Ore 18.00 – Croce Rossa venezuelana: l’impatto è ancora sconosciuto
In una dichiarazione rilasciata in queste ore, la Croce Rossa venezuelana ha sottolineato che l’impatto in termini di perdite umane non è ancora conosciuto e che le valutazioni dei danni sono ancora preliminari. Nel frattempo, è arrivato un messaggio di solidarietà anche dalla presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, che ha rivolto la propria solidarietà al popolo venezuelano. I media locali riportano che la conta delle persone scomparse ha superato le 28 mila unità.
Ore 16.30 – Media: i dispersi salgono a 20mila
I media locali, come El Diario, hanno aggiornato il numero dei dispersi, salito a 20.320 persone. Resta al momento stabile il bilancio di morti (164) e feriti (971).
Ore 15.30 – Italia pronta a inviare soccorsi
Sono in partenza dall’Italia diverse squadre di soccorsi, composte da esperti nella ricerca tra le macerie urbane. A livello europeo si sono mossi nella stessa direzione Svizzera, Repubblica Ceca, Francia, Spagna e Paesi Bassi.
Saranno circa 40 i Vigili del Fuoco italiani coinvolti nell’operazione. Affiancheranno le autorità locali nelle attività di soccorso. Al momento si contano più di 10mila dispersi. L’ambasciatore italiano a Caracas, Giovanni Umberto De Vito, ha fatto sapere che al momento non risultano cittadini italiani tra le 164 vittime confermate.
Ore 13.00 – Istituto geologico USA: “potrebbero esserci 10 mila morti”
Secondo le stime dello US Geologica Survey, l’istituto geologico USA che si occupa anche del monitoraggio dei terremoti, i morti nell’evento sismico potrebbero essere almeno diecimila.

Ore 12.30 – Si aggrava il bilancio: 164 morti, quasi mille feriti
La vicepresidente in carica in Venezuela, Delcy Rodriguez, ha dichiarato che è salito a 164 il bilancio ufficiale dei morti dopo il terremoto, mentre sono 971 le persone rimaste ferite. Il bilancio è destinato a salire rapidamente, dal momento che sono migliaia le persone che risultano ancora scomparse.





Ora ci pensa Trump tranquilli!…
… o forse no.
È ciò che succede a chi si associa ai blasfemi idolatri del dollaro USA, invece di difendere l’autonomia del proprio popolo.