mercoledì 18 Maggio 2022

Treviso: multato perché senza green pass, commerciante si da fuoco in strada

Si chiama Nadeem Faraz, ha 37 anni, e in questo momento sta lottando tra la vita e la morte all’ospedale di Borgo Trento (Verona), ricoverato con ustioni sull’80% del corpo dopo essersi cosparso di benzina e dato fuoco davanti al proprio negozio di Kebab pochi minuti dopo aver ricevuto la seconda multa da 420 euro in due giorni, perché privo di regolare green pass.

I fatti: sabato 5 febbraio verso le ore 19, secondo quanto riportato dall’avvocato, Nadeem era nel suo esercizio commerciale quando, dopo aver ricevuto la multa, avrebbe perso la pazienza dichiarando a due clienti presenti nel locale che la sua vita ormai era finita. Si è versato sui vestiti la benzina contenuta in una bottiglietta già presente nel locale ed è uscito fuori dal locale, posto in via Roma nella cittadina di Oderzo in provincia di Treviso, dandosi fuoco e cominciando a camminare lungo la via mentre le fiamme lo avvolgevano. Ha percorso quasi 50 metri prima che un negoziante riuscisse a spegnerlo utilizzando un estintore. Ora, secondo quanto dichiarato dal suo avvocato al quotidiano La Tribuna di Treviso, le sue condizioni sono definite disperate, le fiamme gli hanno quasi carbonizzato il viso e il torace.

Nadee Faraz, sempre secondo l’avvocato, aveva ricevuto da pochi giorni la prima dose vaccinale, in ritardo non per sua opposizione ma perché impossibilitato a riceverla in quanto sottoposto a un obbligo di dimora, ricevuto per precedenti problemi con la giustizia, che gli impediva di recarsi all’hub vaccinale. Da tempo chiedeva aiuto e di essere seguito da un supporto psicologico, ma non lo ha mai ricevuto. Così, dopo aver ricevuto la seconda multa ha evidentemente pensato che l’ingiustizia subita fosse troppo grande e ha scelto di compiere l’estremo gesto. Il fatto è avvenuto ad appena 5 giorni di distanza dall’analogo gesto compiuto da un insegnante calabrese, anche se in quel caso le ragioni non sono conosciute.

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12 Commenti

  1. Scusatemi, ma qui c’è qualcosa che non quadra: i titolari di impresa non sono obbligati ad avere un green pass, l’obbligo riguarda solo eventuali dipendenti. Se l’attività commerciale era di proprietà della persona in questione, non capisco su quali presupposti le forze di polizia abbiano potuto multarlo.

    • Sara, ho notato subito anch’io l’incongruenza, quando ho letto ieri la notizia da un’altra fonte.
      Così come l’obbligo di dimora (che non sono gli arresti domiciliari) non credo ti impediscano di recarti da un medico, e quindi nemmeno all’hub vaccinale…
      Il dato sostanziale, prendendo per buone solo due delle affermazioni contenute nell’articolo, è il seguente: un lavoratore (dipendente o imprenditore che cambia nella sostanza?) multato due gg di seguito (complimenti alle forze dell’ordine, niente di meglio da fare? lo avrebbero multato 10-15 volte di seguito??) perché in attesa di SGP pur avendo fatto la prima dose decide di suicidarsi in un modo tanto eclatante (e doloroso, non dimentichiamolo) per la disperazione.
      Vogliamo dire che sicuramente non è uno stinco di santo? E diciamolo.
      Che sicuramente non è psicologicamente stabile ed ha anche altri problemi? Ma certo!! Pare lo ammettesse perfino lui!
      La conclusione è che questo accanimento politico, mediatico, normativo sta cominciando ad uccidere i più DEBOLI e FRAGILI e che c’è in giro qualcuno che pure ci gode per questo!!
      “Sed lex, dura lex” vale solo per la gente comune…

  2. che tristezza soffrire in questo modo per un green pass anticostituzionale e che non rispetta nessuno , impugnato da uno stato di polizia che si fa grande con i deboli . prego per lui ,l’Italia ormai e alla frutta stiamo morendo economicamente e socialmente che tristezza !

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