LOIRI PORTO SAN PAOLO — La statale 125, arteria della Sardegna Orientale, è un mosaico di auto parcheggiate ai lati. Il blocco delle forze dell’ordine all’imbocco di via Cala Finanza costringe a un cammino prima sulla statale e poi lungo il sentiero che conduce al tratto di costa più vicino all’isola di Tavolara, al centro dell’omonima area marina protetta. Proprio tra i luoghi designati per il maxi resort di lusso di Tavolara Bay, centinaia di persone si sono date appuntamento per manifestare a sostegno di una «Sardegna libera da speculazione e mentalità coloniale», che si tratti di turismo, transizione energetica o militarizzazione. Così, la piazza mattutina si trasforma in presidio permanente da portare avanti almeno fino al prossimo 8 luglio, data dell’udienza del TAR sull’annullamento dell’autorizzazione unica ZES n. 74/2026. La precede, in serata, l’intervento di Palazzo Chigi, che torna sui suoi passi e ritira il via libera al resort di lusso, segnando una prima vittoria per la mobilitazione popolare.
Il sole è alto sulla costa gallurese quando il viavai di persone affolla il sentiero di Cala Finanza. C’è chi, 4 mori sulle spalle, si dirige al presidio e chi invece fa ritorno. Un signore con il capo avvolto nella bandiera della Sardegna mi spiega le ragioni che hanno portato una parte dei manifestanti ad abbandonare anzitempo la manifestazione, non condividendo gli attacchi frontali allo Stato italiano, in particolare alla Regione guidata oggi dalla pentastellata Alessandra Todde, il cui operato viene invece giudicato positivamente. L’ente regionale ha portato il governo in tribunale, contestando la legittimità dell’autorizzazione unica ZES n. 74/2026.
Le centinaia di persone che restano al presidio applaudono quando dal megafono arriva l’attacco al «governo coloniale italiano», in quanto espressione di un «potere imperialista, lo stesso che opprime gli altri popoli in giro per il mondo, dal Libano alla Palestina». Una linea che viene rilanciata anche nel pomeriggio, quando la manifestazione si sposta nel cuore di Porto San Paolo, nel prato antistante al palazzo comunale.
Negli interventi che si susseguono al megafono vengono tracciate le coordinate della lotta sarda contro le mire speculative di diversa natura, da quella turistica, che porta a progettare resort di lusso in zone dall’alto pregio naturalistico e a fare della Sardegna un ricettacolo per soldati israeliani in vacanza, a quella energetica, con i territori trasformati dalla proliferazione di pale eoliche e impianti agrivoltaici. C’è poi la militarizzazione, tra poligoni di tiro diffusi ed esercitazioni militari costanti. Mentre a Porto San Paolo, come denunciato dai promotori, il corteo da Cala Finanza al centro cittadino veniva vietato per non mandare in tilt la Statale 125 e arrecare danni ai turisti, a qualche chilometro più a nord, tra l’isola della Maddalena, quella di Caprera e la costa gallurese, era in corso l’esercitazione della Marina militare, in piena stagione turistica.
Un mormorio attraversa la piazza pomeridiana quando gli attacchi allo Stato italiano diventano rivendicazioni indipendentiste, a dimostrazione di un presidio ampio ed eterogeneo, che torna poi alla convergenza sul contrasto al progetto Tavolara Bay. Dopo aver ottenuto il giorno precedente il ritiro della delibera comunale n. 50/2025, con cui l’amministrazione guidata da Francesco Lai ha rimosso la tutela integrale dell’area per permettere la realizzazione di insediamenti turistici, i manifestanti rilanciano con la delibera n. 58, che ha introdotto un’ulteriore variante urbanistica a favore del progetto turistico. Quello di Tavolara Bay — come sottolinea il presidio — potrebbe rappresentare un progetto pilota, da replicare altrove, in Sardegna e non solo.
Alle richieste di dimissioni, Lai tira dritto, esprimendo soddisfazione per un altro dietrofront, proveniente invece da Roma. Alla vigilia dell’udienza dell’8 luglio, la Struttura di missione ZES, che fa capo alla presidenza del Consiglio, ha revocato in via di autotutela l’autorizzazione unica ZES con cui aveva approvato il progetto della Tavolara Bay Srl. Il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), schieratosi al fianco della Regione Sardegna nella causa contro il governo, l’ha definita «una grande vittoria della legalità ambientale e del buon senso». Fa eco l’assessore regionale dell’Urbanistica Francesco Spanedda: «la revoca dell’Autorizzazione Unica per noi costituisce una conferma. La pianificazione urbanistica non è un passaggio formale e le procedure straordinarie non possono trasformarsi in scorciatoie».




