martedì 23 Luglio 2024

Come gli USA si stanno auto condannando alla de-dollarizzazione globale

Ormai da un po’ di tempo si parla di de-dollarizzazione dell’economia mondiale, ossia al processo graduale di riduzione dell’utilizzo del dollaro come principale valuta negli scambi finanziari, economici e commerciali, con l’obiettivo di sostituirlo con altre monete. Una dinamica nata soprattutto dall’affermarsi di nuove potenze e di organizzazioni internazionali statali e non statali, come i BRICS o la Shanghai Cooperation Organisation. Parallelamente  a questi fattori di carattere globale e geopolitico, vi sono tuttavia anche dinamiche strettamente connesse con le decisioni prese dal sistema...

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4 Commenti

  1. Le conseguenze della politica statunitense sull’economia dei Paesi vassalli e servili come il nostro, e non solo, diventano sempre più pesanti anche sul piano sociale e politico. L’Europa, paga della “libertà dei servi” (citazione di un illuminante saggio del professor Viroli), rinnegando la sua storia, ha perso gli anticorpi al modello consumistico americano. Mi auguro un allargamento maggiore dei Brics.

  2. La deriva nazionalista e protezionista della politica economica americana scoraggia il capitalismo mondiale. Giustamente l’articolo cita le sanzioni che, sappiamo, non colpiscono chirurgicamente solo gli stati destinatari ma anche tutte le aziende nazionali che si occupano di import-export con stati “canaglia” (per dirla all’americana). Con la guerra in Ucraina, ad esempio, gli USA stanno riuscendo a far cadere le conseguenze economiche negative soprattutto sull’ Europa (il che fa parte di una strategia Usa ben precisa di indebolimento del nostro continente e del suo rapporto economico con la Russia) ma la globalizzazione crea feedback critici anche per la stessa economia Usa.

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