Dall'analisi dei Files sembra emergere sempre più chiaramente che il caso di Jeffrey Epstein, con le sue ville sorvegliate e i voli privati carichi di potenti, non rappresenti un evento isolato, che riguarda la depravazione di un singolo miliardario. Piuttosto, come ha scritto anche l'ONU, solleva il velo su di una rete transnazionale (come l’élite che rappresenta), una strategia di potere utilizzata per tenere sotto il proprio controllo personalità di altissimo profilo. Non si tratta, tuttavia, del primo caso in cui ragazzini vengono abusati da personaggi potenti: negli anni '70, nella Kincor...
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Un’analisi molto interessante. Mi chiedo: come e perché sono trapelati questi file anche se così schermati? E un’altra considerazione: pare un gioco tutto interno alle élite, forse contrasti interni. Perchê a così raffinati “tessitori” parrá evidentemente che le masse dopo essersi “indignate con gran dignità ” (come diceva De André) non muovono davvero, anch’esse sotto il giogo di ricatti di sopravvivenza o di comodo.
Quindi il messaggio dalla desecretazione, dove vengono esposti i nomi delle vittime ma non quelli dei perpetratori dei crimini è chiaro: vi stiamo ancora coprendo.
Questo articolo è stupefacente e rivelatore. Dopo la parziale desecretazione di alcuni file ci si aspetebbero degli arresti o quantomeno delle indagini approfondite. E invece che succede? Niente. Il sistema si autoprotegge ed autoassolve e la desecretazione diventa quasi chiacchera da bar. Complimenti per l’ accostamento di due situazioni così distanti nel tempo che ci fa capire, qualora c’è ne fosse ancora bisogno, il marciume che pervade le nostre democrazie (che per questo non lo sono più)