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giovedì 21 Ottobre 2021

Gli USA restano i protagonisti del commercio di armi mondiale

Il 15 marzo 2021, l’International Peace Research Institute di Stoccolma ha rilasciato uno studio sui recenti trend del commercio d’armi internazionale. Gli Stati Uniti rimangono i padroni indiscussi del settore. Da soli rappresentano il 38% della spesa militare globale e sono oltretutto cresciuti a livello delle esportazioni di armi, passando dal 32% al 37% di quota sul mercato totale. Al momento riforniscono di armi 96 paesi. Quasi la metà del loro export è diretto verso il Medio Oriente, il 24% verso l’Arabia Saudita.

Lo studio SIPRI rivela una serie di trend. Per prima cosa, che la pandemia ha solo marginalmente influito sulla spesa militare. Secondo, che il commercio di armi si è stabilizzato negli ultimi 5 anni, ma principalmente perché molti paesi hanno iniziato a produrre le proprie armi localmente. Oltretutto, si tratta di un mercato comunque immenso, ai suoi livelli più alti dalla fine della guerra fredda, ed in un contesto di crescente spesa militare. Tra i paesi europei, la Francia e la Germania sono cresciute notevolmente come esportatrici di armi (rispettivamente del 44% e del 21%). Fuori dall’Europa, Israele è cresciuto del 59% e la Corea del Sud del 210%. Potenze come la Russia e la Cina hanno invece visto un calo delle proprie esportazioni (-22% e -7,8% rispettivamente). Il principale destinatario dell’export di armi è il Medio Oriente. Il Qatar ha incrementato le proprie importazioni di un’impressionante 361%.

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