Si chiamava Abderrahim Fakir e aveva 43 anni. È morto durante un’operazione di polizia condotta nella tarda mattinata di ieri nel quartiere Pilastro, a Bologna. Secondo le ricostruzioni diffuse finora, polizia e personale sanitario della Croce Rossa sono intervenuti dopo le segnalazioni dei vicini, trovando Fakir in stato di agitazione e facendo uso di spray al peperoncino. Un video diffuso online mostra chiaramente due poliziotti seduti sul dorso dell’uomo per tentare di immobilizzarlo tenendolo a terra in posizione prona, mentre una terza persona gli tiene ferme le caviglie. Le immagini dell’immobilizzazione durano diversi minuti, durante i quali l’uomo si dimena e grida aiuto; a un certo punto, Fakir pare perdere i sensi mentre uno degli agenti si trova ancora sopra di lui. La salma è stata posta a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti medico-legali che dovranno chiarire le cause della morte. Dopo la diffusione della notizia, a Bologna è stato annunciato un corteo di protesta.
Abderrahim Fakir è morto mentre si trovava in via Svevo, a Bologna, nel quartiere Pilastro, dove si recava spesso a trovare amici e parenti. Secondo quanto comunicato dalla Questura di Bologna, gli agenti «sono intervenuti su richiesta dei cittadini che avevano segnalato una persona in escandescenza» mentre colpiva un’automobile. Secondo le prime ricostruzioni diffuse dai media, una volta arrivati sul posto Fakir avrebbe colpito anche la vettura della polizia, mentre gli agenti, scesi dall’auto, avrebbero fatto uso di spray al peperoncino e lo avrebbero immobilizzato. Non è ancora chiaro cosa sia accaduto nei minuti che precedono i video diffusi online. La Questura ha dichiarato che «le riprese delle bodycam dei poliziotti intervenuti, che hanno registrato le operazioni, saranno messe immediatamente a disposizione dell’autorità giudiziaria», confermando che gli agenti erano dotati di telecamere indossabili.
«Aiuto, basta!». Sono le parole che per gran parte del video pronuncia Abderrahim Fakir mentre viene immobilizzato da due agenti di polizia. Nelle immagini si vede un agente seduto a cavalcioni sulla parte alta del suo dorso, intento a tenergli il volto contro il suolo, mentre un secondo agente lo aiuta bloccandogli gli arti. A collaborare con i poliziotti è anche un uomo a petto nudo – presumibilmente un residente – che gli tiene ferme le caviglie. Sul posto sono presenti anche i sanitari, che non intervengono durante l’immobilizzazione. Il video integrale dura diversi minuti e mostra anche uno degli agenti colpire Fakir al fianco mentre tenta di tenerlo fermo. Trascorsi alcuni minuti, Fakir pare perdere conoscenza e gli agenti gli legano le caviglie con una fascetta. Solo a quel punto, quando l’uomo non mostra più segni di reazione, intervengono i sanitari.
Nonostante i tentativi di rianimazione, Fakir è morto. Secondo quanto riportato dai media, che citano i familiari, l’uomo soffriva di asma. Dopo la sua morte, residenti e parenti si sono radunati in strada. «Chiedo giustizia», ha dichiarato la sorella: «Se uno è agitato tu lo devi calmare, non ammazzarlo sotto il sole». Dopo la diffusione della notizia è stato organizzato un sit-in per chiedere che venga fatta piena luce sull’accaduto. Alla manifestazione hanno partecipato oltre duecento persone, che hanno messo la vicenda in parallelo all’omicidio di George Floyd negli Stati Uniti. La questione è arrivata anche all’attenzione delle istituzioni cittadine: il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha invitato i cittadini a ritrovarsi in piazza del Nettuno «per essere vicini alla comunità del Pilastro in un momento così doloroso». Anche esponenti del Partito Democratico hanno chiesto chiarimenti sulle circostanze della morte. Dal fronte opposto, il deputato di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami ha definito l’intervento delle forze dell’ordine «condotto con professionalità».





Siamo già alle proteste?? ma de che?
A C A B !
Professionalità, senza umanità. Avran imparato da altre categorie anch’esse professionalmente corrette.