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sabato 16 Ottobre 2021

I movimenti per la giustizia climatica assediano la Pre-COP 26

Mentre a Milano rappresentanti del Governo e delle multinazionali dell’industria fossile sono asserragliati tra le mura del MiCo per discutere per l’ennesima volta di cambiamenti climatici, gli attivisti marciano per la città, per protestare contro le manovre di greenwashing messe in atto alla Pre-COP 26.

Vari gruppi di attivisti della Climate Justice Platform hanno occupato ieri sera con tende da campeggio Piazza Affari, sede della Borsa di Milano, “simbolo nazionale di quel capitalismo finanziario che storicamente contribuisce alla devastazione ambientale”. Il quadro generale della situazione lo hanno molto chiaro in mente, dal momento che in Italia sono UniCredit, Assicurazioni generali e Intesa San Paolo le istituzioni che più scommettono sul mercato del carbone. Nel 2020 UniCredit ha finanziato con 5 miliardi di euro multinazionali dell’industria fossile quali Total ed Eni.

Nella mattinata di ieri, il gruppo di Rise Up 4 Climate Justice aveva tentato di bloccare uno degli accessi al MiCo, la sede della conferenza Pre-COP. La polizia era intervenuta subito contro i manifestanti, che si stavano muovendo in forma pacifica, utilizzando i manganelli per disperdere la folla. Le rivendicazioni del gruppo sono ben espresse nel loro manifesto online: dalla redistribuzione delle ricchezze e un reddito universale all’inclusività, dall’attivismo alla mobilitazione diretta e territoriale. Simili sono le rivendicazioni di un’altro movimento, Extintion Rebellion, attivo anch’esso a Milano in occasione del Pre-COP.

 

Nella giornata di oggi, guidati dalla “star” Greta Thunberg, sono scesi in piazza anche gli attivisti di Friday for Future per denunciare lo youthwashingovvero l’operazione di facciata messa in atto dal Governo nell’invitare 400 giovani “selezionati” per “simulare” un confronto sul futuro del pianeta (il cosiddetto Youth4Climate, la “simulazione” del Governo dei Giovani di cui il ministro Cingolani è tanto fiero). Il corteo, marciando su Milano, intende far sentire alla popolazione la vera voce degli attivisti, al di fuori di preconfezionate occasioni istituzionali. Gli eventi tenutisi al Pre-COP, secondo loro, fanno parte di un’operazione retorica che non intende apportare alcun cambiamento radicale alla situazione attuale. Ciascuno di questi gruppi, che espone chiaramente il proprio manifesto tramite i social media, invita all’azione e alla disobbedienza civile in quanto unici strumenti per poter far sentire la propria voce e creare un cambiamento.

La piattaforma Climate Justice ha inoltre inaugurato la terza edizione del Climate Camp, all’interno del quale centinaia di persone, provenienti anche dall’estero, hanno potuto confrontarsi sui temi del cambiamento climatico e del malcontento generale di fronte all’azione delle istituzioni.

Che alla Pre-COP siano in atto manovre di greenwashing sembra esser fuori di dubbio. Il simbolo di Eni compare ovunque e, pur non potendo organizzare eventi a causa della condanna per traffico illecito di rifiuti, emessa dal Tribunale di Potenza, terrà invece un incontro promosso dalla Fondazione Eni “Enrico Mattei”. Eni sta inoltre cercando di costruire due nuove centrali a gas nei territori di Brindisi e Civitavecchia, già fortemente provati dalla presenza di impianti a carbone. Tra i maggiori sponsor della manifestazione vi sono poi Enel, Edison e A2A: quest’ultima si trova al centro di una vicenda giudiziaria che la vede incolpata di disastro ambientale, mentre Edison ha appena ricevuto una condanna storica che ne determina la responsabilità per l’inquinamento della zona di Bussi, nella provincia di Pescara, conosciuta ora come la discarica di veleni più grande d’Europa. Enel, dal canto suo, si trova attualmente coinvolta in un processo per l’emissione di polveri di carbone della centrale di Cerano. Edison è peraltro promotrice della costruzione di un nuovo gasdotto che, unendo Cipro e Puglia, aprirebbe allo sfruttamento dei giacimenti della porzione di Mediterraneo compresa tra i due estremi.

Con la co-presidenza alla COP-26 e il ruolo di rilievo nel prossimo G20, l’Italia avrebbe l’occasione di compiere gesti importanti nella direzione del cambiamento. Tuttavia la direzione presa dal Governo non sembra promettente in questo senso. Tanto da fare apparire mera operazione propagandistica anche le parole di Mario Draghi che, incontrando una delegazione di attivisti di Friday For Future, ha affermato: «Vi stiamo ascoltando, abbiamo tanto da imparare dalle vostre idee».

[di Valeria Casolaro]

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