domenica 21 Aprile 2024

L’Italia va alla guerra “difensiva” contro gli Houthi: la missione sarà votata in Parlamento

Domani in Parlamento, tanto nell’aula del Senato quanto in quella della Camera, verrà votata l’approvazione della missione europea Aspides sul Mar Rosso, per contrastare gli attacchi portati avanti dal gruppo armato degli Houthi sullo stretto di Bab el-Mandeb in sostegno alla causa palestinese. La missione, già approvata in sede europea, sarà inizialmente composta da quattro fregate provenienti da Francia, Germania, Grecia e Italia, troverà la sua base operativa in Grecia, a Larissa, e sarà a guida italiana. Da quanto si legge sui documenti disponibili sul sito del Senato, Aspides sarà rivolta alla “salvaguardia della libera navigazione e alla protezione del naviglio mercantile in transito” sul Mar Rosso, e opererà in coordinamento con la già attiva missione Atalanta e l’operazione britannico-statunitense Prosperity Guardian. Da quest’ultima, tuttavia, si dovrebbe differenziare per il suo carattere “eminentemente difensivo“, espressione che ha sollevato non pochi dubbi tra le fila dell’opposizione, che ne denuncia la poca chiarezza, domandando per tale motivo che venga definito con maggiore limpidezza il carattere esclusivamente difensivo della missione. Nonostante ancora mancasse l’approvazione del Parlamento, il 2 dicembre l’Italia ha già fornito un assaggio della missione, abbattendo un drone degli Houthi sul Mar Rosso proprio con la stessa nave che verrà messa a disposizione di Aspides.

La missione Aspides, dal greco “scudo”, è stata proposta da Italia, Francia, Germania e Grecia, trovando l’approvazione di Belgio, Danimarca, Paesi Bassi, Portogallo, e Olanda e vedrà ai propri vertici il commodoro Vasileios Gryparis come comandante di operazione e il contrammiraglio Stefano Costantino come comandante della forza. L’operazione è stata approvata in sede europea il 19 febbraio e avrà validità di un anno, ma potrà eventualmente essere rinnovata con decisione del Consiglio Europeo. A ora la missione è dotata di quattro navi provenienti dai Paesi che hanno proposto la missione, che forniranno anche una pattuglia aerea; da parte italiana, Roma metterà al servizio di Aspides il cacciatorpediniere della Marina Militare Caio Duilio, che il 2 marzo si è già distinto abbattendo un drone degli Houthi, che, come fa sapere il Ministero della Difesa, pare fosse dotato di “caratteristiche analoghe a quelli già usati in precedenti attentati” e che “si trovava a circa 6 kilometri dalla nave italiana, in volo verso di essa”. Aspides si coordinerà con la missione Atalanta, a guida spagnola, precedentemente richiamata sulla scena mediatica proprio in merito a una eventuale missione europea sul Mar Rosso, come papabile operazione da riqualificare per portare avanti un’azione comunitaria sul luogo. Col voto di domani l’Italia si accoda ai principali Paesi che parteciperanno all’operazione, i quali hanno già approvato il loro coinvolgimento nella missione e iniziato a mandare le proprie navi. Per quanto riguarda i costi non è ancora chiaro quanto l’operazione andrà a costare. Sui giornali trapelano informazioni contraddittorie e in generale le cifre stimate si attestano sui 40 milioni di euro, ma negli atti della Camera il Sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago specifica “per completezza di informazione che gli oneri della missione non si riferiscono soltanto, come erroneamente riportato in alcune notizie stampa, alla nuova Operazione ASPIDES, ma ricomprendono anche la proroga delle altre citate missioni attive nella medesima area”.

Sul fronte interno e politico, l’operazione Aspides ha dato parecchio da discutere. Nonostante il centrodestra si stia dimostrando abbastanza compatto, non sono infatti del tutto chiare le intenzioni delle opposizioni. Azione e Italia Viva voteranno a favore della missione, e il PD, anche se non ancora in via ufficiale, sembra dare segnali simili ai partiti del fu “terzo polo”. Assolutamente contrari sono invece gli esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) che hanno presentato un emendamento per chiarire in maniera inequivocabile che la missione avrà carattere esclusivamente difensivo, sostituendo la dicitura “eminentemente” proprio con il termine “esclusivamente”. La votazione dell’emendamento è stata rinviata alla discussione di domani, ma con ogni probabilità verrà bocciato visto che non pare avere incontrato parecchie voci favorevoli. Una di queste è certamente quella del Movimento 5 Stelle, che parimenti ad AVS ha chiesto maggiore chiarezza sui termini della missione, ma contrariamente al partito di sinistra, non è ancora sicuro come si esprimeranno durante la riunione di domani, anche se tutto suggerisce una eventuale astensione o un voto contrario.

[di Dario Lucisano]

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