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sabato 25 Settembre 2021

È stata scoperta l’isola più a nord del pianeta Terra

È stata recentemente scoperta un’isola che potrebbe essere ufficialmente riconosciuta come quella più a nord del pianeta: il ritrovamento è avvenuto durante una spedizione nel nord della Groenlandia effettuata da alcuni studiosi, tra cui ricercatori dell’Università di Copenaghen. Proprio sul sito web dell’Ateneo danese, infatti, si legge che la scoperta di quella che «risulta essere l’isola più settentrionale della Terra» è avvenuta in realtà casualmente: gli scienziati si erano diretti in elicottero in Groenlandia con tutt’altro scopo, ovvero sia quello di «raccogliere campioni dalla remota ed estrema periferia settentrionale», e sono rimasti increduli quando hanno capito di trovarsi su un’isola dove nessuno aveva mai messo piede. Nello specifico, essi pensavano di essere sull’isola di Oodaaq, che rappresenta il punto più settentrionale della Groenlandia ed uno dei punti più a Nord del pianeta. Tuttavia si sono poi resi conto del fatto che, in verità, si trovavano su una nuova isola ancora più a nord rispetto ad essa.

Il capo della missione in Groenlandia, Morten Rasch, ha spiegato che i ricercatori hanno iniziato a dubitare del fatto che si trovassero sull’isola di Oodaaq in seguito alla pubblicazione sui social, da parte sua, di foto e coordinate dell’isola. Diversi “cacciatori di isole americani”, ossia coloro che ricercano isole sconosciute, hanno capito che ciò che fino a quel momento i ricercatori pensavano fosse probabilmente errato, e gli hanno quindi consigliato di contattare l’Università tecnica della Danimarca (DTU).  Così, ha affermato il capo della spedizione, «insieme a DTU ci siamo resi conto che il mio GPS aveva sbagliato, portandoci a credere che fossimo su Oodaaq, mentre in effetti avevamo appena scoperto una nuova isola più a nord».

Detto ciò, l’isola appena scoperta si trova esattamente a 780 metri a nord di Oodaaq, è larga circa 30 metri, lunga 60 e sorge a 3-4 metri sul livello del mare. Essa è costituita da fango del fondale marino, terra e rocce lasciate dai ghiacciai.  Secondo Morten Rasch, però, probabilmente essa rientra in una categoria nota come “isolotti di breve durata” e, per questo, «nessuno sa per quanto tempo rimarrà». C’è, tuttavia, anche chi ritiene l’opposto: Rene Forsberg, professore e capo della geodinamica presso l’Istituto spaziale nazionale danese, sostiene infatti che la nuova terra «risponda ai criteri di un’isola».

[di Raffaele De Luca]

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