giovedì 19 Maggio 2022

Il curriculum nascosto delle Big Pharma

Immaginate che un pluricondannato per reati commessi nello svolgimento del suo lavoro continui indisturbato a svolgere tale lavoro e che, addirittura, goda di prestigio, autorevolezza e credibilità proprio nel settore in cui opera e per cui è stato condannato più di una volta e che ha raggiunto svariati patteggiamenti per evitare altre condanne. Accettereste che una tale persona continui ad operare e che abbia in qualche modo a che fare con voi? Vi rivolgereste mai ad una persona di questo tipo per affidargli un lavoro?

La Repubblica, in una chiara manifestazione di bipolarismo, nel recensi...

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9 Commenti

  1. Qualunque malattia può portare alla morte in alcuni casi, qualunque; ma non dipende dalla malattia in sé, quanto dal terreno dell’ospite in cui si insedia. Altrimenti non si spiegherebbe come mai persone diverse, messe a contatto con lo stesso agente patogeno, sviluppino la malattia in modo diverso, alcune non la sviluppano affatto, alcune possono morire. Pensare che la medicina o la “scienza”, parola molto in voga attualmente (che significa tutto e niente), possa portare alla sconfitta della morte, è pure utopia ed è un concetto che di scientifico non ha nulla. Demonizzare un virus per attuare sistemi di controllo della popolazione, obbligare la gente a vaccinarsi in massa, cambiare i comportamenti della popolazione istigando la paura, questo è vero terrorismo.

  2. Sono consapevole, per quanto è possibile, degli enormi interessi in gioco e dello scarso senso etico che ispira l’industria in generale, che sia del farmaco o altro. Ma rifuggo la tentazione di bollare come puro terrorismo il problema del covid e la sua narrazione. Ci lavoro dentro. Sono morte decine di persone davanti a me, mentre mi sentivo impotente e disperato. Sono felice che la maggioranza di chi si è ammalato ne sia uscito più o meno indenne ma non è sempre così, purtroppo. Eppure si incrociano accuse di terrorismo mediatico da una parte e di colpevole inconsapevolezza dall’altra. È uno scontro che non aiuta nessuno e che mi piacerebbe finisse. Il covid uccide, è un fatto. I vaccini, anche se prodotti da delinquenti (nessun altro era in grado di farlo) di fatto proteggono dalle forme gravi di malattia, è incontrovertibile. Detto questo riflettiamo piuttosto sulla necessità di alimentare con fondi pubblici la ricerca, lo studio e la produzione di farmaci importanti, come possono essere i vaccini. Penso che le altre polemiche ci facciano perdere solo tempo e alla fine facciano il gioco di chi continua ad avere le chiavi della nostra salute.

    • Io posso essere d’accordo con lei ,e mi sembra che l’articolo spinga alla non vaccinazione , però vorrei maggiori controlli ,l’articolo apre la mente e ti fa vedere una prospettiva che gli altri giornali non considerano . É come se ad ogni articolo che leggo scopro un pezzetto in più di conoscenza che prima.mi era stato negato .
      Inoltre dovrebbe porsi nella mente di chi non é vaccinato e ne ha fatto una scelta poiché ha letto troppo e stando spesso chiuso si é fatto guidare dalla paura ,in quel caso parliamo di una persona molto razionale che però a suo dire notando una discrepanza di informazioni nei vari Mass media questo l’ha mandato fuori di testa . Chi ancora é così non può prendere una pullman una metro ma solo macchine a noleggio o bici ,ed ha la fortuna di lavorare in lavoro agile da casa , però quello che non mi é piaciuto é stata la gestione politica della questione e l’esclusione sociale di queste persone ,ed anche di coloro che non faranno terza dose ma ne hanno già due alle quali scadrà il green pass. Mi corregga se sbaglio ma il vaccino non previene l’essere contagiosi verso gli altri ,so di storie di persone che lo hanno preso con due dosi per fortuna senza grandi conseguenze .
      Chi le scrive ha completato tutto ed ha avuto il COVID senza grandi conseguenze quando non c’erano vaccini , ma crede che non si può andare avanti a booster tutta la vita ,e pensa che questo green pass sia un ricatto sociale bello e buono ; rimango preoccupato della compressione dei diritti in costituzione.

  3. Ecco il motivo principale per cui ho più paura del siero che della malattia. L’ ho avuta e, infatti, l’ho guarita. Vengo da un esperienza di vita sempre in bilico tra problemi di salute e salute. Una continua ricerca di equilibrio tra rimedi ufficiali e alternativi. Non demonizzo gli uni e non sono una fanatica degli altri. Di certo ho sempre dovuto e voluto usare la mia libera scelta. Nessuna intenzione di arrendermi ora a 72 anni!

  4. Perché fidarsi adesso? Perché il terrore montato sul Covid fa chiudere un occhio e spesso tutti e due.
    Se poi ci aggiungiamo il conformismo delle masse – per cui i giusti sono solo quelli “progressisti” e “sempre dalla parte della scienza”, dimenticandosi che il settore farmaceutico non è una onlus – e il totale allineamento del mainstream a una sola versione dei fatti (in sostanza una echo-chamber)… Le persone non hanno voglia (e spesso non sono nemmeno capaci) di pensare: dategli una soluzione dell’alto, fatela sembrare l’unica giusta e la porteranno avanti come dei crociati.

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