giovedì 2 Febbraio 2023

Lotta al contante e controllo sociale nell’era del dominio digitale

La decisione del governo di centro-destra di innalzare il cosiddetto tetto al contante da 2000 a 5000 euro e di rimuovere l’obbligo di accettare pagamenti col Pos sotto i 60 euro si è infranta contro il fuoco di sbarramento della Commissione Europea, mettendo ben in evidenza quella che è una tendenza sempre più consolidata alla demonizzazione della cartamoneta, ossia del denaro contante, dietro l'argomentazione della lotta all'evasione fiscale. Una caccia spietata al bar che non batte lo scontrino della colazione da tenersi nello stesso Paese dove la più grande famiglia industriale - quella de...

Questo è un articolo di approfondimento riservato ai nostri abbonati.
Scegli l'abbonamento che preferisci e prosegui con la lettura dell'articolo.

Se sei già abbonato effettua l'accesso compilando i campi qui sotto o utilizza il pulsante "accedi" posizionato in alto a destra, nella parte superiore del sito. 

ABBONATI / SOSTIENI

Benefici di ogni abbonato

  • THE SELECTION: newsletter giornaliera con rassegna stampa dal mondo
  • Accesso a rubrica FOCUS: i nostri migliori articoli di approfondimento
  • Possibilità esclusiva di commentare gli articoli
  • Accesso al FORUM: bacheca di discussione per segnalare notizie, interagire con la redazione e gli altri abbonati

L'Indipendente non riceve alcun contributo pubblico né ospita alcuna pubblicità, quindi si sostiene esclusivamente grazie agli abbonati e alle donazioni dei lettori. Non abbiamo né vogliamo avere alcun legame con grandi aziende, multinazionali e partiti politici. E sarà sempre così perché questa è l’unica possibilità, secondo noi, per fare giornalismo libero e imparziale. Un’informazione – finalmente – senza padroni.

Articoli correlati

15 Commenti

  1. Non sono d’accordo, il blocco dei conti da parte del governo è plausibile in altre nazioni non da noi, oltre al fatto che il contante NON è vietato, ha solo dei limiti. Inoltre e tutte le maggiori autorità in fatto di lotta alle mafie e alla corruzione hanno constatato che questo è un punto cruciale da mantenere, così va fatto

  2. Sono considerazioni interessanti ma non vedo alternative all’indispensabilità del Conto Corrente e al crescente uso dei pagamenti digitali. Sono d’accordo come sopra suggerito a mantenere l’accortezza contadina quindi ad avere anche contante “sotto il materasso” e, a mio giudizio, rapporti con più banche … fidarsi è bene ma non fidarsi troppo è meglio.

  3. Il Ministro delle Finanze della Baviera, in un’ intervista radiofonica di qualche settimana fa sull’ introduzione del limite al contante (10mila €) in Germania ha affermato che la moneta contante garantisce la libertà dell’ individuo e che imporre un limite è un precedente da evitare poiché rappresenta l’inizio di un controllo costante e progressivo…

  4. Leggendo l’articolo però non capisco una cosa: dopo che mi sono fatto dare lo stipendio tutto in contanti dal mio datore di lavoro, dato per assodato che non posso depositare i soldi sul conto corrente perché c’è il rischio che lo blocchino a loro piacimento, dove li metto sti benedetti contanti? nella cassaforte di casa? e se riuscissi mese dopo mese a risparmiare un po’ dove li metto i risparmi? li sposto dalla cassaforte al materasso? Chiedo perché l’idea che blocchino i conti correnti non è per niente simpatica però leggendo l’articolo non ho capito quale è l’alternativa al fatto di possedere un conto corrente?

    • Credo che un pezzo di risposta sia nell’osservare che:
      – ad oggi i conti possono essere bloccati (per motivi tecnici – cattivo cliente per la tua banca) o per motivi di polizia giudiziaria (sequestro)
      La differenza fra ieri ed oggi ed il domani sarà la capacità di:
      – centralizzare questa decisione
      – rendere immediata la sua applicazione su qualsiasi banca o equivalente
      – ma soprattuto – avere un collegamento veloce fra persona e conto digitale – il digitale permetterà di trattare velocemente enormi moli di dati (già lo Fa in molti altri contesti). Quindi l’esplosione del problema potrebbe tecnicamente avvenire quando associata ad una identità digitale unica lo stato, o chi per esso, avrà a disposizione tutte (in linea di principio) le informazioni che riguardano la persona (compreso dice come e quando spende i soldi).

      Poi è comprensibile una strategia a piccoli passi dove, nel caso di specie – prima disincentivo l’uso del denaro fisico per poi eliminarlo

    • Nei conti correnti (che esistono ormai da parecchio), non si trova il nocciolo del pericolo, se sono per così dire “al servizio del contante”: sono invece le misure sempre più volte a renderli il centro stesso e unico del sistema di scambi economici che dovremko combattere.

  5. Visto che ormai la realtà ha superato la fantascienza e film come Matrix sembrano ormai superati mi chiedo due cose: la prima se come nei film di fantasciena esiste una resistenza che a furia di lottare faccia saltare tutto e la seconda è come sia possibile che la stragrande maggioranza della gente non si renda conto di nulla? Ho notato poi una cosa alquanto scioccante che spesso sono le persone con un grado di istruzione molto elevato ad essere le più condizionate. Senza nulla togliere ai titoli di studio che sono importantissimi, ma questa cosa purtroppo la noto sempre di più; mi chiedo se non sia la scuola le università ecc. a condizionare le persone.

    • Concordo, purtroppo, sul fatto che moltissime persone di mia conoscenza con titoli di studio elevati siano coloro che più facilmente sono condizionabili e abbagliati dalla visione tecnico-meccanicistica del sistema contemporaneo. In parole povere stanno perdendo o hanno già perso il c.d. ” buon senso” e quel minimo di “furbizia” popolar-contadina che per secoli ha protetto i ceti disagiati, di cui inconsciamente ne andranno a fare parte. E lo scrivo da “vecchio” laureato con un paio di master…(viva la resistenza e abbasso la resilienza).

      • Scolarizzazione e intelligenza non sono una la conseguenza dell’altra ,per rimanere sull’esempio del contadino “furbo”vale la pena di ricordare l’adagio che parlava di scarpe grosse e cervello fino …..e quest’ultimo non viene dato da nessun titolo di studio per quanto prestigioso ….lo studio è senza dubbio uno strumento importantissimo ma bisogna saperlo e/o volerlo adoperare altrimenti rimane solo un attrezzo e basta

    • Secondo me non c’entra nulla il grado d’istruzione, io sono laureato ma comunque delle domande me le pongo sempre su questo sistema.
      L’unica resistenza possibile, secondo me, è continuare ad usare il contante il più possibile nei piccoli negozi “sotto casa”, e acquistare sempre meno dalle multinazionali.

Iscriviti a The Week
la nostra newsletter settimanale gratuita

Guarda una versione di "The Week" prima di iscriverti e valuta se può interessarti ricevere settimanalmente la nostra newsletter

Ultimi

Articoli nella stessa categoria

Grazie per aver già letto

10 dei nostri articoli questo mese.

Chiudendo questo pop up potrai continuare la lettura.
Sappi però che abbiamo bisogno di te,
per continuare a fare un giornalismo libero e imparziale.

Clicca qui e  scopri i nostri piani di abbonamento e supporta
Un’informazione – finalmente – senza padroni.

ABBONATI / SOSTIENI