giovedì 19 Maggio 2022

L’inquinamento crescente dei “voli fantasma”

Gli aerei rappresentano uno dei mezzi di trasporto più inquinanti, eppure in Europa i voli fantasma, ovvero quelli che volano vuoti o semivuoti, stanno pericolosamente aumentando. Secondo una stima di Greenpeace verranno effettuati oltre centomila voli fantasma durante l’inverno, con emissioni che supereranno i due milioni di tonnellate di CO₂ equivalente. Non potendo calcolare con precisione la quantità reale delle emissioni di gas serra generate da voli praticamente inutili, Greenpeace è partita da una dichiarazione di Lufthansa, in cui la compagna precisa che sarà costretta a dare il via a circa 18mila voli fantasma. Solo con i dati pervenuti da Lufthansa si arriva a 360 mila tonnellate di CO₂ equivalente (pari alle emissioni annuali di 240 mila auto a diesel e benzina).

I voli fantasma sono in crescita a causa di un calo dei passeggerei, dovuto anche all’emergenza sanitaria. Nonostante i passeggeri in grave diminuzione, gli aerei continuano e continueranno ad effettuare le tratte previste, con ingenti e irragionevoli emissioni di CO₂. Aeroplani che viaggiano completamente vuoti o con dieci, venti passeggeri, quando potrebbero ospitarne duecento. Ma le compagne seguono fedelmente i programmi prestabiliti per le tratte a prescindere dal numero dei passeggeri, anche se equivale a zero, come conseguenza diretta/indiretta di un regolamento dell’Unione Europea che segue la filosofia “use or lose it“. Tradotto e spiegato in parole povere, “usa il tuo slot altrimenti lo affideremo ad altre compagnie aeree e tu lo perderai”. Quando le compagnie aeree non riescono ad effettuare un certo numero di tratte tra quelle programmate, vedono queste assegnate ad altre compagnie, perdendo quindi i propri slot negli aeroporti. La regola europea, del 1993, è contenuta nell’articolo 10, sezione 5 della CE 95/93 e stabilisce una soglia minima: ogni compagnia dovrebbe far decollare almeno l’80 per cento dei voli in programma. All’inizio degli anni ’90 un provvedimento di questo tipo si adattava alle esigenze e alle richieste di un mercato aeronautico molto diverso, dando stabilità alle compagnie e agli aeroporti. Con la crisi aeronautica viene da sé l’esigenza di adattare la direttiva secondo la domanda attuale, ben diversa da quella del 1993. Allora nel 2020, la soglia minima è stata abbassata al 50 per cento.

Una decisione che prende in considerazione le problematiche attuali ma che nella pratica non genera i cambiamenti necessari. Le stime di Greenpeace sono infatti testimonianza dell’inutilità di questi voli, i quali devono ciecamente seguire la regola degli slot, oggi marginale. Un regolamento ancora esistente ma ben poco idoneo al rispetto degli obiettivi europei di riduzione dei gas serra e agli Accordi di Parigi. Già prima della pandemia l’impatto climatico del settore dell’aviazione era preoccupante e ora lo è ancora di più. Eliminare l’ingente inquinamento completamente insensato dei voli fantasma potrebbe essere un importante passo, ma è necessario che la Commissione europea veda la sospensione dell’use it or lose it come un punto di partenza e non di arrivo. Per ridurre davvero l’impatto inquinante del settore aereo, serve investire su soluzioni diverse, già esistenti e limitare il più possibile voli del tutto vuoti e a corto raggio, spesso superflui o facilmente sostituibili, ma tra i più inquinanti.

[di Francesca Naima]

L'Indipendente non riceve alcun contributo pubblico né ospita alcuna pubblicità, quindi si sostiene esclusivamente grazie agli abbonati e alle donazioni dei lettori. Non abbiamo né vogliamo avere alcun legame con grandi aziende, multinazionali e partiti politici. E sarà sempre così perché questa è l’unica possibilità, secondo noi, per fare giornalismo libero e imparziale. Un’informazione – finalmente – senza padroni.

2 Commenti

  1. Il concetto delle norme applicate in ogni ambito della nostra esistenza non rispecchia più da un punto legislativo i cambiamenti epocali che stiamo vivendo e quella degli slot e dei voli senza passeggeri è l’emblema del consumo irreversibile delle risorse non rinnovabili

  2. Ormai sono due anni che la pandemia obbliga le compagnie a fare voli fantasma. Se l’Europa fosse anche solo minimamente interessata al cambiamento climatico ci metterebbe 24h a imporre una sospensione del “use it or lose it”, in accordo col resto del mondo che non è che viva una situazione diversa.

Iscriviti a The Week
la nostra newsletter settimanale gratuita

Guarda una versione di "The Week" prima di iscriverti e valuta se può interessarti ricevere settimanalmente la nostra newsletter

Ultimi

Correlati

Grazie per aver già letto

10 dei nostri articoli questo mese.

Chiudendo questo pop up potrai continuare la lettura.
Sappi però che abbiamo bisogno di te,
per continuare a fare un giornalismo libero e imparziale.

Clicca qui e  scopri i nostri piani di abbonamento e supporta
Un’informazione – finalmente – senza padroni.

ABBONATI / SOSTIENI