Le elezioni nel Regno Unito sono state un disastro per Starmer

Le elezioni nel Regno Unito si sono rivelate un disastro per i laburisti, confermando le previsioni negative della vigilia. Trema il governo di Keir Starmer, tra i leader più impopolari della storia recente britannica, che al momento ha dichiarato di voler continuare alla guida del Paese, pur riconoscendo il tonfo alle urne. L’esito delle amministrative in Inghilterra e delle politiche in Scozia e Galles non sorride nemmeno ai tories, rivali storici dei socialdemocratici. A incassare il consenso popolare sono state le formazioni indipendentiste, seguite subito dopo da Reform UK, fondato nel 2019 da Nigel Farage, ideatore della Brexit.

Starmageddon. L’ultimo gioco di parole della stampa britannica ben sintetizza il tonfo dei laburisti guidati da Keir Starmer, dal 2024 inquilino di Downing Street. Due giorni fa in Inghilterra si è votato per rinnovare i consigli comunali. Dei 2400 seggi con cui si presentava alle urne, il Labour Party ne ha riconquistati appena 997. Una buona parte è finita nelle mani di Reform UK, la formazione euroscettica e conservatrice capitanata da Farage che da appena due seggi nel 2021 è passata ai 1444 odierni.

Non è andata meglio per i tories, che hanno perso più di 550 seggi, confermandone 773. Il Tory Party forma(va) insieme ai laburisti il classico bipolarismo all’inglese, oggi messo in crisi dall’emersione di nuovi soggetti politici. Pur condividendo un comune sostrato conservatore, Reform UK accusa i tories di essere diventati troppo moderati — soprattutto sulle politiche anti-migranti — nonché inefficaci negli ultimi 14 anni di governo, interrotti nel 2024 proprio dalla vittoria dei laburisti.

Il copione inglese si è ripetuto anche in Scozia e Galles, dove si votava per il rinnovamento dei parlamenti nazionali. Il Partito Nazionale Scozzese (SNP) ha riconfermato la maggioranza relativa, conquistando 58 dei 129 seggi disponibili. Al governo dal 2007, il SNP tenterà con ogni probabilità l’accordo di coalizione coi Verdi, che hanno ottenuto 15 seggi. In caduta libera i tories, fermi a 12 seggi, 19 in meno rispetto all’ultima tornata elettorale. Reform UK accelera invece da 0 a 17, affermandosi come seconda forza nazionale, al pari dei laburisti che hanno perso 4 seggi rispetto al 2021. La frammentazione dei voti nel fronte unionista — che trasversalmente unisce Reform UK, conservatori e socialdemocratici — rimpingua le rivendicazioni indipendentiste della Scozia, con il SNP pronto a rilanciare la causa dopo il referendum fallito nel 2014.

Da un indipendentismo all’altro, in Galles ha trionfato Plaid Cymru. Il Labour Party perde così la guida del Galles dopo un secolo di elezioni vinte. Lo fa con un tonfo clamoroso: dei 97 seggi parlamentari disponibili ne ha conquistati appena 9, 35 in meno rispetto all’ultima tornata elettorale. Reform UK migliora il risultato ottenuto in Scozia e in un colpo solo diventa la seconda forza del Paese, con 34 seggi. La vecchia scuola dei conservatori si ferma a 7, perdendone 22. I socialdemocratici di Plaid Cymru passano invece da 20 seggi a 43 e si preparano per il futuro, sostenendo che la questione indipendentista verrà discussa durante un eventuale secondo mandato. Al momento, infatti, la causa non combacia con le priorità dei gallesi, preoccupati principalmente dalle carenze in termini di welfare.

Di fronte alle sconfitte elettorali in giro per il Regno Unito, Keir Starmer ha incassato il colpo, ribadendo però la volontà di restare in sella al governo. Ciononostante il calo di popolarità che in appena due anni ha bruciato il fermento che aveva portato i laburisti al governo nel 2024, dopo un decennio di dominio conservatore. Nel mirino degli elettori sono finite le deboli politiche sociali, unite a strette securitarie, come quelle che si sono abbattute sul movimento solidale con la Palestina. Al di là delle rassicurazioni di Starmer, la sua leadership resta in bilico. Le prossime settimane saranno cruciali per capire se i laburisti lo sfiduceranno, optando per elezioni anticipate con l’obiettivo di provare ad arrestare la corsa dei nuovi conservatori, dopo appena due anni di governo.

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Salvatore Toscano

Laureato in Scienze della Politica con una tesi sui beni comuni, per L’Indipendente si occupa di politica, diritti e movimenti. Si dedica al giornalismo dopo aver compreso l’importanza della penna come strumento di denuncia sociale.

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2 Commenti

  1. Anche il Green Party – i verdi – hanno incrementato di molto la loro presenza in Inghilterra, nei consigli locali hanno vinto 544 seggi, 398 in più dalle elezioni precedenti ed hanno eletto anche 2 sindaci nella zona di Londra, in Scozia sono passati da 6 a 15 parlamentari, mentre nel Galles 2 parlamentari sono stati eletti per la prima volta.

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