giovedì 9 Dicembre 2021

No Green Pass, ancora perquisizioni in tutta Italia

In queste ore la Polizia di Stato di Torino ha messo in atto 17 decreti di perquisizione nei confronti di attivisti no-vax e no-greenpass in 16 città italiane. Si tratta di soggetti affiliati al canale Telegram Basta Dittatura, chiuso a settembre su decisione della stessa piattaforma Telegram per violazione dei Termini di Servizio. Le ipotesi di reato profilate sono di istigazione a delinquere aggravata dal ricorso a strumenti telematici e istigazione a disobbedire alle leggi. Il gruppo, nato come piattaforma di protesta, si era trasformato in una chat di incitamento all’odio e altri crimini. I provvedimenti seguono quelli messi in atto venerdì 12 novembre scorso nei confronti dei manifestanti no-greenpass di Milano.

Al momento della chiusura il canale Basta Dittatura contava oltre 43 mila iscritti. Nato come punto di riferimento per gli spazi web di protesta, si era presto trasformato in un canale di incitamento all’odio e all’azione violenta contro coloro ritenuti responsabili di “asservimento” e “collaborazionismo” con la “dittatura in atto”. Le Forze dell’Ordine hanno monitorato per diverse settimane il canale, sul quale erano divenuti frequenti i riferimenti a “fucilazioni”, “gambizzazioni” e “impiccagioni”, oltre all’allusione a una nuova “marcia su Roma”. Molti di questi soggetti erano già noti alle Forze dell’Ordine per precedenti reati di aggressione, rapina, estorsione, furto e droga.

Le indagini sono state coordinate dai magistrati del gruppo Terrorismo ed Eversione della Procura di Torino ed hanno visto la collaborazione di Polizia postale e Digos, coordinate dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni e dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.

Stando a quanto riportato dalle maggiori testate giornalistiche mainstream, le accuse riguardano in alcuni casi soggetti che si erano già resi protagonisti di aggressioni violente contro le Forze dell’Ordine o di blocchi autostradali e ferroviari. Si tratta evidentemente di fatti di gravità alquanto diversa, i quali, nel caso venissero considerati come precedenti, non possono costituire aggravanti di egual peso nel corso delle indagini.

[di Valeria Casolaro]

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