In difesa di Alfredo Cospito e della musica punk

Mettiamo che state facendo una passeggiata a Roma. Avete appena lasciato piazza San Pietro e state percorrendo il Lungotevere. Alla vostra sinistra c’è Castel Sant’Angelo, che ha visto passare imperatori, papi, condottieri e secoli di storia. Alla vostra destra scorre il Tevere, placido e giallognolo come sempre. State, insomma, ammirando uno degli scorci più celebri della grande bellezza, cullati dal suono eterno di un artista di strada che sta eseguendo Sweet Child O’ Mine con il violino elettrico. Vi allontanate in fretta, superando uno stormo di gabbiani che sta spolpando una nutria e, dopo poche centinaia di metri, vi trovate davanti a un edificio mastodontico, che non ha niente a che fare con il panorama che lo circonda.

È il Palazzo di Giustizia, quello che i romani chiamano il Palazzaccio. Un edificio monumentale, costruito nel 1911, che mescola Rinascimento e Barocco inserendoli in una simmetria tanto enorme quanto rigorosa. Qualcosa da cui proprio non si scappa. È la sede della Corte di Cassazione, il tribunale dei tribunali, quello delle sentenze definitive e inappellabili. Il luogo che precipita la legge nella realtà. In quel palazzo sono state scritte pagine decisive della storia repubblicana. È la Cassazione che nel 1987 ha confermato l’assoluzione piena di Enzo Tortora. Sempre lì, nel 2004, è stata messa la parola fine sul processo del secolo, certificando che Giulio Andreotti era stato colluso con la mafia. Di nuovo dentro al Palazzaccio si è consumata una parte fondamentale della guerra tra lo Stato e la mafia, con l’istituzione del 41-bis, il carcere duro per gli affiliati a Cosa Nostra. Ebbene, quella macchina colossale e definitiva è chiamata, in questi giorni, a pronunciarsi su un’altra questione fondamentale per la sicurezza dello Stato: Alfredo Cospito può ascoltare il CD delle Lambrini Girls?

Alfredo Cospito è l’anarchico detenuto nel carcere di Sassari in regime di 41-bis, condannato a un totale di circa 30 anni per avere gambizzato un dirigente di Ansaldo Nucleare e, soprattutto, per un attentato contro la scuola allievi carabinieri di Fossano. Due bombe esplose in piena notte in una zona, in quel momento, completamente deserta. All’inizio volevano dargli l’ergastolo per il reato di “strage contro lo Stato”, poi è stato fatto notare che non era morto nessuno. Obiezione accolta dalla Cassazione.

Le Lambrini Girls sono una band punk di Brighton, Inghilterra, formatasi nel 2019 e composta da Phoebe Lunny, cantante e chitarrista, e da Selin Macieira, bassista, a cui si affiancano alternativamente diversi musicisti. Il nome viene da una marca di sidro di pere economico che loro stesse hanno definito “vino da toilette per sgualdrine”. Il primo passo importante l’hanno fatto nel 2023, quando, dopo l’uscita del loro primo EP You’re Welcome, sono state notate da Iggy Pop che, con il consueto buon orecchio per il caos autentico, le ha invitate a suonare al festival da lui organizzato, il Dogs Day Afternoon. Nel 2024 hanno pubblicato God’s Country, un singolo con il quale si scagliavano contro il governo di destra inglese, e infine nel 2025 c’è stato il primo album vero e proprio,Who Let the Dogs Out. Il disco si è fatto notare soprattutto per i testi molto diretti che affrontano temi come lotta di classe, gentrificazione, molestie sul lavoro, mascolinità tossica, disturbi alimentari e relazioni queer. Il suono è vicino allo stile degli Idles: un solido muro di basso che ricorda le pareti imbottite delle celle degli istituti psichiatrici, dentro il quale sgomitano le chitarre ma soprattutto la voce di Phoebe Lunny, che canta con la stessa faccia tosta con cui si vomita contro un lampione dopo una sbornia di Lambrini.

Il disco ha avuto un buon successo. La critica anglosassone lo ha accolto con entusiasmo. La Corte di Cassazione italiana, come vedremo, con qualche riserva.

Durante tutti gli anni della crescita delle Lambrini Girls, Alfredo Cospito, dal canto suo, è stato per tutto il tempo chiuso in carcere. Prima in regime ordinario e poi, dal 2022, sottoposto al 41-bis. Chiuso per 22 ore al giorno in una stanza di 3 metri per 2. In totale isolamento. Con solo 2 ore d’aria al giorno e 1 ora al mese di colloquio con i familiari. Lo hanno sprofondato in quel buco perché lo accusavano di coordinare, anche dalla prigione, le attività dei suoi compagni fuori dal carcere. Di essere insomma, in barba all’evidente contraddizione: il capo degli anarchici.

Lo scorso settembre ha presentato, come nei suoi pieni diritti, domanda per ricevere in carcere alcuni oggetti. Si tratta di quattro libri e di un CD (perché, a quanto pare, la musica in carcere si ascolta ancora con i CD). L’album è proprio quello delle Lambrini Girls. Il tribunale di sorveglianza di Sassari aveva accettato la richiesta, ma il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha fatto ricorso. I documenti sono finiti sulla scrivania dell’avvocato dello Stato Giandomenico Tenaglia che, per documentarsi sulla musica delle Lambrini Girls, ha letto una recensione apparsa sulla rivista online Rock Nation, firmata da Marta Mazzeo. La giornalista parla delle Lambrini Girls come della “girl band rivelazione dell’anno“, soffermandosi poi sui testi delle canzoni: «Espliciti e provocatori, sono un manifesto contro il sistema, il patriarcato e le ingiustizie sociali, intrecciano anarchia e attivismo femminista». A questo punto bisogna immaginare l’avvocato Giandomenico Tenaglia sobbalzare sulla sedia. Un anarchico detenuto al 41-bis che chiede di ascoltare una band che intreccia anarchia e messaggi contro il sistema. Non può essere una coincidenza. Alfredo Cospito gliela vuole fare ancora una volta: sta continuando a cospirare nell’ombra. E così eccoci qua. Il ricorso è stato depositato alla Corte di Cassazione, allegando agli atti la recensione di Marta Mazzeo, che quasi certamente non immaginava di diventare una fonte giuridica, e la trascrizione dei testi del CD incriminato. La sentenza arriverà tra qualche settimana.

Le Lambrini Girls in un concerto dal vivo

C’è però una cosa che vale la pena notare, prima di andare avanti. Alfredo Cospito in tutti questi anni non ha mai lasciato il carcere. Non ha letto recensioni su internet né visto video su YouTube. Le Lambrini Girls neanche esistevano nel settembre 2012, quando è stato rinchiuso in prigione. Eppure le Lambrini Girls sono arrivate fino a lui. Fino a dentro una cella di 3 metri per 2 della prigione di Sassari, sottoposta al filtro invalicabile del 41-bis. È quello che fa il punk da sempre. Rompe le barriere e si infila dappertutto, soprattutto quando qualcuno cerca di fermarlo. Lo Stato può decidere quante ore d’aria concedere, può controllare la posta, può limitare i colloqui, può vietare i CD. Ma non può impedire che una canzone esista, che si parli di lei, che qualcuno in una cella la desideri abbastanza da farne richiesta formale. C’è poi un altro luogo dove, nei prossimi giorni, contro ogni pronostico, irromperà il punk. Da qualche parte dentro al Palazzaccio, infatti, sotto gli occhi severi di Cicerone e Ulpiano, qualcuno dovrà evidentemente ascoltare Who Let the Dogs Out delle Lambrini Girls per decidere se ventinove minuti di punk femminista di Brighton costituiscano una minaccia concreta per la sicurezza della Repubblica Italiana.
Speriamo almeno che possa gradire.

Nel frattempo, tuttavia, una decisione è già stata presa. Il Ministero della Giustizia ha stabilito che Alfredo Cospito dovrà rimanere al 41-bis, nonostante anche la Direzione Nazionale Antimafia si sia espressa a favore della revoca del carcere duro. Insomma, un’altra grande vittoria per la sicurezza dello Stato. Il punk è stato bloccato. Cospito è ancora in isolamento. Il Paese può dormire sonni tranquilli.  

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Fulvio Zappatore

Nato a Cesena nel 1984, muove i primi passi nel giornalismo scrivendo articoli per la stampa locale. Dopo la laurea in Storia contemporanea diventa professionista e inizia a dedicarsi anche al giornalismo televisivo. Per L’Indipendente scrive di musica ed è corrispondente dall’Emilia-Romagna.

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