgeva in un contesto commerciale regolamentato.

Brescia si aggiunge a una lista che si allunga da un anno. Il 2 dicembre 2025 era stato il gip di Brindisi il primo a interrogare la Consulta, nel processo per un carico di canapa bloccato dalle Dogane. Il 28 aprile 2026 è toccato al Tribunale di Trani, su un distributore automatico di infiorescenze a Barletta. Già a settembre 2025, il Tribunale di Trento aveva scritto nero su bianco che un divieto generale e assoluto della cannabis light non è giustificato dai dati scientifici disponibili, bocciando il ricorso solo per un vizio procedurale.

Nel frattempo, i sequestri si sono rivelati quasi sempre infondati: in Sardegna il Riesame ha restituito 10 chili di infiorescenze e oltre 5mila piante a un imprenditore, e 257 chili di biomassa a un’azienda florovivaistica; a Brindisi sono state dissequestrate oltre 800 piante a un’azienda agricola; a Sassari i giudici hanno bocciato un sequestro su valori di THC fra lo 0,08 e lo 0,33 per cento, incapaci di produrre effetti psicoattivi. La maxi-inchiesta della Procura di Torino, che aveva sequestrato due tonnellate di infiorescenze per un valore di 18 milioni di euro, si è chiusa con un’archiviazione dopo aver messo in ginocchio diverse aziende. Un settore che, secondo le stime di categoria precedenti all’entrata in vigore del decreto, contava 3mila aziende, 30mila addetti e 2 miliardi di giro economico annuo. Anche sul fronte amministrativo il decreto arranca: a giugno 2026 il TAR della Liguria ha sospeso la chiusura di un negozio di Ventimiglia voluta dal sindaco leghista Flavio Di Muro.

Il fronte giudiziario intanto si allarga: l’11 novembre 2025 il Consiglio di Stato ha rimesso alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea la questione, nata dal ricorso delle associazioni di categoria contro il decreto del 2022 che limitava gli usi della canapa a fibra e semi: si chiede se i divieti sulle infiorescenze italiane siano compatibili con la libera circolazione delle merci e con la politica agricola comune.

«Oggi il Tribunale ha rimesso gli atti alla Corte Costituzionale, ed è un passaggio giuridico di grande rilievo destinato ad avere effetti che vanno oltre il nostro singolo procedimento», racconta Savoldelli, difeso dall’avvocato Niccolò Vecchioni, a L’Indipendente. «Nessun risultato è acquisito, ma se un domani tutto questo contribuirà realmente a dare maggior certezza giuridica all’interno del comparto, potrò dire di essere orgoglioso non tanto dell’esito personale, ma per tutti gli operatori del settore». Fino ad allora, per centinaia di imprenditori come Savoldelli, resta solo l’attesa, e il rischio, già concreto per alcuni, di continuare a pagare con arresti e sequestri un reato che i tribunali, uno dopo l’altro, si rifiutano di riconoscere come tale.

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Mario Catania

Giornalista professionista dal 2011, si occupa di inchieste, reportage e attualità. Ha lavorato per la carta stampata, per l'online e come videoreporter, spaziando dalla cronaca alla politica e tematiche ambientali. Autore di libri e saggi, per L'Indipendente coordina i lavori del mensile.

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