Von der Leyen ammette: la guerra in Iran ci costa 500 milioni al giorno

«In soli 60 giorni di conflitto la nostra spesa per l’import di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro. Stiamo perdendo quasi 500 milioni al giorno». Così la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha ammesso le drastiche conseguenze che la guerra israelo-statunitense contro l’Iran sta avendo sull’Europa. «Le conseguenze di questo conflitto potrebbero farsi sentire per mesi o addirittura anni» ha affermato la presidente, affermando che l’UE deve ridurre la propria dipendenza dalle combustibili fossili. L’ammissione di von der Leyen arriva nelle stesse ore in cui il presidente USA, Donald Trump, ha avvisato i propri alleati di prepararsi a un blocco prolungato dello Stretto di Hormuz. Il fine è quello di esercitare una pressione economica sul governo iraniano, ma le conseguenze potrebbero avere dure ripercussioni sui mercati occidentali.

Nel corso di un dibattito al Parlamento europeo, Von der Leyen ha sottolineato che quella attuale rappresenta la seconda grave crisi energetica nel giro di quattro anni, dopo quella dovuta alla guerra russo-ucraina e al blocco delle importazioni di gas da Mosca – sostituito dall’import di GNL statunitense, molto più costoso. «In un mondo turbolento come il nostro, non possiamo semplicemente dipendere eccessivamente dall’energia importata» ha sottolineato la presidente della Commissione, per la quale «la strada da percorrere è evidente: ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili importati e potenziare l’approvvigionamento di energia pulita, accessibile e prodotta internamente». E proveniente dalle rinnovabili e dal nucleare.

Gli Stati membri con un mix energetico «più ricco di fonti a basse emissioni di carbonio risentono meno della crisi», ha dichiarato von der Leyen. Necessario, quindi, un «maggior coordinamento a livello europeo», per evitare la competizione interna; la protezione di consumatori e imprese, con misure adeguate ai settori «più vulnerabili» al fine di evitare un aumento della domanda di gas e petrolio; ridurre la domanda di energia «modernizzando» il modo in cui se ne fa uso (ad esempio, migliorando l’efficienza energetica). Senza nuove risorse proprie, conclude von der Leyen, sarà necessario scegliere «tra contributi nazionali più elevati o una ridotta capacità di spesa».

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Valeria Casolaro

Classe 1991, prima di iniziare l’attività di giornalista ha lavorato nel campo delle migrazioni e della violenza di genere. Collabora con L'Indipendente dal 2021, occupandosi di diritti, migrazioni e movimenti sociali.

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1 commento

  1. La cretina della Von del Cazz ancora non capisce di togliere tutti i dazi sulle energie rinnovabili a qualunque paese del mondo Russia compresa e invece sul petrolio metta pure tutti i dazi che vuole a qualunque paese del monfo USA compreso, hai capito cretina?

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