domenica 2 Ottobre 2022

La Tasmania ora assorbe più CO2 di quanta ne emette: è tra i primi al mondo a riuscirci

La Tasmania è uno dei primi stati nel mondo ad essere riuscito ad invertire la bilancia delle emissioni: ovvero a ricominciare ad assorbire più anidride carbonica tramite i propri alberi di quanta ne emette attraverso le attività umane e industriali. Un risultato che è stato cercato e perseguito con determinazione. Dal 2011 lo stato insulare australiano ha infatti iniziato a cambiare marcia fino ad arrivare al risultato odierno, certificato dall’Australian National University (ANU) e della Griffith University, e raggiunto principalmente tramite due progetti: lo stop rigoroso al disboscamento e l’autosufficienza energetica basata su fonti pulite. Secondo quanto emerso dallo studio la Tasmania ora assorbe circa 22 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno in più di quelle che emette in atmosfera, una mitigazione che rappresenta uno dei primi grandi cambi di rotta del genere nel Pianeta.

Un obiettivo raggiunto grazie a una gestione forestale intenta a ridurre la quantità di disboscamento, rendendo appunto possibile limitare le emissioni di CO2. Nel continuare a crescere infatti, le foreste rimuovono il carbonio dell’atmosfera. E non caso quando la diminuzione di anidride carbonica ha avuto inizio nel 2011, nello stesso anno era anche cambiata radicalmente la gestione delle foreste della Tasmania, con un significativo calo del disboscamento. La Tasmania è dunque carbon neutral in gran parte grazie alla gestione responsabile delle foreste dove l’equilibrio raggiunto tra piantagioni e silvicoltura autoctona, con ogni albero raccolto che viene sempre ripiantato o rigenerato per il futuro. Quindi le foreste che coprono più della metà dei 6,81 milioni di ettari dello Stato, agiscono come un gigantesco “pozzo” di carbonio che aspira l’anidride carbonica (CO2) dall’atmosfera.

Con risultati tanto buoni, il Governo della Tasmania vuole continuare a investire su progetti eolici e idroelettrici, come fa in maniera sempre più significativa dal 2015. L’obiettivo dello stato insulare dell’Australia è ora quello di raggiungere il 200% di elettricità rinnovabile entro il 2040. Mentre dunque i piani europei per il clima attendono il 2030 nella speranza di realizzarsi, ci sono esempi di luoghi nel mondo in cui affidandosi alle rinnovabili e rispettando cicli naturali, è possibile vedere enormi miglioramenti, e anche in “poco” tempo. Il piccolo Stato insulare dell’Australia è infatti completamente autosufficiente grazie a turbine eoliche e impianti idroelettrici, fin dallo scorso anno. Addirittura un anno prima la data prestabilita per raggiungere tale obiettivo.

[di Francesca Naima]

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