sabato 21 Maggio 2022

L’FDA dovrà rendere noti in fretta i dati sul vaccino Pfizer

Un giudice federale ha respinto un’importante richiesta che la FDA aveva avanzato qualche mese fa riguardo ai vaccini. La Food And Drug Administration, infatti, aveva chiesto alla Corte di poter rendere noti i dati presentati da Pfizer per autorizzare il suo vaccino contro il Coronavirus con un ritmo di 500 pagine al mese. Il giudice ha invece ordinato loro di rendere pubbliche 55.000 pagine al mese. Ipotizzando che ci siano più di 300.000 pagine, significa che in circa otto mesi (o poco meno) il mondo avrà a disposizione i veri dati legati al vaccino.

Per la sentenza questa dovrebbe essere una delle massime priorità della FDA affinché tutto si svolga nella massima trasparenza e nel rispetto dell’interesse pubblico.

Per spiegare meglio la vicenda, facciamo un piccolo passo indietro. Come si legge nel documento ufficiale della corte del Distretto Settentrionale del Texas, infatti, la richiesta della FDA era quella di fornire le 329.000 pagine di documenti che Pfizer ha messo a disposizione di quest’ultima con un ritmo di 500 pagine al mese. Avrebbe significato vederne il rilascio intorno al 2076. Gli avvocati del Dipartimento di Giustizia (DOJ) – che rappresentano l’FDA–  avevano giustificato la richiesta sostenendo che fornire 500 pagine al mese sarebbe «coerente con i programmi di elaborazione inseriti dai tribunali di tutto il paese nei casi riguardanti il FOIA (Freedom of Information Act)».

Come avevamo già scritto, la richiesta della FDA ha fatto seguito ad una causa basata sul (FOIA)- la normativa che garantisce a chiunque il diritto di accesso alle informazioni detenute dalle pubbliche amministrazioni – ed intentata a settembre proprio con il fine di far rilasciare all’organo statunitense queste informazioni. A citare in giudizio la FDA è stata Public Health and Medical Professionals for Transparency, un’associazione composta da oltre 30 scienziati e professori di università, i quali ritengono che rilasciare tali dati aiuterebbe a rassicurare le persone che nutrono dubbi sui vaccini dimostrando che essi sono davvero sicuri ed efficaci.

[di Gloria Ferrari]

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