venerdì 20 Maggio 2022

Il commissario Figliuolo si oppone alla pubblicazione del contratto tra Italia e Pfizer

Il Generale Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza Covid, si è opposto alla pubblicazione del contratto stipulato tra Italia e l’azienda farmaceutica Pfizer per la distribuzione di 600 mila trattamenti dell’antivirale Paxlovid per il 2022, stipulato il 27 gennaio. Il diniego segue una richiesta inoltrata dalla testata Altreconomia di fornire accesso civico alla documentazione. Si rende così evidente una nuova ingiustificata mancanza di trasparenza nei confronti dei cittadini, nonostante la produzione dei farmaci sia possibile grazie ad ingenti finanziamenti pubblici.

A suggellare la chiusura della stagione dell’emergenza Covid vi è una nuova mancanza di trasparenza da parte delle istituzioni e delle aziende farmaceutiche. Dopo la reticenza mostrata dalle Big Pharma nello svelare i contratti con gli Stati europei per i vaccini, le stesse difficoltà tornano a presentarsi per quanto riguarda i farmaci antivirali destinati al trattamento del Covid. In una lettera firmata l’8 marzo, infatti, il commissario per l’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo si è opposto alla divulgazione del contratto siglato il 27 gennaio dall’Italia con l’azienda farmaceutica Pfizer per la distribuzione nel 2022 di 600 mila trattamenti di Paxlovid.

“Non si provvederà a fornire copia del contratto per la fornitura del farmaco antivirale Paxlovid finalizzato dalla Struttura Commissariale, d’intesa con il Ministero della Salute, con la casa farmaceutica Pfizer” scrive Figliuolo nel documento fatto pervenire ad Altreconomia. Il commissario riporta anche uno stralcio dell’opposizione pervenuta da Pfizer, che adduce come scusante il fatto che il farmaco in questione sia “oggetto di tutela brevettuale” e contenga “numerose clausole che costituiscono segreti commerciali”, motivo per cui “il contratto è definito nella sua interezza confidenziale ed è soggetto a una specifica clausola di riservatezza che vincola le Parti a non divulgare a terzi il contenuto dell’accordo raggiunto”.

Si configura, così, l’ennesimo caso di mancanza di volontà di trasparenza da parte delle istituzioni e della casa farmaceutica, che non può non sollevare dubbi circa la legittimità del contenuto dei contratti.

[di Valeria Casolaro]

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8 Commenti

  1. Dovremmo prendere tutti coscienza una volta per tutte che costoro che “rappresentano” la classe che dovrebbe agire per il bene della società in realtà operano appositamente contro l’etica civile e senza buona fede alcuna.
    Dobbiamo unirci come popolo, stare vicini, aiutarci anzichè combatterci per liberarcene urgentemente.
    Ogni giorno che trascorriamo in questo stato ci priviamo della nostra dignità e libertà come diritto che abbiamo trasformato in privilegio attraverso il nostro immobilismo popolare ed accettazione di tutto il loro operato.
    È difficile per molti non pensare solo al proprio orticello, ma occorre ora guardare un pochino più in là, per non perdere a breve anche quello che è rimasto.
    Manchiamo di condivisione, consapevolezza e fratellanza, e queste arpie si divertono molto a fare i forti con noi.

  2. Scusate, avrà anche secretato Pfizer e non Figliuolo ma condivido quanto scritto da Piergiorgio Dri, i contratti vengono stipulati tra almeno due parti e come minimo per trasparenza e correttezza commissario straordinario o chi per esso deve espressamente richiedere che non siano tenute nascoste certe informazioni… mi pare il minimo visto le cifre che sicuramente sono state versate e per giunta con almeno parte dei soldi dei contribuenti.

    • Scusatemi, ma ritengo che la situazione sia, allora e se possibile, ancora peggiore: nonostante tutte le imprecisioni e le ambiguità, per imanere in un contesto di buona fede, che hanno caratterizzato l’intera gestione della pandemia, alti responsabili nella gestione della faccenda, continuino a stipulare contratti con clausole che ne limitano la trasparenza. Credo sia inacettabile che un commissario straordinario, dopo tutto quello che è accaduto abbia continuato a firmare, a nome e per conto dello Stato, contratti con clausole così vessatorie.

    • Buongiorno,
      come avrà potuto notare leggendo l’articolo, ho inserito come fonti a quanto scritto sia l’articolo di Duccio Facchini, sia la lettera resa pubblica da Altreconomia riguardo la risposta di Figliuolo. La richiesta di Altreconomia è stata inoltrata direttamente al commissario Figliuolo, per tale motivo non ho ritenuto errato scrivere che sia stato lui a opporsi alla divulgazione. Come specificato nell’articolo, alla sua opposizione si aggiunge quella di Pfizer. Nel caso in questione va aggiunto che ambo le parti (Pfizer e la Struttura Commissariale) hanno concordato nel siglare un contratto che prevede clausole di riservatezza, impegnandosi quindi entrambe alla non diffusione. Per tale motivo sostenere che “Figliuolo si oppone alla pubblicazione” non mi pare errato.

    • Se un commissario straordinario con i poteri che dispone sia assoggettato alla Pfizer è ancora più grave.
      Bisogna anche saper leggere “Non si provvederà a fornire copia del contratto per la fornitura del farmaco antivirale Paxlovid finalizzato dalla Struttura Commissariale, d’intesa con il Ministero della Salute, con la casa farmaceutica Pfizer” scrive Figliuolo nel documento fatto pervenire ad Altreconomia. Il commissario riporta anche uno stralcio dell’opposizione pervenuta da Pfizer, che adduce come scusante il fatto che il farmaco in questione sia “oggetto di tutela brevettuale” e contenga “numerose clausole che costituiscono segreti commerciali”, motivo per cui “il contratto è definito nella sua interezza confidenziale ed è soggetto a una specifica clausola di riservatezza che vincola le Parti a non divulgare a terzi il contenuto dell’accordo raggiunto”. O forse leggi solo i titoli?

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