domenica 19 Maggio 2024

La bufala dello studio sui vaccini causa dei morti in eccesso (e quello che si sa veramente)

I vaccini sono la causa dell’eccesso di morti: è questo il titolo fortissimo di un video pubblicato nei giorni scorsi e diventato virale scalando la classifica delle tendenze di Youtube. Nel filmato – che vanta già oltre 300 mila visualizzazioni e diverse migliaia di commenti – viene esposta una recente ricerca che proverebbe che l’eccesso di mortalità degli anni recenti sarebbe collegata con causalità all’aumento di vaccinazioni. Data la grande circolazione, diversi lettori ci hanno chiesto delucidazioni in merito alla ricerca e il motivo per il quale non ne parlassimo. Al solito ci siamo presi il tempo necessario per la verifica. E possiamo affermare senza timore di smentita che si tratta di una ricerca del tutto inconsistente, scritta non da un ricercatore scientifico ma da un “analista in investimenti”, non sottoposta a revisione paritaria e pubblicata su ResearchGate, portale impostato come “social network per ricercatori”. La diffusione di questa “ricerca” è insomma una operazione poco responsabile. Anche perché, come vedremo, di dati controversi e degni di nota sui vaccini anti-Covid ce ne sono ormai decisamente molti, anche considerando solo le ricerche scientifiche serie e passate a revisione. A queste ci siamo attenuti nella redazione di questo articolo, seguendo al solito la missione di fare un giornalismo senza sconti ma allo stesso responsabile e basato su fonti solide.

«C’è una relazione diretta tra vaccini anti-Covid e morti in eccesso», «la maggior parte delle morti in eccesso tra il 2020 fino ad oggi sono state principalmente dovute dalle vaccinazioni» e poi: «Per ogni campagna vaccinale c’è stato un conseguente eccesso di morti». Sono queste alcune delle frasi di un nuovo video diventato virale che riporta un documento che proverebbe che i vaccini anti-Covid sono correlati con causalità alle morti in eccesso, che le ripetute campagne vaccinali starebbero «creando una popolazione sempre più malata con un rischio di morte continuo e che va a protrarsi nel tempo» e che sembrerebbe che «per ogni iniezione il rischio di conseguenze diventi maggiore». Tuttavia, il filmato non presenta alcuni dettagli tutt’altro che indifferenti che compromettono l’intera consistenza scientifica della ricerca: il documento non è mai stato accettato da nessuna rivista del settore per la revisione paritaria e la pubblicazione ed era solamente una prestampa in attesa di controllo. Gli autori non sono un gruppo di «ricercatori scientifici australiani» – come si sente al minuto 8:25 – ma si tratta di uno solo: il Dottor Wilson Sy, esperto di analisi di investimenti, economia monetaria e macroeconomia già pizzicato per altre affermazioni sulla pandemia definibili tutt’altro che indubbie. Inoltre – nonostante l’utilizzo di pochi condizionali sia da parte dell’autore dello studio che del video – un altro fattore fondamentale risiede nel fatto che la ricerca è stata recentemente ritirata e non risulta più disponibile, se non attraverso appositi archivi web. Infine, nonostante si trattasse di una prestampa, il documento non si trovava pubblicato in un portale di preprint di rinomate riviste scientifiche del settore, ma su ResearchGate: una sorta di social network gratuito dove scienziati e ricercatori di ogni disciplina condividono articoli, chiedono e rispondono a quesiti e trovano collaboratori.

Dopo aver mostrato le criticità della ricerca e di come è stata trattata, risulta però doveroso un riepilogo scientificamente corretto e giornalisticamente onesto circa un tema che L’Indipendente ha sempre cercato di trattare con coraggio ma rimanendo ben ancorato al dovere di verifica delle fonti e di serietà, rigore e attendibilità. Già dal 2021, per esempio, sono sorti i primi dubbi – anche da parte di un dottore in Biologia Strutturale – riguardo al rapporto rischio-beneficio di tali farmaci nei bambini e negli adolescenti, fasce che risultano colpite dal virus in maniera decisamente inferiore rispetto a fragili ed anziani. Per quanto riguarda le donne in gravidanza, invece, la conferma è arrivata direttamente da Pfizer. Molte altre “verità” spacciate per “assolute” e “indiscutibili” da diversi media mainstream – come l’efficacia delle mascherine all’aperto e le fake news riguardo al blocco della trasmissione grazie ai vaccini – si sono poi rivelate false secondo numerose ricerche scientifiche sottoposte a revisione paritaria. Ultimi tra questi studi, ve ne sono alcuni secondo cui una sostanza contenuta nei vaccini mRNA può “accelerare tumori e metastasi” e altri secondo cui potrebbero avvenire degli “errori immunitari”. Inoltre, L’Indipendente ha riportato i conflitti d’interesse derivati dalle sovvenzioni Pfizer a medici, associazioni e ricercatori durante la pandemia e ha realizzato un Monthly Report chiamato «È andato tutto bene?» per analizzare il bilancio dell’emergenza pandemica e mostrare il muro di gomma posto davanti ai danneggiati da vaccino.

[di Roberto Demaio]

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6 Commenti

  1. Al di là dell’articolo in questione, e fa benissimo l’Indipendente a informarci sulla scientificità o meno di esso, uno tra gli aspetti maggiormente anti-scientifici che ci ha accompagnato in questi anni bui è l’uso del termine vaccino. È una questione di marketing. Tanto che Moderna sta terminando le fasi di sperimentazione di un farmaco anti-cancro che denominerà VACCINO! Si può immaginare la differenza in termini di successo sul mercato. Come avviene per il Parmesan tedesco,spacciato per parmigiano reggiano. Chi si sarebbe sottoposto(al netto dei vari obblighi vaccinali) alla vaccinazione se ci fosse stata l’informazione scientificamente corretta: “Sarà disponibile da gennaio 2021 un FARMACO che contribuisce all’alleviamebto dei sintomi da Covid 19 e concorre a diminuire il rischio di morte. Con l’avvertenza di evitarne l’abuso, anche perché non
    Protegge dal contagio ne’ dalla sintomatologia
    “. Una comunicazione di questo tipo febbre probabilmente indotto a vaccinarsi soltanto le persone ultra settantenni e i pazienti “fragili”. Uniche categorie di cittadini per i quali l’uso di questo farmaco sembrerebbe avere benefici superiori ai rischi

  2. Il titolo di questo articolo è fuorviante come il lavoro dell’analista economico. Perché se accosti il termine ‘bufala’ al concetto ‘aumento decessi/vaccinazione affermi qualcosa che non sai. Innanzitutto per offrire un ‘servizio’ bisognerebbe partire dalla domanda: ci sono o non ci sono eccessi SIGNIFICATIVI di mortalità? Dopo ogni tentativo di spiegarli diventa non solo lecito ma doveroso. E non dovrebbero essere [solo] i cittadini a farlo ma gli stati. Ma gli stati sono occupati da organizzazioni e persone coinvolte in scelte politiche mostruose. Quindi la mia analisi è: se esiste questo incremento di mortalità TUTTE le classi dirigenti pubbliche devono dimettersi perché non sanno affrontare [nella migliore delle ipotesi] un enorme problema che potrebbero avere addirittura generato loro! Potranno mai essere giudici imparziali di se stessi?
    Infine nota a margine: credo che oramai parlare di revisione tra pari, riviste qualificate e credibilità scientifica sia una cosa che fa sorridere. Almeno quelli che conoscono e vivono da vicino un sistema scientifico che sta collassando sotto il peso degli interessi. E non da ora. ora, con il COVID, oltre agli interessi si è aggiunta la politica!

    • Concordo con Piero e Pierpaolo.
      Quello che mi piace meno dell’articolo è l’implicazione che la scientificità sarebbe sancita dalla revisione paritaria e/o dal passaggio sui media scientifici accreditati. Dobbiamo ricordare l’indecente articolo del Lancet del 2020 sulla idrossiclorochina, tanto per dirne uno?
      E’ possibile fare informazione scientificamente corretta, anche senza l’obbligo di un imprimatur di autorevolezza, nel momento in cui posso dimostrare la correttezza dei dati e dell’analisi che se ne fa. Altrimenti siamo sempre alla mercé di qualcuno che ha certamente autorevolezza, ma è altrettanto sempre a rischio che venga compromessa da altri interessi. Con la pandemenza mi sembra che questa lezione dovremmo averla imparata.
      Questo Dottor Wilson Sy non è un medico, ma un analista finanziario? Se i suoi dati sono buoni e la sua analisi sensata non c’è un problema di rigore della fonte, piuttosto di facilità nello squalificare il redattore per rendere non credibile l’articolo.
      Concludo dicendo che le conclusioni a cui questo signore arriva erano già visibili nel 2020 confrontando i dati dei paesi pande-maniaci come l’italia e quello più ragionevoli come la Svezia.

  3. Che peccato che AlmaPhysio, questo il nome del sito che riporta lo studio che questo articolo definisce non verificato, sia caduto in un simile errore, se di errore si tratta. Tuttavia mi pare che l’articolo stesso ricordi questioni di estrema gravità riguardo alla credibilità dei cosiddetti vaccini. Si può a giusto titolo definirli cosiddetti perché è ormai assodato che non impediscono il contagio e neppure sono mai stati testati per verificarne tale proprietà. Si tratta dunque di farmaci, non di vaccini, la cui pericolosità sta piano piano venendo fuori anche ufficialmente.

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