lunedì 20 Maggio 2024

I crimini contro la natura sono tra i più redditizi al mondo

Il nostro è un Paese così tanto ricco di biodiversità che abbiamo finito per criminalizzarla. Data la sua posizione geografica, la Penisola italiana è infatti diventata fulcro di rotte commerciali di traffici illeciti interni e internazionali di specie animali e vegetali protette, e, più in generale, territorio in cui la propensione al compimento di crimini contro la fauna e la flora selvatiche è decisamente aumentata. Ma non siamo gli unici. Basti pensare che tale pratica rappresenta la quarta attività criminale più redditizia al mondo, preceduta solo dal traffico di droga, dalla contraffazione e dal contrabbando di armi. In termini economici, il mercato generato dagli illeciti ai danni della natura genera entrate per 280 miliardi di dollari l’anno. È quanto emerge dal report Il danno invisibile dei crimini di natura: analisi e proposte del WWF Italia, realizzato nell’ambito del progetto europeo SWiPE di cui l’associazione è tra i partner.

A cadere vittime di bracconaggio, caccia, prelievo di uova sono soprattutto gli uccelli, tra cui aquile e falchi, ungulati e anatidi: animali che una volta finiti nei mercati illeciti fruttano grosse somme di denaro. Non sono al sicuro neppure lupi e orsi né rettili o anfibi, già in uno stato di conservazione piuttosto precario. Con loro anche pesci d’acqua dolce o altre specie marine, tra cui ricci di mare, datteri, coralli e tartarughe. E se non si riescono a catturare vivi, sono redditizie pure parti singole del corpo degli animali, staccate dal resto. È frequente ad esempio il contrabbando di avorio, delle corna di rinoceronte, o della pelle di leopardo. A rischio anche le specie vegetali protette, come le radici della genziana lutea, parecchio ricercate perché utilizzate nella preparazione di distillati.

I dati raccolti in Italia dicono che tutto questo ci riguarda da vicino. Nel solo 2018 i Carabinieri hanno emesso multe contro la criminalizzazione di fauna e flora pari a 5 milioni e mezzo di euro (e di oltre un milione nel 2020). La Regione in cui ci sono stati più illeciti (dati dal 2016 al 2019) è la Lombardia, con 5.256 denunce, seguita da Veneto con 2.526 e Toscana con 2.247 denunce. Tuttavia, da nord a sud, non esiste territorio che ne sia privo.

Il motivo risiede anche nel fatto che non riusciamo a risolvere il problema alla radice e in maniera efficace. Partendo dall’ordinamento giuridico, il report dice che in Italia tra il 41 e il 46% degli illeciti vengono archiviati prima del dibattimento, e tra il 38-50% vanno in prescrizione. Dunque alla fine solo una piccola percentuale di questi arriva a condanna. Gli altri probabilmente finiscono per essere dimenticati, visto che non esiste una banca dati centralizzata sui crimini di natura, che le sanzioni sono molto basse e che pagando un migliaio di euro, chi uccide una specie protetta può tranquillamente ripulire la propria fedina penale da quanto commesso.

E poi manca il personale addetto: spesso si tratta di operatori di vigilanza volontari (come quelli del WWF, che durante i 5 mesi della stagione venatoria 2021-2022 hanno salvato in Campania 120 animali, segnalato alle autorità 97 violazioni penali, effettuato 77 sequestri e altro ancora). Quando invece si fa riferimento alle guardie appartenenti alle forze di polizia, queste risultano troppo striminzite e mal ripartite sul territorio nazionale.

Probabilmente perché quello dei crimini contro la natura è un fenomeno ancora troppo sottovalutato o considerato isolato, riconducibile cioè a qualche singolo cacciatore che si diverte a sparare. La verità, invece, è un’altra, ed ha una portata molto più vasta: il bracconaggio e il traffico di specie protette ci sono, esistono, e ci inglobano in un mercato dell’illecito mondiale, oltre ad avere «impatti gravi sulla biodiversità e possono essere veicolo di diffusione di patologie», spiega Luciano Di Tizio, presidente WWf Italia.

[di Gloria Ferrari]

L'Indipendente non riceve alcun contributo pubblico né ospita alcuna pubblicità, quindi si sostiene esclusivamente grazie agli abbonati e alle donazioni dei lettori. Non abbiamo né vogliamo avere alcun legame con grandi aziende, multinazionali e partiti politici. E sarà sempre così perché questa è l’unica possibilità, secondo noi, per fare giornalismo libero e imparziale. Un’informazione – finalmente – senza padroni.

Ti è piaciuto questo articolo? Pensi sia importante che notizie e informazioni come queste vengano pubblicate e lette da sempre più persone? Sostieni il nostro lavoro con una donazione. Grazie.

Articoli correlati

2 Commenti

  1. Non volevo neanche leggerlo, questo articolo..
    Già subito dopo aver letto le prime righe, pensavo tra me e me: ‘per forza, la stragrande maggioranza dei reati contro animali ed ambiente saranno impuniti o poco più…’. Ed arrivo al quarto paragrafo…

Iscriviti a The Week
la nostra newsletter settimanale gratuita

Guarda una versione di "The Week" prima di iscriverti e valuta se può interessarti ricevere settimanalmente la nostra newsletter

Ultimi

Articoli nella stessa categoria

Grazie per aver già letto

10 dei nostri articoli questo mese.

Chiudendo questo pop up potrai continuare la lettura.
Sappi però che abbiamo bisogno di te,
per continuare a fare un giornalismo libero e imparziale.

Clicca qui e  scopri i nostri piani di abbonamento e supporta
Un’informazione – finalmente – senza padroni.

ABBONATI / SOSTIENI