I “Volenterosi” si incontrano a Parigi e lanciano lo scudo antimissile europeo

Dopo l’approvazione di un prestito da 90 miliardi di euro dell’Unione Europea da destinare a Kiev, e l’ulteriore pacchetto da 70 miliardi annunciato durante il recente vertice NATO tenutosi ad Ankara, l’Europa non si ferma e, con la presenza del Regno Unito, decide di scommettere su una nuova coalizione difensiva in ottica anti-russa. Nella giornata di ieri, 13 luglio, si è tenuto a Parigi il “vertice dei Volenterosi”, durante il quale nove Paesi dell’UE, tra cui l’Italia, hanno dato vita ad una nuova iniziativa congiunta, finalizzata allo sviluppo di un sistema di difesa contro i missili balistici.

Emmanuel Macron fa da anfitrione all’evento e blinda il sostegno al Paese ucraino anche dopo l’eventuale cessate il fuoco. «Stiamo intensificando il nostro sostegno all’Ucraina. Rafforziamo la sua difesa, aumentiamo la pressione sulla Russia e costruiamo le garanzie di sicurezza per il futuro» ha scritto il presidente francese sul suo profilo X, in occasione dell’incontro. Secondo quanto emerso dal summit e ribadito nel comunicato congiunto reso pubblico dall’Eliseo, l’incontro si è soffermato su tre punti essenziali. I nove Paesi ribadiscono l’appello ad un cessate il fuoco immediato e l’apertura di un dialogo diretto tra Ucraina e Russia, con la partecipazione attiva degli Stati Uniti e dell’Unione Europea. Viene specificato, inoltre, che ogni accordo che riguarda gli interessi ucraini, europei o della NATO non può essere preso senza il coinvolgimento diretto delle parti e che il congelamento dei beni russi proseguirà «finché la Russia non cesserà la sua guerra di aggressione e non risarcirà l’Ucraina per i danni causati dalla guerra».

Nel secondo punto viene annunciata ufficialmente la Coalizione anti-missili balistici, alla quale si aggiunge un incremento delle forniture a Kyev dei sistemi di difesa area con capacità a lungo raggio, oltre che la concessione delle licenze per la produzione ucraina di intercettori. Inoltre, si annunciano nuove pressioni economiche e sanzioni verso la Federazione Russa e per ultimo viene ribadito il contenuto della Dichiarazione di Parigi del gennaio 2026, che implica l’impegno europeo nel garantire la difesa dell’Ucraina dopo il cessate il fuoco, sia attraverso il sostegno militare delle forze armate ucraine, sia attraverso garanzie vincolanti basate sugli ordinamenti giuridici e costituzionali europei. Macron ha inoltre assicurato che nei prossimi mesi avranno luogo esercitazioni militari congiunte nell’ambito della Forza Multinazionale per l’Ucraina (MNF-U), «per dimostrare la capacità della MNF-U di agire, una volta cessate le ostilità» e fornire «rassicurazioni» all’Ucraina all’interno del suo territorio.

«Ci stiamo muovendo verso il punto in cui potremo dire che la pace si sta avvicinando» ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dal palco dell’evento. «Ed è proprio la nostra cooperazione qui in Europa, insieme agli Stati Uniti, al Presidente degli Stati Uniti e a tutti coloro che nel mondo desiderano la pace, che sta avvicinando la fine della guerra». Zelensky, inoltre, ha sottolineato la partecipazione delle principali aziende armamentistiche europee attive nel progetto: Fire Point, Thales, Diehl Defence, Saab, Kongsberg Defence & Aerospace, Weibel, Sener, MBDA, Eurosam, Safran e Destinus e l’italiana Leonardo.

Negli ultimi mesi, le manovre dell’Unione Europea hanno suggerito una convergenza verso un impegno militare congiunto, sia davanti alla più volte citata «minaccia russa», sia davanti all’imprevedibilità di Donald Trump (manifestata attraverso attacchi più o meno velate a Paesi europei, come la Spagna e più recentemente l’Italia). La decisione giunge dunque come un ulteriore passo verso il riarmo europeo, la cui priorità è stata sancita nel corso dell’ultimo summit NATO – nel corso del quale i principali leader hanno rivendicato con orgoglio le “decine di miliardi” che verranno investite in futuro nell’economia della guerra.

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Armando Negro

Laureato in Lingue e Letterature straniere, specializzato in didattiche innovative e contesti indipendentisti. Corrispondente da Barcellona, per L’Indipendente si occupa di politica spagnola, lotte sociali e questioni indipendentiste.

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2 Commenti

  1. Sono patetici! La guerra finisce quando lo decide la Russia. Possono costruire tutti gli scudi che vogliono, e buttare soldi a palate, ma la Russia è avanti decenni con lo sviluppo di armi, e gli europei non hanno i soldi per farsele tantomeno le risorse.
    Credevano di rapinare la Russia con facilità.

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