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sabato 25 Settembre 2021

Migranti: il fallimento dell’agenzia europea Frontex è senza appello

L’organizzazione di difesa dei diritti umani Human Rights Watch ha dichiarato in un rapporto che Frontex, l’agenzia di guardia di frontiera e costiera dell’Unione Europea, ha completamente fallito nel suo compito di proteggere i diritti fondamentali delle persone lungo i confini esterni dell’unione. Come riporta il documento, «anche in presenza di prove inconfutabili di violazioni di diritti umani». Modificare nel profondo il funzionamento dell’agenzia è una priorità impellente, considerato che Frontex sta diventando un’organizzazione sempre più rilevante nello scenario europeo.

Secondo quanto riportato nel rapporto di Human Rights Watch, Frontex ha preso parte attiva in una serie di respingimenti illegali e violenti lungo il confine greco-turco. In Ungheria, solo dopo 4 anni di negligenza e silenzio ha sospeso delle operazioni che stavano comportando serie violazioni dei diritti umani – e solo una volta che le operazioni erano state dichiarate in violazione della legge europea dalla Corte di giustizia UE. Normalmente, come evidenzia il rapporto, «secondo l’articolo 46 del regolamento Frontex, l’agenzia è in dovere di sospendere o porre fine ad operazioni ove si registrino casi seri di abusi». Quello dell’Ungheria, però, è stato l’unico caso.

Anche in Croazia, l’agenzia di frontiera ha respinto violentemente migranti e richiedenti asilo fuori dai confini del paese, verso Bosnia e Serbia. Casi simili si sono registrati anche a Malta, a Cipro e in Bulgaria. Frontex è tenuta a rispettare la legge internazionale ed europea in fatto di diritti umani, che ovviamente includono anche il diritto all’asilo. Non è però la prima volta che le organizzazioni civili denunciano i suoi abusi e l’agenzia è in questo momento sotto indagine da parte del Parlamento Europeo. Nonostante le numerose segnalazioni provenienti da varie istituzioni, Frontex stessa ha registrato solo 3 casi di violazioni dei diritti umani. Eppure, il suo stesso consiglio direttivo ha mostrato segni di preoccupazione per la disfunzionalità ed inefficienza dei meccanismi di monitoraggio e segnalazione.

Di abusi ne sono stati commessi molti: Frontex ha negato il diritto fondamentale all’asilo, ha respinto migranti e richiedenti asilo con estrema violenza, spesso prendendoli a pugni e calci e senza risparmiare nemmeno i bambini. Ha costretto molti a subire trattamenti degradanti e detenzioni arbitrarie. Ha oltretutto commesso tutti questi abusi con la complicità delle forze di polizia locali, giustificando e supportando le loro azioni violente anziché condannarle e contrastarle. In quanto istituzione dell’Unione Europea incaricata di gestire umanamente i confini esterni dell’unione, ha fallito su tutta la linea.

Tutto questo assume poi una particolare gravità se consideriamo che Frontex ha registrato una crescita piuttosto esponenziale negli ultimi anni. Dalla sua fondazione 17 anni fa, l’agenzia ha più che triplicato il proprio budget (passato da 118 a 460 milioni di euro tra il 2011 e il 2020). Una cifra che, secondo le stime, non farà che aumentare nei prossimi anni. Parallelamente, ha visto anche una crescita di poteri esecutivi nonché di responsabilità legale che fanno sì che, come dichiara Human Rights Watch, una revisione del suo funzionamento sia di massima urgenza.

[di Anita Ishaq]

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