domenica 14 Agosto 2022

Covid: l’OMS detta la strategia autunnale ai Paesi Europei

L’Oms Europa ha messo a punto un nuovo documento per accompagnare le scelte dei singoli stati membri in vista dell’autunno, prendendo in considerazione una possibile nuova ondata Covid. Il piano è volto a “predisporre piani e misure di contenimento a tutti i livelli per ottimizzare l’uso di risorse sanitarie pubbliche e garantire che tutti i servizi sanitari siano comunque mantenuti attivi anche durante gli eventuali picchi pandemici”. Sono cinque le mosse che l’Organizzazione Mondiale della Sanità chiede di mettere in campo agli Stati europei per “stabilizzare la pandemia e proteggere la popolazione”: aumento della diffusione del vaccino nella popolazione generale; somministrare le dosi di vaccino aggiuntive a gruppi prioritari; promuovere l’uso della mascherina all’interno e sui mezzi pubblici; ventilare spazi pubblici e affollati (quali scuole, bar e ristoranti, open space uffici e trasporti pubblici); applicare rigorosi protocolli terapeutici a soggetti a rischio di malattia grave.

Nel dettaglio, prevedendo per l’autunno e l’inverno “un’ulteriore impennata dei casi di infezione da sindrome respiratoria acuta da coronavirus”, il documento emesso dall’OMS Europa, suggerisce di rilanciare da subito “gli sforzi di mitigazione e risposta per essere pronti a rispondere a un un maggiore onere per il sistema sanitario e garantire il mantenimento di servizi sanitari e non sanitari critici”. Una strategia che l’OMS consiglia di basare ancora in larga parte sulla campagna vaccinale. “Per sostenere l’immunità della popolazione – si legge nel documento, dove non si fa menzione però del fatto che i vaccini attualmente disponibili hanno dimostrato di essere largamente inadeguati a “sostenere l’immunità” – i programmi di vaccinazione COVID-19 dovrebbero continuare a dare priorità a un’alta copertura con la serie di vaccinazioni primarie tra tutte le persone idonee. I Paesi dovrebbero somministrare una seconda dose di richiamo alle persone immunocompromesse di età pari o superiore a 5 anni e ai loro contatti stretti. E considerare una nuova dose di richiamo per gli anziani, operatori sanitari e donne in gravidanza, almeno tre mesi dopo l’ultima dose”.

L’OMS raccomanda anche di “prendere in considerazione anche la vaccinazione simultanea Covid e influenza integrando la vaccinazione nei programmi dell’assistenza sanitaria di base”. Il tutto senza raccomandare agli stati di prendere prima in considerazione i dati sull’efficacia dei vaccini adattati alle varianti, che secondo i proclami dovrebbero essere resi disponibili da Pfizer e Moderna prima dell’autunno, ma sui quali ancora non si sa praticamente nulla. Dopotutto, la stessa OMS, già nel giugno scorso aveva raccomandato di procedere con le dosi booster con i nuovi vaccini anche senza attendere i dati, in quanto potrebbero «probabilmente» generare una risposta anticorporale.

Tra le misure che invece non si ritengono più necessarie vi sono “il tracciamento dei contatti, la quarantena e i tamponi per tutte le persone che siano state in contatto con una persona positiva o con un probabile caso di infezione da SARS-CoV-2”. Tra le nuove misure da approntare vi sono invece quelle relative al cosiddetto long Covid, ovvero le conseguenze debilitative a lungo termine che taluni subiscono dopo aver contratto il coronavirus, per le quali si consiglia di “accelerare la ricerca e riconoscere la necessità di fornire assistenza riabilitativa e mentale a lungo termine per sostenere il recupero e il benessere delle persone che vivono con questa patologia”. Quelle proposte dall’OMS Europa sono consigli non vincolanti, che poi gli Stati potranno recepire o meno nelle loro politiche sanitarie.

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