Lo scorso martedì, esperti delle Nazioni Unite (UN) hanno richiesto un’indagine indipendente sui possibili crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi in Mali da parte delle forze governative maliane e dai “mercenari” della compagnia militare privata russa Wagner Group. Il Mali – governato da una giunta militare salita al potere con un colpo di stato nel 2021 – ha sempre affermato che le forze russe nel paese dell’Africa occidentale non fossero mercenari, ma addestratori che aiutano le truppe locali con attrezzature militari acquistate da Mosca. Un fatto di cronaca che ci mostra come il gruppo di contractors russi sia ormai una realtà militare attiva in molti Paesi e con ampie ramificazioni. Una sorta di esercito parallelo che in Ucraina – e altrove nel mondo – opera per conto del Cremlino.
Cos’è in realtà il gruppo Wagner?
Il Gruppo Wagner è una società militare privata (Private Military Company o Wagner PMC). Simili entità non sono una novità sullo scenario globale, gli stessi Stati Uniti, in Iraq e Afghanistan, ne hanno fatto ampio uso. Guerre e interessi economici sono spesso legati a doppio filo, non a caso queste PMC – note anche come Contractors – sono state sempre più utilizzate in diversi contesti come un utile strumento per esternalizzare operazioni militari e guerre, con lo scopo di non esporre gli Stati a particolari conseguenze politiche. Wagner si ritiene sia stato fondato da Dmytro Utkin, ufficiale delle forze speciali russe Spetsnaz e veterano della guerra in Cecenia. La compagnia è finanziata e posseduta, da Yevgeny Prigozhin, oligarca e stretto collaboratore del presidente russo Vladimir Putin.
This video of Prigozhin giving a recruitment speech at a Russian prison is quite something. “I take you alive. I don’t always bring you back alive.” He says all who go fight in Ukraine, including rapists, will be amnestied on return. Deserters will be shot. Gives 5 mins to decide pic.twitter.com/AY6zpYixy5
— Matthew Luxmoore (@mjluxmoore) September 15, 2022
Le prime notizie su Wagner hanno iniziato a circolare nel 2014, a seguito dell’annessione da parte della Russia della Crimea. Lo stesso Prigozhin ha infatti dichiarato che, alla base della creazione del gruppo, c’era l’idea di offrire sostegno alle forze russe impegnate nell’occupazione (avvenuta senza sparare un singolo colpo) della penisola, che allora faceva ancora parte (giuridicamente) del territorio ucraino. Da allora, i soldati della compagnia Wagner sono stati utilizzati anche in altri paesi come: Siria, Libia, Mali, Burkina Faso e Repubblica Centroafricana. L’utilizzo di questa particolare compagnia – sulla carta indipendente, ma nella sostanza legata al Ministero della Difesa russo – ha permesso a Mosca di ampliare la sua sfera d’influenza in diverse zone del mondo. Nel continente africano, proprio grazie a Wagner, si è assistito nell’ultimo periodo ad un graduale ribaltamento dello status quo, con la Russia che ha di fatto soppiantato la Francia in Mali e Burkina Faso.
I vantaggi per Mosca, non si legano solo alla questione politica delle sfere d’influenza ma hanno anche logiche commerciali. I paesi dove Wagner viene dispiegato sono spesso ricchi di materie prime, e numerose voci sostengono, che i servizi della compagnia vengano comunemente pagati tramite concessioni minerarie. Va inoltre considerato il “guadagno d’immagine”, cittadini maliani che festeggiano con bandiere russe e striscioni anti-francesi sono certo utili a Mosca per controbattere la dialettica dell’occidente che da mesi parla di una Russia sola e isolata dal resto della comunità internazionale. Le operazioni militari di Wagner in Africa, spesso giustificate con la lotta al terrorismo, servono anche a propagandare l’immagine di una Russia militarmente forte e in grado di contrastare efficacemente la piaga del terrorismo, in zone dove la Francia o le stesse Nazioni Uniti hanno fallito. Stando ai dati, tuttavia, appare evidente come anche Wagner abbia avuto scarsi risultati sia in Mali che in Burkina Faso, la regione del Sahel è infatti divenuta negli anni una delle principali zone di espansione dei gruppi jihadisti.
Guerra in Ucraina, il ruolo dei soldati della Wagner
La guerra in Ucraina, e le crescenti difficoltà dell’esercito russo, hanno contribuito al cambiamento dello status del gruppo Wagner, passato dall’operare nell’ombra in contesti secondari ad assumere un ruolo di spessore nei combattimenti contro le truppe di Kiev. Tanto che solo poche settimane fa i portavoce di Wagner avevano annunciato, ancora prima dei vertici dell’esercito di Mosca, la cattura della città mineraria di Soledar. In diverse occasioni poi sono arrivate anche critiche dirette contro l’operato di alcuni generali russi da parte dei vertici di Wagner. Esempi che servono a comprendere il ruolo sempre più significativo che Wagner sta assumendo non solo a livello militare, ma anche politico. Lo stesso Prigozhin lo scorso settembre aveva pubblicamente annunciato di essere il proprietario di Wagner, dopo anni di smentite riguardo al suo coinvolgimento. In Russia, inoltre, la compagnia è stata insignita dell’appellativo di “organizzazione patriottica” e una sede facente capo al gruppo è stata aperta lo scorso dicembre a San Pietroburgo.
Per chiudere il cerchio, negli scorsi giorni, lo stesso Prigozhin avrebbe richiesto in una lettera a Vyacheslav Volodin – presidente della Duma di Stato, la camera bassa del parlamento russo – una legge che prevedesse pene detentive fino a cinque anni per chiunque screditasse i membri di Wagner. Un doppione della legge già esistente che prevede pene per chi critica l’operato dell’esercito russo. Il ruolo sempre più pubblico di Prigozhin, potrebbe essere interpretato anche come un segnale di quelli che sono i reali interessi politici dell’oligarca, per un eventuale dopo Putin. Simili comportamenti e dichiarazioni erano stati adottati anche dal leader ceceno Razman Kadyrov nei primi mesi di guerra.
Videos of liberated Blagodatnoye captured by Wagner fighters.
Blagodatnoye, Ukraine. January 2023. pic.twitter.com/uLQ3cVugef— l|l 👁👅👁 l|l (@GuyWithSwords) January 29, 2023
Le stime sul numero di mercenari di Wagner presenti in Ucraina variano dalle 10.000 alle 50.000 unità e, con le stesse logiche degli altri contesti, anche qui le milizie del gruppo vengono spesso utilizzate per fare il “lavoro sporco”, anche perché le eventuali perdite non vengono contabilizzate assieme a quelle dell’esercito regolare. La guerra in Ucraina ha anche portato ad un cambiamento per quanto riguarda il reclutamento, il gruppo che in passato si affidava principalmente ad ex soldati provenienti da Russia ed ex repubbliche sovietiche si è trovato costretto ad ampliare il reclutamento, arrivando ad arruolare anche detenuti comuni. Le tecniche di reclutamento di Wagner avevano fatto storcere il naso anche al presidente serbo Vucic, che si era pubblicamente lamentato dei tentativi del gruppo di reclutare cittadini serbi da inviare in Ucraina. In guerra sono stati inviati anche cittadini africani, come nel caso del 23 enne dello Zambia Lemekhani Nyirenda – arruolatosi per sfuggire a una condanna di 9 anni per traffico di droga – o il caso di Nemes Tarimo cittadino della Tanzania – anche lui arruolatosi per evitare una simile condanna per droga – entrambi rimasti uccisi nei combattimenti.
Un entità separata all’esercito russo?
I legami sempre più evidenti, e pubblici, tra Cremlino e gruppo Wagner rendono di fatto impossibile non considerare questa unità alla stregua di qualsiasi altra unità regolare dell’esercito russo. Cosi come adesso è diventato praticamente impossibile per il Cremlino dissociarsi dalle azioni di Wagner, negandone responsabilità. Una norma di diritto internazionale stabilisce che, se un certo individuo o gruppo è un agente dello Stato – cioè è autorizzato ad operare, ed effettivamente opera, per conto dello Stato – allora quest’ultimo è responsabile delle sue azioni. Diventa infatti irrilevante che Wagner non sia direttamente collegata ad alcuna entità governativa russa, dato che in Ucraina attinge al supporto militare russo ed è presente in un contesto di guerra dove altrimenti non sarebbe. Questi fattori rendono di fatto la Russia responsabile dell’operato di Wagner.
Diverso invece il discorso per quanto riguarda gli individui, il diritto internazionale chiarisce che solo un individuo che non sia cittadino di un paese coinvolto in un conflitto armato può essere classificato come mercenario. In altre parole, né i cittadini ucraini né quelli russi che partecipano al conflitto armato tra Russia e Ucraina possono essere classificati come mercenari. La parte per cui stanno combattendo è irrilevante. Questo rende mercenari solo persone che sono cittadini di un paese terzo, sia che combattano per la Russia o per l’Ucraina. Per contrastare l’operato di Wagner, con una delibera del 26 gennaio scorso, gli Stati Uniti hanno inserito il gruppo nella lista delle organizzazioni criminali transnazionali. Il Parlamento canadese, invece, ha votato unanimemente una delibera per chiedere al governo che il gruppo Wagner venga inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche. Mentre l’Unione Europea già nel 2021 aveva adottato una serie di misure restrittive contro il gruppo e 8 individui ad esso collegabili.
[di Enrico Phelipon]




Grazie E.P.
Articolo interessante che ci aiuta a ricordare (senza retorica) che il diritto e la ragione sia difficilmente rintracciabile da un lato o dall’altro del fronte. Ci aiuta a ricordare che cosa sia la guerra: è la morte della ragione, del dialogo, della civiltà. La fine dell’UMANITA’.