martedì 30 Novembre 2021

Lo sciopero generale spontaneo dei lavoratori americani

I media statunitensi non hanno dato molto peso al grande sciopero che sta avendo luogo nel paese. È disorganizzato, praticamente privo di presenza sindacale, e quasi non si potrebbe chiamare uno sciopero generale, ma è la prima volta in decenni che i lavoratori americani si stanno davvero mobilitando, in massa e in lungo e in largo in tutto il paese. Dalle miniere di carbone dell’Alabama al personale degli ospedali californiani al mondo del cinema e della televisione. È la più grande ondata di fermento che gli USA abbiano visto almeno negli ultimi tre anni.

Si è parlato di “carenza di forza lavoro“, ma la realtà è ben più complessa. Secondo il report appena rilasciato dal dipartimento del lavoro, al termine di questo anno e mezzo di pandemia, è cresciuto esponenzialmente il numero di offerte di lavoro (+62%), ma allo stesso tempo si assume poco. Molti poi lasciano il proprio posto (circa 4 milioni di persone al mese, da aprile ad oggi) e diversi hanno optato per il prepensionamento. A motivare questa spinta sono le condizioni lavorative, spesso pessime. Salari bassi, pochi benefit a livello sociale, capi irrispettosi. E la pandemia è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Come ha riportato un recente sondaggio realizzato dal sito di annunci Monster.com su un campione di 649 lavoratori statunitensi, il 95% degli intervistati si dichiara intenzionato a lasciare il proprio posto di lavoro, e la prima ragione è il burnout (in un terzo dei casi). Solo ad agosto, 4,3 milioni di persone (il 2,9% di tutta la forza lavoro) si sono licenziate, il dato più alto dal 2000.

Parliamo quindi di milioni di lavoratori, per lo più impiegati in settori poco retribuiti e non organizzati in sindacati, che si stanno mobilitando in vari stati per ottenere salari più dignitosi e migliori condizioni lavorative. Si stanno licenziando in massa in numerosi settori, dall’educazione al settore sanitario, passando per i lavori manuali. Un vero e proprio sciopero di milioni di persone che spesso lasciando il proprio impiego stanno rimanendo senza nulla.

Persino Hollywood è stata coinvolta – non le star, ma tutti i personaggi che lavorano dietro le quinte, come gli operatori di ripresa, i truccatori e gli assistenti, cui sono stati imposte modalità di lavoro estreme dopo lo stallo della pandemia. Questi lavoratori chiedono non solo una maggiore retribuzione, ma anche di avere delle vere pause pranzo e dei momenti di riposo tra i vari turni. Come loro anche i medici e soprattutto gli infermieri, esasperati dai turni, diventati particolarmente duri durante la pandemia. Ma anche gli insegnanti, i minatori e migliaia di dipendenti Kellog’s, costretti a turni estenuanti e privati dei giorni di malattia.

Uno sciopero non organizzato a livello sindacale, ma sicuramente organico, perché sta interessando moltissimi stati, moltissime categorie di lavoratori. Disorganizzato solamente perché spontaneo, generato naturalmente dalla frustrazione e lo scontento di milioni di persone.

[di Anita Ishaq]

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