martedì 18 Giugno 2024

Covid, Fauci ammette: le regole su distanziamento e mascherine ce le siamo inventate

Le misure adottate per il contenimento della pandemia da Covid-19, quali distanziamento sociale e mascherine, non erano supportate da alcun criterio scientifico. L’ammissione è stata fatta niente di meno che dall’immunologo Anthony Fauci, il quale, lunedì 3 giugno, ha testimoniato davanti alla sottocommissione sulla pandemia da coronavirus della Camera statunitense (a guida repubblicana), che indaga sulle origini del Covid e sulla risposta del governo in merito. L’udienza, nel corso della quale è emersa ancora una volta la divisione tra i due partiti sul tema, ha segnato la prima apparizione pubblica di Fauci a Capitol Hill da quando ha lasciato l’amministrazione del governo Biden, nel 2022. Nel corso dell’audizione, Fauci è stato anche interrogato circa le origini del virus e sui propri rapporti con la ONG EcoHealth Alliance.

Misure quali distanziamento sociale e mascherine sono state dunque adottate senza che vi fossero evidenze scientifiche a sostegno della loro utilità, come ammesso da Fauci in aula. Dichiarazioni che acquisiscono ancora più peso alla luce di quanto evidenziato da uno studio dell National Institute of Health (NIH), risalente al maggio 2022, che rilevava l’impatto «molto negativo» dell’utilizzo di mascherine sull’alfabetizzazione e sull’apprendimento dei giovani e come il distanziamento sociale avesse causato «depressione, ansia generalizzata, stress acuto e pensieri intrusivi». Già nel gennaio scorso, durante un interrogatorio a porte chiuse durato 14 ore, Fauci aveva detto ai legislatori repubblicani che la regola del distanziamento sociale di un metro e mezzo era «apparsa» senza che si ricordasse come. «Non ricordo. In un certo senso è apparso» riportano le trascrizioni della commissione, al momento in cui gli fu chiesto come e quando la regola fosse nata. Fauci aveva anche ammesso di «non essere a conoscenza di studi» che supportassero il distanziamento sociale, sottolineando che tali studi «sarebbero molto difficili» da compiere con efficacia. Eppure, sia il distanziamento sociale che le mascherine sono state vendute al pubblico come qualcosa di assolutamente efficacie e confermato da prove scientifiche.

Anthony Fauci, oltre ad essere stato direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAD, l’Istituto Nazionale per le Allergie e le Malattie Infettive) ininterrottamente dal 1984 al 2022, ha ricoperto il ruolo di consigliere medico del Presidente Joe Biden dal gennaio 2021 fino al dicembre 2022. Durante la pandemia, Fauci è stato dipinto come una sorta di eroe da parte dei democratici, che ora sono venuti in suo aiuto denunciando quello che hanno definito uno sforzo politicamente motivato per denigrarlo. I repubblicani, dal canto loro, lo hanno messo pesantemente sotto accusa per la gestione emergenziale del Covid-19, sebbene sia stato lo stesso Trump, nel gennaio 2020, a nominarlo membro della task-force creata per analizzare e contrastare il diffondersi dell’infezione sul suolo americano. Durante l’audizione pubblica, Fauci ha negato di aver cercato di coprire la teoria secondo cui il Covid-19 abbia avuto origine da una fuga di laboratorio in Cina, dicendo ai legislatori di non aver mai influenzato la ricerca sulle origini del virus, sebbene in passato abbia più volte sostenuto la teoria della trasmissione naturale del virus, che sarebbe quindi passato da un animale all’uomo (per la quale non esiste alcuna prova a sostegno). Allo stesso tempo, lo scienziato statunitense ha detto: «Sono stato anche molto, molto chiaro, e l’ho detto più volte, che non penso che il concetto di un laboratorio sia intrinsecamente una teoria del complotto».

Alcuni passaggi dell’interrogatorio a Fauci hanno poi riguardato le sovvenzioni ad EcoHealth Alliance. Sebbene Fauci abbia sempre giurato che i soldi americani non abbiano finanziato la ricerca del guadagno di funzione in quel di Wuhan, sappiamo che dal 2014 al 2020, EcoHealth Alliance (organizzazione con sede negli Stati Uniti che ha collaborato per anni con l’Istituto di virologia di Wuhan) ha ricevuto sovvenzioni da milioni di dollari dal NIH (National Institutes of Health, agenzia governativa) per esaminare possibili coronavirus provenienti dai pipistrelli e lavori di gain of function. La cancellazione del finanziamento, avvenuta sotto la pressione dell’allora presidente Donald Trump, fu attaccata con una lettera scritta da 77 premi Nobel statunitensi e 31 società scientifiche, con la quale si chiedeva alla leadership del NIH di rivedere la decisione. Nell’estate del 2020, il NIH decise quindi che EcoHealth Alliance avrebbe potuto ripristinare la sua sovvenzione se l’organizzazione avesse soddisfatto una serie di prerequisiti, tra cui la garanzia dell’accesso all’Istituto di virologia di Wuhan per gli investigatori statunitensi e un campione di virus da Wuhan. Nell’agosto del 2020, il NIH assegnò ulteriori 7,5 milioni di dollari a EcoHealth Alliance, presieduta da Peter Daszak. Quest’ultimo, zoologo britannico, consulente ed esperto pubblico di ecologia delle malattie, in particolare di zoonosi, divenne membro del team dell’Organizzazione Mondiale della Sanità inviato per indagare sulle origini della pandemia di COVID-19 in Cina, nonostante l’enorme conflitto d’interesse che poi, alla fine, lo stesso Daszak, sotto continue pressioni, dovette ammettere.

Alina Chan, biologa molecolare del Broad Institute del MIT e di Harvard che ha chiesto di sondare più da vicino le origini di laboratorio del COVID, ha accolto con favore un esame più approfondito: «EcoHealth Alliance non dovrebbe ricevere ulteriori finanziamenti federali fino a quando non consegnerà tutti gli scambi con l’Istituto di virologia di Wuhan e non dimostrerà di essere in grado di monitorare in modo responsabile gli esperimenti di ricerca pagati con i dollari dei contribuenti». Jamie Metzl, senior fellow presso l’Atlantic Council, esperto di biotecnologie, ha studiato le possibili origini di laboratorio del virus, ed è d’accordo con Chan: «Sia Peter Daszak che EcoHealth non sono stati all’altezza degli standard dei beneficiari del governo degli Stati Uniti». Il comitato, istituito anche per scoprire le origini del virus, ha scoperto inoltre alcune e-mail che mostrano come alti funzionari del NIH abbiano tentato di nascondere documenti di fronte alle richieste del Freedom of Information Act. Le e-mail private suggeriscono che alcuni funzionari, tra i quali un consigliere e un assistente di lunga data di Fauci, abbiano cancellato la corrispondenza e utilizzato e-mail private per aggirare le leggi sui registri pubblici, anche in merito ai fondi elargiti ad EcoHealth Alliance. In particolare, la commissione parlamentare ha indagato il lavoro del consigliere David Morens, il quale si è definito amico di Peter Daszak. Fauci ha minimizzato la sua collaborazione e il suo lavoro con il consigliere Morens. L’ex direttore del NIAID ha negato di aver mai usato un indirizzo e-mail privato per discutere di affari governativi, cosa che infrangerebbe le norme di sicurezza e permetterebbe inoltre di aggirare la possibilità di accesso pubblico secondo le regole del Freedom of Information Act.

[di Michele Manfrin]

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8 Commenti

  1. Il vero problema è che ai cervelli lobotomizzati di gran parte del popolo itlaliota, nemmeno queste ammissioni servono per capire in quale modo siano stati presi in giro e usati! Spero solo che la storia ponga rimedio a quello che questi criminali hanno fatto dal 2020 in poi, e spero che all’inferno istituiscano un girone apposito per questa feccia!

  2. Alla luce dei fatti, il mio pensiero è che la gente è morta di paura. Tra dati truccati anche sulle morti da covid, le dichiarazioni di questi farabutti e il giro di soldi con i vaccini, è stato un grande esperimento sociale, ben riuscito. Attori principali in questa farsa: i “giornalisti”. Morale: Assange in carcere a vita, questi assassini a piede libero. Viva la giustizia e la Fanta-democrazia

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