sabato 1 Ottobre 2022

Il caso di Frigolandia, quando la cultura fa paura

Frigolandia, realtà unica nel suo genere immersa nel comune di Giano dell’Umbria, potrebbe non esistere più. La battaglia contro Frigolandia da parte della Giunta Comunale ha avuto inizio nel 2020, quando è stata emanata un’ordinanza di sgombero. In due anni in molti si sono mobilitati per salvare un luogo che pullula di cultura e di storia, in quanto Frigolandia ospita un vero patrimonio, è culla di riviste quali Frigidaire e Il Nuovo Male ma anche museo dedicato al fumetto e all’illustrazione (Museo dell’Arte Maivista, MAM). A Frigolandia sono stati ospitati e hanno avuto il piacere di creare grandi nomi del mondo dell’arte, della letteratura e del giornalismo.

Il fondatore Vincenzo Sparagna è conosciuto e apprezzato in Italia e all’estero ed è determinato a non fare distruggere un sogno di un mondo che abbracci la natura e da lì dia la libertà ai più di creare; un sogno diventato realtà. Nella Repubblica di Frigolandia ci si immerge in una dimensione altra, fatta di natura, cultura e arte. Concepita fin dal 1985 e poi ufficialmente fondata nel 2005, la micro-nazione, come si legge sul sito ufficiale, non è solo un centro volto a promuovere una cultura libera e a dare possibilità ai più di esprimersi, ma nasce con un profondo rispetto e ascolto del territorio, fattore essenziale e di cui c’è sempre più bisogno, specialmente oggigiorno:

“Un territorio dell’arte nella sua dimensione sconfinata e multimediale, ma anche una terra, un territorio in senso proprio…) è il progetto-sogno-realtà di una repubblica della fantasia, dell’arte e della creatività […]. Vogliamo raccogliere e lasciar crescere liberamente quelle energie creative in grado di generare non solo oggetti e progetti, ma idee di cambiamento, movimenti, speranze […]. Frigolandia vuole sviluppare una ricerca di base nel campo dell’estetica e della creatività in genere, ma radicata in un’attività pratica, concreta, senza distinzioni tra attori e pubblico, artisti e amanti dell’arte, animali e clown. […] Una terra ordinata e curata, dove gli alberi siano rispettati come le persone, gli animali e le eterne montagne che ci ospitano”.

Eppure, la Giunta del Consiglio Comunale di Giano dell’Umbria sta avendo la meglio. Ora che anche il TAR si è espresso, ma contro il mantenimento di un centro tanto importante culturalmente, la speranza di Frigolandia rimane la risposta da parte del Consiglio di Stato, dopo che è stato presentato un dettagliato appello. A difesa di Frigolandia si sono mosse più persone e finora sono state anche raccolte 21 mila firme su change.org.

La speranza di tutti coloro mobilitatosi per salvare Frigolandia è che la “Città dell’arte futura circondata e nascosta dai verdi boschi dei monti Martani, ma pulsante e viva come una vera capitale cosmopolita” possa continuare a esistere e sorprendere chiunque la visiti.

[di Francesca Naima]

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3 Commenti

    • Salve Flavia,

      la ringrazio per il commento. La questione è purtroppo assai spinosa. Cercherò di essere quanto più precisa possibile sperando di rispondere alla sua domanda.

      Esiste una convenzione tra il Comune di Giano dell’Umbria e Frigolandia S.r.l. . A Frigolandia è stato affidato un complesso turistico comunale, la concessione prevede svariati punti dalla modalità di rinnovo, alle spese, alla realizzazione di un progetto che potesse essere come dichiarato (di promozione culturale, rispettoso per l’ambiente….tutti valori portati avanti dal primo momento). Pochi anni dopo il Comune ha cambiato opinione su Frigolandia, che intanto diveniva un centro sempre più importante. In parole povere l’ordinanza di sgombero si regge sul fatto che nel 2015 – a dire del Comune – la Convenzione sarebbe scaduta e dunque Frigolandia rappresenterebbe ora una realtà che sorge in un luogo comunale senza alcuna legittimità.

      Per ogni altro chiarimento rimango a sua disposizione.

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