È ufficialmente entrato in vigore l’atteso accordo globale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) sulle sovvenzioni alla pesca dannosa. Dopo oltre vent’anni di campagne e negoziati, il trattato vieta i finanziamenti pubblici che alimentano la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, oltre a quelli che favoriscono lo sfruttamento eccessivo degli stock ittici. Ratificato da 111 Paesi, l’accordo rappresenta una tappa storica per la tutela dell’ambiente marino e un passo concreto verso l’obiettivo di sviluppo sostenibile 14.6 delle Nazioni Unite.
L’accordo, adottato nel 2022 ma entrato formalmente in vigore a metà settembre, è il primo nella storia dell’OMC a includere disposizioni giuridicamente vincolanti sulla sostenibilità degli oceani. «L’Unione europea accoglie con favore la tanto attesa entrata in vigore dell’accordo sulle sovvenzioni alla pesca dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), una tappa fondamentale dopo due decenni di intensi negoziati multilaterali», ha dichiarato in un comunicato stampa la Commissione Europea, sottolineando che si tratta di «un significativo passo avanti nello sforzo globale per proteggere gli oceani del mondo».
Il trattato vieta tutte le sovvenzioni destinate alla pesca in alto mare non regolamentata, considerata una delle zone più vulnerabili a causa della mancanza di un regime coordinato di gestione, e introduce obblighi di trasparenza e notifiche dettagliate da parte degli Stati membri. Secondo le stime, ogni anno i governi spendono 35,4 miliardi di dollari in sussidi alla pesca, di cui circa 22 miliardi classificati come dannosi. Il nuovo sistema consentirà di dirottare tali risorse verso programmi di ripopolamento e di preservazione degli ecosistemi marini.
«Gli stock ittici di tutto il mondo avranno la possibilità di riprendersi, a tutto vantaggio dei pescatori locali che traggono beneficio dal buono stato di salute dell’oceano», ha spiegato Megan Jungwiwattanaporn del Pew Charitable Trusts. L’accordo attiva anche il Fondo per la pesca dell’OMC, destinato a sostenere i Paesi a basso reddito nell’adattamento alle nuove norme: l’Unione Europea è il maggiore contributore. «Si tratta di una pietra miliare per la governance del commercio globale», ha commentato la Direttrice generale dell’OMC Ngozi Okonjo-Iweala.
L’entrata in vigore è stata possibile dopo la ratifica formale da parte di Brasile, Kenya, Tonga e Vietnam, che ha portato a 111 gli Stati che lo hanno reso operativo, raggiungendo così il necessario sostegno dei due terzi dei Membri dell’OMC. La prima parte del patto scadrà tra quattro anni qualora non vengano concordate norme più precise e complete. L’UE, dal canto suo, mantiene il suo impegno «a contrastare ulteriormente le sovvenzioni dannose alla pesca a livello mondiale con la negoziazione di disposizioni supplementari per integrare questo accordo di prima fase».



