domenica 21 Luglio 2024

Abbiamo letto il contratto tra Sudafrica e Pfizer: il primo pubblicato sui vaccini Covid

Le grandi aziende farmaceutiche «hanno costretto il Sudafrica a firmare accordi ingiusti che hanno portato il Paese a pagare più del dovuto rispetto alle nazioni occidentali». È ciò che ha dichiarato la ONG sudafricana Health Justice Initiative (HJI), che conduce una campagna contro la disuguaglianza nella salute pubblica e che ha definito gli accordi «bullismo farmaceutico». La pubblicazione avviene a seguito della battaglia legale svoltasi le scorse settimane, che ha portato il governo sudafricano a rendere noti i contratti stipulati con le case farmaceutiche per l’acquisto di dosi contro la Covid-19. Con un’ordinanza, infatti, l’Alta Corte di Pretoria ha intimato il Dipartimento di Sanità di rendere pubblici tanto i contratti quanto gli atti delle riunioni d’acquisto delle dosi svoltesi con Pfizer, Janssen, Serum Institute of India e Gavi. Da quanto emerso, sembra che le aziende abbiano approfittato della loro posizione e del periodo di emergenza per far siglare al governo contratti estremamente sfavorevoli (in alcuni casi, per esempio, non era nemmeno previsto un termine di scadenza per la consegna delle dosi concordate). Il tutto a fronte del fatto che, come scritto nei contratti stessi, l’acquirente avrebbe dovuto riconoscere che “l’efficacia a lungo termine del vaccino non è nota” e che “potrebbero esservi effetti avversi del vaccino che non sono attualmente noti”. L’Indipendente ha letto l’intero documento del contratto Pfizer e ha riportato gli altri principali punti salienti, che prevedono l’esenzione di responsabilità dell’azienda da “mancato sviluppo e ottenimento di autorizzazioni entro le date previste” e da “penalità per ritardata consegna”, eventuali ordini di dosi aggiuntive che saranno “vincolanti e irrevocabili”, lo sforzo (dell’Acquirente) nel “difendere” e “indennizzare Pfizer da e contro qualsiasi causa” e persino la possibilità di deviare i prodotti verso il mercato più favorevole, anche se questo potrebbe comportare un ritardo nella consegna delle dosi.

I contratti hanno rivelato che il vaccino Oxford/AstraZeneca è stato pagato 5,35 dollari per dose (al contrario dell’UE che ha pagato ogni fiala solo 1,78 euro), J&J è stato acquistato 10 dollari a dose (il 15% in più rispetto a quanto pagato dall’UE) e BioNTech/Pfizer è stato pagato 10 dollari a fiala, al contrario dell’UE che per ognuna ha versato 15,50 euro. Tuttavia, secondo le ONG si tratta comunque di un prezzo superiore a quello che sarebbe stato addebitato all’Unione africana, ovvero 6,75 dollari. Secondo Fatima Hassan, avvocato per i diritti umani e fondatrice dell’HJI, gli accordi sono prova di «pernicioso bullismo farmaceutico». Ha poi aggiunto: «I termini e le condizioni di questi contratti e accordi sono così unilaterali e così a favore delle multinazionali che sono incredibili». I contratti rivelano che J&J ha impedito al Sudafrica di imporre restrizioni all’esportazione di vaccini, poiché è stato impedito al Paese di donare o esportare dosi senza il consenso delle aziende. Nel contratto di Gavi invece, relativo ai vaccini che sarebbero stati consegnati nell’ambito del COVAX, non c’era alcuna garanzia sul numero di dosi o sulla data di consegna dei vaccini.

Per quanto riguarda il contratto Pfizer, L’Indipendente ha letto l’intero documento (disponibile in italiano a questo link) e riporta i passaggi più significativi di seguito:

  •  Pagina 7, sezione 2.1: «Nonostante gli sforzi e le eventuali date stimate stabilite nel Programma di consegna provvisorio, le Parti [Pfizer e l’Acquirente] riconoscono che il Prodotto ha completato gli studi clinici di Fase 2b/3 e che, nonostante gli sforzi di Pfizer nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione, il prodotto potrebbe non avere successo a causa di problemi o guasti tecnici, clinici, normativi, di produzione, di spedizione, di conservazione o di altro tipo. Di conseguenza, Pfizer e le sue Affiliate non avranno alcuna responsabilità per l’eventuale mancato sviluppo o ottenimento dell’Autorizzazione del Prodotto da parte di Pfizer o delle sue Affiliate in conformità con le date stimate descritte nel presente Contratto».
  • Pagina 8, sezione 2.3: «Alla data di entrata in vigore, l’Acquirente dovrà presentare a Pfizer uno o più ordini di acquisto legalmente vincolanti e irrevocabili per 20.001.150 dosi del Prodotto. L’Acquirente può richiedere dosi aggiuntive durante la Durata del Contratto tramite uno o più Ordini di Acquisto legalmente vincolanti e irrevocabili, ma solo dopo essere stato informato che Pfizer ha la disponibilità di fornitura di tali dosi aggiuntive richieste».
  • Pagina 10, sezione 2.5: «Se viene ricevuta l’autorizzazione ma la fornitura non è sufficiente per consegnare l’intero numero di dosi contrattualmente previste nel programma di consegna provvisorio, anche nella misura in cui l’eventuale carenza sia dovuta all’esigenza di Pfizer di deviare la fornitura disponibile del Prodotto verso un altro mercato, Pfizer lavorerà in modo collaborativo per fornire avvisi. Dopo aver ricevuto tale notifica, l’Acquirente dovrà eseguire tempestivamente tutte le istruzioni stabilite nell’avviso».
  • Pagina 11, sezione 2.6: «In nessun caso Pfizer sarà soggetta o responsabile di penalità per ritardata consegna».
  • Pagina 13, sezione 2.8: «L’Acquirente riconosce che Pfizer non accetterà, in nessun caso, alcuna restituzione del Prodotto (o di qualsiasi dose). In particolare, dopo aver ricevuto il Prodotto in conformità ai termini del contratto, in nessun caso potrà avvenire la restituzione del Prodotto (compresi futuri cambiamenti di stock, Prodotti scaduti, modifiche nell’allocazione dei Prodotti, consegna, domanda o lancio di nuovi prodotti)».
  • Pagina 18, sezione 5.1: «L’Acquirente sarà responsabile di tutti i costi di qualsiasi rivendita o ritiro dal mercato del Prodotto in Sud Africa, inclusi, senza limitazione, i costi ragionevoli sostenuti da o per conto di Pfizer e delle sue affiliate o di BioNTech e delle sue affiliate, salvo nella misura in cui tale ricalibrazione o il ritiro dal mercato deriva da una condotta dolosa».
  • Pagina 20, sezione 5.5: «L’Acquirente riconosce che il vaccino e i materiali ad esso relativi, nonché i relativi componenti e materiali costitutivi sono in fase di rapido sviluppo a causa delle circostanze di emergenza della pandemia di COVID-19 e continueranno a essere studiati dopo la fornitura del vaccino all’Acquirente ai sensi del presente Contratto. L’Acquirente riconosce inoltre che gli effetti e l’efficacia a lungo termine del vaccino non sono attualmente noti e che potrebbero esserci effetti avversi del vaccino attualmente non noti. Inoltre, nella misura applicabile, l’Acquirente riconosce che il Prodotto non sarà serializzato».
  • Pagina 22, sezione 8.1: «L’Acquirente si impegna a indennizzare, difendere e tenere indenne Pfizer e BioNTech […] da e contro qualsiasi causa, rivendicazione, azione, richiesta, perdita, danno, responsabilità, transazione, sanzioni, multe, costi e spese (incluse, senza limitazioni, ragionevoli onorari di avvocati e altri consulenti legali e altre spese di un’indagine o di un contenzioso), siano essi derivanti da contratto, illecito civile, proprietà intellettuale o qualsiasi altra teoria, e siano essi legali, statutari, equitativi o altrimenti da qualsiasi persona fisica o giuridica.
  • Pagina 24, sezione 9.2: «La responsabilità complessiva di Pfizer e delle sue affiliate derivante da, ai sensi o in connessione con il presente Contratto non dovrà superare una somma equivalente al I00% del Prezzo totale effettivamente ricevuto da Pfizer ai sensi del presente Contratto per le Dosi Contrattate».
  • Pagina 26, sezione 9.6: «L’Acquirente dichiara di avere e continuerà ad avere un’adeguata autorità statutaria o regolamentare e adeguati stanziamenti di finanziamento per intraprendere e adempiere completamente agli obblighi di indennizzo e fornire un’adeguata protezione a Pfizer e a tutti gli indennizzati dalla responsabilità per sinistri e tutte le perdite derivanti da o in relazione al vaccino o al suo utilizzo».

Sebbene alcune di queste accuse fossero già state riportate da alcuni media e associazioni, la pubblicazione dei contratti non oscurati fornisce ulteriori prove concrete del fatto che le case farmaceutiche, partendo dalla loro posizione dominante in un momento di bisogno percepito, hanno imposto clausole pesanti agli Stati preservandosi allo stesso tempo da ogni possibile contenzioso e vietando agli Stati addirittura di vendere o regalare dosi prossime alla scadenza.

[di Roberto Demaio]

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8 Commenti

  1. Siamo alla mercè di un mondo criminale , perchè se neppure davanti ai fatti ed all’evidenza delle azioni criminali di questi personaggi nessuno ha l’autorità di fare nulla , allora è quasi meglio non sapere nulla per non impazzire o fare di peggio !

  2. I media la fanno semplice così nessuno capisce il punto, ci sono Stati come l’Italia dove l’autonomia contrattuale è molto limitata, basti pensare agli affitti i cui contratti sono praticamente predeterminati dall’ Stato per durata, diritti etc. e i privati ci aggiungono quasi solo il prezzo.
    Ci sono altri Stati specie di influenza Anglosassone dove il diritto contrattuale è molto più autonomo e i privati possono persino contrattare sulla salute, libertà di espressione etc.
    Questi Stati di influenza Anglosassone ritengono che la libertà contrattuale garantisca un miglior sviluppo e crescita, finora nessuno ha dimostrato il contrario e anche nel Covid, gli Stati più liberisti sono arrivati primi.
    Non è questione di parole ma di risultati e l’Italia ha praticamente smantellato le sue aziende di ricerca sui vaccini, invece di sostenerle al passaggio verso i vaccini a RNA, quando avremo mai un Governo illuminato, invece di questi che sognano Roma di duemila anni fa, quasi epoca di cannibalismo, pur di sentirsi importanti nel nulla?

  3. Oltre il danno anche la beffa… Tutte le case farmaceutiche, indistintamente, hanno ricevuto soldi pubblici in euro ed in dollari da parte degli Stati prima di iniziare a produrre una terapia genica inaffidabile come i vaccini a m-rna sfruttando le bugie dell’ OMS, dell’EMA, della FDA e di gran parte di medici collusi o imbecilli. Uno scempio contro l’ Umanità se si pensa che già dal 2003-2004 era stata messa a punto un’efficacie terapia contro la Sars a base di idrossiclorochina, eparina ed azitromicina…

  4. C’è chi lo pensava e diceva (e veniva insultato) che “l’efficacia a lungo termine del vaccino non è nota” e che “potrebbero esservi effetti avversi del vaccino che non sono attualmente noti”.
    Sul secondo punto, per segnalazione, vengo a sapere che, negli ultimi giorni di agosto, è uscita la sottostante rassegna.
    ‘Spikeopathy’: COVID-19 Spike Protein Is Pathogenic, from Both Virus and Vaccine mRNA https://www.mdpi.com/2227-9059/11/8/2287

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