mercoledì 18 Maggio 2022

I giovani e la lettura: l’importanza sottovalutata delle biblioteche

Uno degli ultimi rapporti Istat, relativo al 2019, ci dice che in quell’anno in Italia sono stati pubblicati in media 237 libri al giorno, cioè quasi 1,3 libri ogni mille abitanti. Un dato sicuramente rilevante e che dimostra la continua attività (a prescindere dalle quantità) del mercato editoriale nazionale. Ma, riguardando un attimo i numeri, una domanda sorge spontanea: c’è qualcuno che ancora li legge?

Per dare una risposta concreta, partiamo dalle fasce d’età più giovani. Secondo i dati Istat, elaborati da Openpolis, nel 2020 la percentuale di bambini tra gli 11 e i 14 anni d’età ...

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6 Commenti

  1. Una bella riflessione, grazie. Aggiungerei che in Italia non è minimamente valorizzata la figura professionale del bibliotecario, a detrimento delle strutture soprattutto negli enti locali minori, dove spesso ci si affida ad associazioni di volontariato o a cooperative di personale sottopagato. Anche questa è una questione su cui riflettere. Nei paesi anglosassoni un bibliotecario ha un ruolo di pari prestigio ad un medico. Qui ad andarti bene fai il precariato in una cooperativa oppure cambi professione. Non aggiungo nulla sul vuoto lasciato da questi due anni di leggi folli in cui si è persino precluso l’accesso alle biblioteche e ai luoghi della cultura (ma non ai centri commerciali)..

  2. Bellissimo articolo. Tuttavia aggiungerei che dal 2020 in poi è praticamente impossibile fruire dei luoghi di cultura come musei e biblioteche: prima le chiusure e infine l’accesso subordinato ad un pass… Io abito di fronte a una biblioteca e da mesi non posso accedere. Fortunatamente ho una fornitissima biblioteca in casa quindi in famiglia nessuno ne ha risentito, ma penso a chi non ha la possibilità di tenere così tanti libri in casa e viene estromesso dalle biblioteche… Evidentemente ci vogliono ignoranti e manipolabili…

    • Sono nella tua stessa condizione, inoltre mi é stata revocata la carta del docente con cui gli insegnanti possono acquistare libri, a riprova di quanto il sistema abbia paura che la gente legga e sia acculturata.
      La solidarietà di alcune persone che hanno condiviso con me i testi delle loro biblioteche domestiche, mi ha permesso di continuare a fruire della conoscenza che questo stato ( minuscolo) vuole negare, in primis ai giovani. Forse bisognerebbe creare dei circoli privati in cui riprodurre il sistema di interpretariato. Fahrenheit 451 insegna.

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