sabato 10 Dicembre 2022

La Toscana isola di nuovo i sanitari non vaccinati, senza alcuna ragione scientifica

Nonostante non esista alcun fondamento scientifico a sostegno della decisione, la Regione Toscana ha scelto di continuare a discriminare gli operatori sanitari non vaccinati contro il Covid-19, ora reintegrati per effetto delle scelte del Governo nazionale, tenendoli preventivamente lontani dai pazienti fragili. Ad affermarlo, una circolare inviata dalla direzione dell’assessorato alla sanità ai direttori generali delle aziende ed enti del servizio sanitario regionale, dopo il confronto dell’8 ottobre tra i servizi di prevenzione e protezione aziendali, i rappresentanti dei medici competenti e le direzioni sanitarie.

In particolare, la circolare sottolinea di evitare che i sanitari riammessi al lavoro siano collocati in reparti in cui vi siano pazienti prevalentemente affetti da patologie che riducano in maniera significativa le difese immunitarie (trapiantati di organo solido o di midollo, malattie oncoematologiche o malattie in trattamento immunosoppressivo).

Va ricordato, tuttavia, che di fatto non esiste alcun fondamento scientifico a sostegno della decisione presa dalla Regione Toscana. È stata la stessa Pfizer Inc., infatti, ad ammettere che non è mai stata studiata l’efficacia del vaccino nel bloccare i contagi. Inoltre, i dati scientifici pubblicati sino ad ora, non giustificano l’allontanamento dei sanitari non vaccinati dai pazienti fragili. Nessuna prova porta a pensare che una misura di questo tipo sia efficace a livello sanitario. Tutt’al più il funzionamento di tale decisione può risiedere nella volontà di suddividere i sanitari in due tipologie: la classe A, riservata ai vaccinati, e la classe B, quella di coloro che non si sono vaccinati; proseguendo così, quel logoramento psicologico – di isolamento e discriminazione – che ha caratterizzato le vite di questi ultimi durante gli anni appena trascorsi.

Basti pensare che nell’ultimo aggiornamento (2 novembre 2022) del bollettino di sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità, la tabella 5 a pagina 26 – riguardante il tasso di incidenza di diagnosi di infezione, di ospedalizzazione, di ricovero in terapia intensiva e di decesso da SARS-CoV-2 per 100.000 persone suddivise per stato vaccinale e fascia di età – riporta come nel periodo tra il 30 settembre e il 30 ottobre 2022, il tasso di diagnosi tra i non vaccinati è di 1911,9 persone ogni 100.000 abitanti, mentre tra i vaccinati con ciclo completo più dose booster è di 2.030,6. Inoltre, nella parte successiva della stessa tabella, viene riportato che il rischio relativo di contagio dei non vaccinati rispetto ai vaccinati con ciclo completo più dose booster è di 0.9, per cui negativo. In poche parole, per ogni contagiato completamente vaccinato ce ne sono stati 0.9 non vaccinati (meno di 1).

Dagli ultimi dati, quindi, non c’è nessuna evidenza scientifica che possa andare a giustificare la decisione della Regione Toscana. Anzi, l’anomalia starebbe proprio tra i vaccinati a ciclo completo più dose booster che, negli ultimi mesi, hanno registrato più positivi rispetto ai non vaccinati.

[di Iris Paganessi]

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