ESCLUSIVA: I dettagli della sospensione del Memorandum militare Italia-Israele

«In considerazione della situazione attuale, il Governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele». Così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato la sospensione del rinnovo del memorandum d’intesa in materia di difesa tra Italia e Israele. La decisione, presa in concerto dai leader di maggioranza, è arrivata ieri, 13 aprile, allo scattare del termine ultimo per la sospensione del rinnovo del patto. La scelta del governo apre diversi interrogativi sul destino dei vari accordi attivi con Israele. Per diradare la nebbia, L’Indipendente ha contattato fonti vicine al ministero della Difesa, che hanno chiarito che la decisione del governo avrà effetti immediati e almeno nel settore della difesa comporta la sospensione delle attività in essere tra i due Paesi alleati. Tra i vari dubbi, quello che appare certo è che la decisione italiana arriva al culmine di tensioni politiche inedite col governo israeliano, e dell’evidente tentativo meloniano di marcare una qualche distanza dall’asse israelo-statunitense dopo la batosta referendaria.

L’annuncio di Meloni è stato dato oggi a margine di un punto stampa presso la manifestazione sul vino Vinitaly di Verona. La fonte vicina al Viminale contattata da L’Indipendente ha chiarito che la lettera di sospensione dell’accordo è stata inviata ieri al ministro della Difesa israeliano Israel Katz, dopo una decisione conciliare di Meloni, Salvini e Tajani, oltre che del ministro della Difesa Guido Crosetto. «In questo momento, il memorandum non è in essere», afferma la fonte. La sospensione, insomma, ha effetto immediato, così come gli accordi attivi, almeno per quanto riguarda il settore della difesa. Il memorandum viene rinnovato automaticamente ogni cinque anni, e detta i principi chiave della collaborazione tra Roma e Tel Aviv in materia di sicurezza. Da esso discendono un gran numero di protocolli che, a cascata, vengono sospesi con il congelamento. Non è tuttavia chiaro il destino dei patti non strettamente legati al settore della difesa, come quelli relativi a tecnologie a doppio uso, come per esempio nel settore dell’ottica, o le collaborazioni nella ricerca e nelle università. In questo momento, spiega la fonte, non è chiaro fino a quando il congelamento rimarrà attivo: può essere un periodo breve, come «uno o due anni», ha detto. Pare tuttavia fuori considerazione l’opzione di rescindere del tutto il memorandum, come richiesto negli ultimi anni dalla società civile.

Israele ha derubricato la decisione italiana a una cosa di poco conto, descrivendo il memorandum come una intesa datata «che non ha mai avuto alcuna reale sostanza». Secondo la fonte, tuttavia, la scelta del governo lancia un «segnale politico inequivocabile». La decisione dell’esecutivo arriva in un momento di tensione tra Italia e Israele, culminata ieri stesso, quando il ministro degli Esteri israeliano ha convocato l’ambasciatore italiano a Tel Aviv in risposta alle – seppur modeste – critiche di Tajani ai bombardamenti israeliani in Libano. Essa giunge inoltre in un periodo di crisi interna scattato con la sconfitta referendaria, in cui la premier sta provando a smarcarsi dall’asse israelo-statunitense, che – dopo avere mosso guerra all’Iran – sta causando non poche grane a Palazzo Chigi. Le tensioni con Trump sono state palesate dallo stesso presidente degli USA, che oggi si è definito «scioccato» da Meloni: «Con lei non parlo da molto tempo, non vuole aiutarci nella guerra. Pensavo avesse coraggio, mi sbagliavo»; lo scontro è stato inaugurato ieri, quando Trump ha criticato Papa Leone XIV e affermato che senza la Casa Bianca non sarebbe diventato Pontefice, spingendo Meloni a difendere Prevost.

Aggiornamento delle 16.08: Il testo è stato modificato in seguito a una nuova precisazione delle fonti consultate, che hanno spiegato a L’Indipendente che, per quanto riguarda gli accordi relativi al settore della Difesa, la sospensione del memorandum riguarda anche gli accordi in essere.

Avatar photo

Dario Lucisano

Laureato con lode in Scienze Filosofiche presso l’Università di Milano, collabora come redattore per L’Indipendente dal 2024.

L'Indipendente non riceve alcun contributo pubblico né ospita alcuna pubblicità, quindi si sostiene esclusivamente grazie agli abbonati e alle donazioni dei lettori. Non abbiamo né vogliamo avere alcun legame con grandi aziende, multinazionali e partiti politici. E sarà sempre così perché questa è l’unica possibilità, secondo noi, per fare giornalismo libero e imparziale. Un’informazione – finalmente – senza padroni.

Ti è piaciuto questo articolo? Pensi sia importante che notizie e informazioni come queste vengano pubblicate e lette da sempre più persone? Sostieni il nostro lavoro con una donazione. Grazie.

Articoli correlati

5 Commenti

  1. Sono da anni vostro abbonato ed anche promotore e con grande difficoltà mi decido a scrivervi perché ultimamente state prendendo una piega che mi porterà inevitabilmente e con grande rammarico a rinunciare anche a voi, l’ultimo giornale a cui riuscivo a dare fiducia.

    Mi spiego. Leggo: “Pare, tuttavia, fuori considerazione l’opzione di rescindere del tutto il memorandum, come richiesto negli ultimi anni dalla società civile.” E fate riferimento ad un vostro articolo di maggio 2025, in cui:
    “Un gruppo di 10 giuristi italiani ha infatti presentato una diffida formale al governo Meloni, sollecitando l’interruzione del rinnovo automatico”.

    Non esiste che in un paese democratico un gruppo di “esperti” “rappresenti la società civile”. Questo un giornale come il vostro non dovrebbe mai permettersi di scriverlo. È troppo grave. Indipendentemente dal condividere l’opinione degli esperti, che per inciso pure io condivido.

    Oltretutto “… sollecitando l’interruzione del rinnovo automatico”, che non è “rescindere del tutto”; insomma manipolate le vostre stesse informazioni. Come fanno ormai da anni tutti i quotidiani. Solo che voi dovete continuare ad essere differenti.

    Ed in fondo tra i commenti, ospitate un commento sessista. Come nel peggiore dei blog.

  2. Ad essere oggettivi occorre ricordare che il Memorandum, approvato nel 2006 dal Governo Berlusconi, rinnovato tacitamente sempre da Berlusconi nel 2011, è stato poi mantenuto in vita prima dal Governo Renzi (PD) nel 2016 e poi dal Governo Draghi (l’ammucchiata con PD – M5S e altri) nel 2021 – Perfetto esempio di politica all’italiana.

Iscriviti a The Week
la nostra newsletter settimanale gratuita

Guarda una versione di "The Week" prima di iscriverti e valuta se può interessarti ricevere settimanalmente la nostra newsletter

Ultimi

Articoli nella stessa categoria