domenica 25 Settembre 2022

California: una grande foresta di sequoie è stata restituita ai nativi

La Save the Redwoods League ha restituito la tutela di una foresta di sequoie a una coalizione di tribù native. L’area in questione, conosciuta col nome di Andersonia West e situata nella contea di Mendocino in California, è stata acquistata nel luglio del 2020  dall’organizzazione no profit, la quale si dedica alla conservazione delle sequoie, grazie a una serie di donazioni. Solo qualche giorno fa è stato annunciato il trasferimento di proprietà al Concilio Intertribale della Sinkyone Wilderness, una confederazione di dieci tribù i cui antenati hanno abitato pacificamente nelle foreste per secoli, fino alla seconda metà del 1700 quando l’uomo bianco, per conquistare terre e fondare città, ha portato violenza, ucciso animali e sfruttato senza limiti le risorse minerarie e naturali del posto.

Da adesso in poi, gli indigeni saranno i responsabili della salvaguardia della foresta ceduta. Questa, grande 211 ettari, è stata ribattezzata Tc’ih-Léh-Dûñ – nella lingua Sinkyone significa “parco per i pesci” – non solo in segno di emancipazione e resilienza indigena, ma anche per identificare l’area come luogo sacro, intrinseco della storia dei nativi. La foresta è un vero e proprio tesoro di biodiversità pullulante di alberi secolari, laghi, fiumi e alcune specie in via di estinzione, come il gufo maculato, la trota iridea, il salmone Coho, l’urietta marmorizzata (uccello marino) e la rana dalle zampe gialle.

Tc’ih-Léh-Dûñ rappresenta la seconda donazione da parte di Save the Redwoods League al Concilio Intertribale. La prima risale al 2021 e comprende la Four Corners, una foresta di sequoie grande quanto 125 campi da calcio, situata a poche ore a nord di San Francisco. La decisione di cedere ettari di foreste alle nuove generazioni autoctone, si rifà al movimento che sta prendendo piede negli Stati Uniti “Land Back”, il quale evoca la restituzione delle terre ai discendenti delle tribù indigene che, per millenni, le hanno abitate. Questi, infatti, come rivelato da un recente report della FAO, sono i migliori custodi dei questi luoghi, poiché possiedono una solida esperienza nella salvaguardia dell’ecosistema forestale.

[di Eugenia Greco]

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