lunedì 24 Giugno 2024

La Cina ha presentato un piano in 12 punti per la pace in Ucraina

In occasione del primo anniversario dello scoppio della guerra in Ucraina, il ministero degli Esteri cinese ha pubblicato sul proprio sito un piano di pace in 12 punti che mette al centro il dialogo e i negoziati come unica via d’uscita dalla crisi. Il piano è stato reso noto al termine dell’importante e complessa missione diplomatica in Italia, Francia e Russia del capo della commissione Affari Esteri del Partito Comunista, Wang Yi e prova ad assecondare alcune delle principali richieste di entrambe le parti belligeranti, rischiando però di rimanere troppo astratto e vago nei contenuti, deludendo le aspettative di entrambe le parti in causa. Non per nulla gli Stati Uniti hanno già fatto sapere di essere scettici sui punti proposti, mentre il presidente ucraino Zelensky si è mostrato leggermente più possibilista. Da un lato, infatti, il piano insiste sull’importanza della sovranità e dell’integrità di tutte le nazioni, così come stabilito dalla carta delle Nazioni Unite, venendo incontro alla richiesta di integrità territoriale di Kiev; dall’altro, nel condannare le sanzioni unilaterali e nella richiesta di prendere seriamente in considerazione le preoccupazioni di sicurezza nazionale di tutti gli Stati, cessando di espandere i blocchi militari, Pechino asseconda certamente le istanze di Mosca.

Nello specifico, i punti del documento, intitolato “La posizione della Cina sulla soluzione politica della crisi ucraina”, pubblicati oggi sul sito del ministero degli Affari Esteri della Repubblica popolare cinese sono i seguenti:

  1. Rispettare la sovranità di tutti i paesi.Il diritto internazionale universalmente riconosciuto, compresi gli scopi ei principi della Carta delle Nazioni Unite, deve essere rigorosamente osservato. La sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale di tutti i paesi devono essere efficacemente sostenute. Tutti i paesi, grandi o piccoli, forti o deboli, ricchi o poveri, sono membri uguali della comunità internazionale. Tutte le parti dovrebbero sostenere congiuntamente le norme fondamentali che regolano le relazioni internazionali e difendere l’equità e la giustizia internazionali. Dovrebbe essere promossa un’applicazione paritaria e uniforme del diritto internazionale, mentre i doppi standard devono essere respinti.
  2. Abbandonare la mentalità della guerra fredda. La sicurezza di un paese non dovrebbe essere perseguita a spese di altri. La sicurezza di una regione non dovrebbe essere raggiunta rafforzando o espandendo i blocchi militari. I legittimi interessi e preoccupazioni di sicurezza di tutti i paesi devono essere presi sul serio e affrontati adeguatamente. Non esiste una soluzione semplice a un problema complesso. Tutte le parti dovrebbero, seguendo la visione di una sicurezza comune, globale, cooperativa e sostenibile e tenendo presente la pace e la stabilità a lungo termine del mondo, contribuire a creare un’architettura di sicurezza europea equilibrata, efficace e sostenibile. Tutte le parti dovrebbero opporsi al perseguimento della propria sicurezza a scapito della sicurezza altrui, prevenire il confronto tra blocchi e lavorare insieme per la pace e la stabilità nel continente eurasiatico.
  3. Cessare le ostilità. Il conflitto e la guerra non giovano a nessuno. Tutte le parti devono rimanere razionali ed esercitare moderazione, evitare di alimentare il fuoco e aggravare le tensioni e impedire che la crisi si deteriori ulteriormente o addirittura sfugga al controllo. Tutte le parti dovrebbero sostenere la Russia e l’Ucraina nel lavorare nella stessa direzione e riprendere il dialogo diretto il più rapidamente possibile, in modo da ridurre gradualmente la situazione e raggiungere infine un cessate il fuoco globale.
  4. Riprendere i colloqui di pace. Dialogo e negoziazione sono l’unica soluzione praticabile alla crisi ucraina. Tutti gli sforzi volti a una soluzione pacifica della crisi devono essere incoraggiati e sostenuti. La comunità internazionale dovrebbe rimanere impegnata nel giusto approccio per promuovere i colloqui per la pace, aiutare le parti in conflitto ad aprire la porta a una soluzione politica il prima possibile e creare le condizioni e le piattaforme per la ripresa dei negoziati. La Cina continuerà a svolgere un ruolo costruttivo in questo senso.
  5. Risolvere la crisi umanitaria. Tutte le misure atte ad alleviare la crisi umanitaria devono essere incoraggiate e sostenute. Le operazioni umanitarie dovrebbero seguire i principi di neutralità e imparzialità e le questioni umanitarie non dovrebbero essere politicizzate. La sicurezza dei civili deve essere efficacemente tutelata e devono essere istituiti corridoi umanitari per l’evacuazione dei civili dalle zone di conflitto. Sono necessari sforzi per aumentare l’assistenza umanitaria nelle aree interessate, migliorare le condizioni umanitarie e fornire un accesso umanitario rapido, sicuro e senza ostacoli, al fine di prevenire una crisi umanitaria su scala più ampia. Le Nazioni Unite dovrebbero essere sostenute nel svolgere un ruolo di coordinamento nell’incanalare gli aiuti umanitari nelle zone di conflitto.
  6. Protezione dei civili e dei prigionieri di guerra (POW). Le parti in conflitto dovrebbero rispettare rigorosamente il diritto internazionale umanitario, evitare di attaccare civili o strutture civili, proteggere donne, bambini e altre vittime del conflitto e rispettare i diritti fondamentali dei prigionieri di guerra. La Cina sostiene lo scambio di prigionieri di guerra tra Russia e Ucraina e invita tutte le parti a creare condizioni più favorevoli a tale scopo.
  7. Mantenere sicure le centrali nucleari. La Cina si oppone agli attacchi armati contro le centrali nucleari o altri impianti nucleari pacifici e invita tutte le parti a rispettare il diritto internazionale, inclusa la Convenzione sulla sicurezza nucleare (CNS), ed evitare risolutamente incidenti nucleari provocati dall’uomo. La Cina sostiene l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) nel svolgere un ruolo costruttivo nella promozione della sicurezza e della protezione degli impianti nucleari pacifici.
  8. Riduzione dei rischi strategici. Le armi nucleari non devono essere utilizzate e le guerre nucleari non devono essere combattute. La minaccia o l’uso di armi nucleari dovrebbe essere contrastata. La proliferazione nucleare deve essere prevenuta e la crisi nucleare evitata. La Cina si oppone alla ricerca, allo sviluppo e all’uso di armi chimiche e biologiche da parte di qualsiasi paese e in qualsiasi circostanza.
  9. Facilitare le esportazioni di grano. Tutte le parti devono attuare pienamente ed efficacemente, in modo equilibrato, l’iniziativa per i cereali del Mar Nero firmata da Russia, Turchia, Ucraina e Nazioni Unite e sostenere le Nazioni Unite affinché svolgano un ruolo importante in tal senso. L’iniziativa di cooperazione sulla sicurezza alimentare globale proposta dalla Cina fornisce una soluzione fattibile alla crisi alimentare globale.
  10. Stop alle sanzioni unilaterali. Sanzioni unilaterali e massima pressione non possono risolvere la questione; creano solo nuovi problemi. La Cina si oppone alle sanzioni unilaterali non autorizzate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. I paesi interessati dovrebbero smettere di abusare delle sanzioni unilaterali e della “giurisdizione a braccio lungo” contro altri paesi, in modo da fare la loro parte per ridurre la crisi ucraina e creare le condizioni affinché i paesi in via di sviluppo possano far crescere le loro economie e migliorare la vita della loro gente.
  11. Mantenere stabili le catene industriali e di approvvigionamento. Tutte le parti dovrebbero mantenere seriamente l’attuale sistema economico mondiale e opporsi all’uso dell’economia mondiale come strumento o arma per scopi politici. Sono necessari sforzi congiunti per mitigare le ricadute della crisi e impedire che interrompa la cooperazione internazionale nei settori dell’energia, della finanza, del commercio alimentare e dei trasporti e comprometta la ripresa economica globale.
  12. Promuovere la ricostruzione postbellica. La comunità internazionale deve adottare misure per sostenere la ricostruzione postbellica nelle zone di conflitto. La Cina è pronta a fornire assistenza e svolgere un ruolo costruttivo in questo sforzo.

Le prime reazioni alla proposta cinese da parte degli USA e della NATO non sono state entusiaste: questa mattina il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, rispondendo in conferenza stampa da Tallin a una domanda sul piano, ha affermato che «La Cina non ha credibilità perché non ha mai condannato l’invasione della Russia e ha firmato qualche tempo prima dell’invasione russa un accordo per una partnership senza limiti con Mosca». Da parte sua, il Sottosegretario di Stato americano per gli affari politici, Victoria Nuland, in un’intervista al Washington Post, ripresa dall’agenzia russa Tass, ha detto che «Gli Stati Uniti vogliono vedere il piano di pace della Cina sull’Ucraina, ma insistono sul fatto che Pechino non dovrebbe semplicemente avanzare l’idea di un cessate il fuoco», in quanto Washington sarebbe contraria a qualsiasi piano che preveda «un cinico cessate il fuoco» che potrebbe solo giovare alla Russia. Lo scetticismo USA sul piano cinese spiega anche la recente accusa dell’amministrazione americana secondo cui Pechino si starebbe preparando a fornire armi letali a Mosca: l’accusa sarebbe, infatti, funzionale a screditare Pechino nel ruolo di attore imparziale sulla questione ucraina.

Più aperturista, invece, è apparso Zelensky che, dopo aver reso noto di non avere ancora esaminato il piano, ha dichiarato che vedrebbe con favore un incontro tra Ucraina e Cina. «Vorremmo incontrare la Cina», ha detto durante una conferenza stampa a Kiev, organizzata dopo la visita del premier spagnolo Pedro Sanchez. Da parte sua, Wang Yi ha affermato che la Cina non ha scelto di restare a guardare né di gettare benzina sul fuoco e approfittare della guerra e che è disponibile a unire le forze con tutte le parti coinvolte per arrivare a costruire la pace in tempi rapidi, in quanto la crisi è in Europa, ma colpisce il mondo intero e non può andare avanti per sempre.

[di Giorgia Audiello]

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4 Commenti

  1. Grazie G.A.
    La mia impressione è che il piano cinese sia importante, anche se in questa fase, parte da principi generali, quindi considerati astratti.
    Importante perché questo rigurgito di guerra fredda, divenuto guerra vera, appare essere anacronistico e postdatato. La situazione geopolitica è cambiata e la storia non può più essere decisa tra i due blocchi. In questo contesto il ruolo della Cina diviene importante ed essa lo rivendica apertamente. In ultimo dobbiamo ancora ricordare l’atteggiamento peregrino e servile dell’Europa che non dimostra di aver ancora preso coscienza di questo assetto mondiale. Dimostra invece (l’Europa) di essere completamente succube delle lobby finanziarie USA senza percepirne il progressivo sgretolamento. Mi ricorda (sempre l’Europa) la rana nella pentola di acqua sul fuoco… non percepisce la sua fine perché l’acqua si sta scaldando lentamente.

  2. La proposta di pace della Cina ha il merito di essere appunto una proposta di pace, mentre i nostri rappresentanti, dall’alto del più becero guerrafondaismo asservito agli interessi militari-affaristici delle élite di Washington, pretendono di continuare la guerra ad oltranza, ‘fino all’ultimo ucraino’ pur di indebolire la Russia, come già previsto dagli strateghi della Rand Corporation e anche se ciò finisce per indebolire l’intera Europa e mettere in difficoltà i suoi cittadini.
    Tuttavia il piano cinese mette in risalto l’assetto geopolitico ed economico senza proporre un modello di convivenza per i cittadini di una ‘terra di confine’ (questo vuol dire il nome’Ucraina) i cui confini sono stati disegnati dall’Unione Sovietica e nell’ambito del sistema sovietico. Finché gli abitanti russofoni potranno essere perseguitati, attaccati e deprivati della loro lingua e della loro cultura, come è accaduto dopo il golpe del 2014 non ci potrà essere nessuna pace. Né ci potrà essere pace finché esisteranno corpi militari e di ordine pubblico di stampo nazi/fascista e suprematista. Quindi la via per la pace, oltre alla neutralità militare, potrebbe essere una confederazione oppure una vera e propria divisione in due. Allo stato attuale della situazione però saremo fortunati se ci sarà un armistizio che porti a una ‘pace armata’ come in Corea e ad una nuova guerra fredda, solo se saremo fortunati, perché potrebbe andare molto peggio…. Zelensky peraltro non conta nulla e fa solo quello che gli dicono di fare gli Stati Uniti.

  3. La guerra in Ucraina è stata preparata e voluta dagli USA fin dal 2014 preparando gli ucraini al combattimento e alla guerra contro i russofoni del Donbas. La proposta cinese va nella direzione di pace e nel rendere liberi tutti gli stati liberandoli dai presidi militari e basi militari (quelle più numerose sono quelle americane) dai loro territori. Non credo che gli USA e gli zerbini politici europei possano mai vedere con simpatia questa proposta.

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