giovedì 1 Gennaio 2026
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Nasce in Italia il primo progetto di tutela dei coralli del Mediterraneo

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In Italia prende forma il primo progetto strutturato di tutela dei coralli del Mediterraneo, in un momento in cui gli stessi organismi sono ormai uno degli indicatori più fragili della crisi climatica in atto. A lanciarlo è Fondazione Marevivo, no-profit nata per la tutela del mare e dell'ambiente, che con l’iniziativa MedCoral Guardians avvia un programma di monitoraggio, restauro e sensibilizzazione dedicato a specie coralline autoctone, decisive per l’equilibrio degli ecosistemi marini.
Anche il Mediterraneo ospita infatti specie coralline fondamentali, capaci di costruire habitat complessi...

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Patagonia argentina, maxi-incendi distruggono 2.100 ettari

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Due incendi boschivi hanno distrutto circa 2.100 ettari nella Patagonia argentina, nelle province di Chubut e Río Negro, colpendo aree di pregio ambientale e produttivo. Uno dei roghi ha interessato il parco nazionale Los Alerces ed è stato contenuto dopo giorni di intervento delle squadre di emergenza. Le autorità parlano di negligenza umana: produttori hanno denunciato che il fuoco sarebbe partito da un’azienda rurale lungo il fiume Negro dopo la combustione non autorizzata di sterpaglie. Sono stati distrutti boschi nativi, coltivazioni, strutture agricole e linee elettriche; la fauna è stata gravemente danneggiata. Proseguono bonifica e verifica dei danni.

Piano Solo, 1964: quando l’Italia fu a un passo dal colpo di Stato

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Una ventina di alti ufficiali dei carabinieri stipati dentro un ufficio in via Romania, comando generale dell’Arma, a bagnomaria nella canicola di Roma, prigioniera come tutto lo Stivale dell’afa estiva, in quel torrido luglio del 1964. Due generali di divisione, undici generali di brigata e mezza dozzina di colonnelli, tutti sull’attenti a rapporto dal comandante, generalissimo Giovanni De Lorenzo che a vederlo nelle foto di archivio in bianconero, con la divisa da parata e la distesa di mostrine luccicanti sul petto, sembra un personaggio uscito dalla penna di Garcìa Marquez. Era proprio tut...

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Tempesta di neve a New York: dichiarato stato d’emergenza

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Una forte tempesta di neve ha causato gravi disagi a New York City e nel nord-est degli Stati Uniti durante uno dei weekend più affollati dell’anno. A New York e nel New Jersey è stato dichiarato lo stato di emergenza. I meteorologi avevano previsto fino a 28 centimetri di neve, soprattutto nelle aree settentrionali delle zone metropolitane. A New York sono caduti 10,9 centimetri, il dato più alto dal 2022. Il maltempo ha colpito in pieno i viaggi natalizi: da venerdì sera si contano almeno 9.000 voli cancellati o in ritardo. Gli aeroporti JFK, Newark e LaGuardia hanno lanciato allerta neve.

Francia: è morta Brigitte Bardot, aveva 91 anni

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Brigitte Bardot, attrice e cantante francese diventata un’icona internazionale negli anni Cinquanta e Sessanta, è morta in ospedale all’età di 91 anni. Raggiunse la fama mondiale con E Dio creò la donna (1956), incarnando per due decenni l’archetipo del sex symbol. Nata a Parigi nel 1934, iniziò come ballerina e modella prima di affermarsi nel cinema e nella musica. Nel 1973 si ritirò dalle scene per dedicarsi all’attivismo animalista, fondando una propria fondazione. Negli anni successivi le sue posizioni politiche radicali e alcune condanne per odio razziale hanno segnato una figura pubblica sempre più controversa. Negli ultimi mesi era stata ricoverata in clinica per problemi di salute.

Corte dei Conti, la riforma è legge: scudo erariale permanente e risarcimenti limitati

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Con un’approvazione lampo e un’inusuale seduta nel periodo natalizio, il Parlamento ha reso definitiva una riforma organica della Corte dei Conti che ne ridisegna profondamente poteri e funzioni. La fretta è stata giustificata dalla scadenza dello scudo erariale temporaneo, prorogato fino a fine 2025, che il nuovo testo rende permanente. Modifiche controverse riguardano poi due aspetti sostanziali della riforma: l’introduzione di un tetto massimo al risarcimento per danno erariale e l’espansione abnorme del controllo preventivo, con l’inedita previsione di un meccanismo di silenzio-assenso. Secondo i critici, si tratta di un doppio colpo alla tutela del patrimonio pubblico, che finisce per alleggerire in modo irragionevole il peso della responsabilità per funzionari e amministratori.

Il cuore critico della riforma approvata risiede nella drastica limitazione della responsabilità risarcitoria. D’ora in poi, per danni erariali accertati senza dolo o colpa grave, l’importo da pagare da parte del condannato non potrà superare il 30% del danno accertato, né comunque oltrepassare l’ammontare di due annualità della sua retribuzione lorda. Una misura che trasforma radicalmente la natura del risarcimento. Questo “doppio tetto” ha immediatamente sollevato forti perplessità circa la sua ragionevolezza e il possibile futuro vaglio di costituzionalità. L’effetto, secondo gli oppositori, è infatti quello di una «enorme deresponsabilizzazione dei pubblici amministratori che scaricano sulla collettività il restante danno erariale». Come ha sottolineato l’Associazione dei magistrati della Corte dei Conti, il risarcimento viene infatti «trasformato in una sanzione limitata», mentre la parte rimanente la pagheranno «i cittadini con le tasse».

La seconda colonna controversa dell’intervento legislativo è la totale rivisitazione del sistema dei controlli preventivi. Viene infatti introdotto un controllo “a chiamata”, esteso a tutti gli appalti «sopra soglia» Ue, che di fatto consegna agli stessi amministratori la chiave per attivare o meno la verifica della Corte. Un dirigente ha tre opzioni: può chiedere un semplice parere, sottoporre l’atto a controllo preventivo vero e proprio oppure agire in autonomia. Nei primi due casi, però, se la Corte dei Conti non risponde entro trenta giorni (termine estendibile al massimo fino a novanta), scatta automaticamente il «silenzio assenso»: il parere si intende favorevole e il funzionante sarà esente da qualsiasi futura responsabilità erariale per quell’atto. Tale meccanismo, raccontato dai promotori della riforma come strumento di snellimento, nasconde secondo i critici paradossi e rischi significativi. In primo luogo, non essendo previsto alcun aumento di organico per la Corte, si prefigura un ingolfamento dell’istituzione. L’associazione dei magistrati contabili ha già paventato il rischio di un collasso nel caso i Comuni decidano di inviare in massa gli atti attuativi del PNRR per ottenere il visto. L’ingolfamento, a sua volta, alimenterebbe automaticamente il meccanismo del silenzio-assenso, creando di fatto dei «salvacondotti preventivi» su misura.

La riforma completa il suo disegno con una seconda parte, demandata a futuri decreti delegati, che prevede una profonda riorganizzazione interna dell’istituzione. Saranno accorpate le sezioni centrali regionali e i magistrati dovranno svolgere funzioni sia di controllo che giurisdizionali e consultive, in un contesto di crescente mole di lavoro. Contemporaneamente, si sancirà la separazione tra le funzioni requirenti e giudicanti. Si tratta di cambiamenti strutturali che, uniti alle modifiche operative, fanno temere un indebolimento sistemico dell’organo di vigilanza. L’associazione Libera ha parlato senza mezzi termini di «un provvedimento che depotenzia drasticamente le funzioni di controllo della Corte dei Conti e la responsabilità dei funzionari per i danni finanziari causati alla pubblica amministrazione», inserendolo in «un’azione di progressivo e sistematico indebolimento delle istituzioni indipendenti di controllo».

La motivazione ufficiale del governo, quella di contrastare la «paura della firma» per sbloccare l’azione amministrativa, viene considerata dalle opposizioni e dagli osservatori una «foglia di fico». Il principio di responsabilità personale per i danni causati all’erario, cardine di una sana amministrazione, viene svuotato di sostanza. Il M5S evidenzia però una palese disparità di trattamento: «La paura della firma, infatti, è propria di tutti i professionisti, si pensi ai medici o agli avvocati: i cittadini cioè rispondono sempre e comunque delle proprie azioni, mentre, con il disegno di legge, si afferma nuovamente il principio che gli uomini di potere non rispondono pienamente dei danni causati». Il giudizio complessivo dei magistrati contabili è durissimo e suona come un monito: «Oggi si scrive una pagina buia per tutti i cittadini. Si tratta di una scelta che segna un passo indietro nella tutela dei bilanci pubblici e inaugura una fase in cui il principio di responsabilità nella gestione del denaro dei cittadini risulta sensibilmente indebolito».

Guatemala, bus precipita in un burrone: 15 morti

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Almeno 15 persone, tra cui un minore, sono morte e altre 19 sono rimaste ferite in Guatemala dopo che un pullman è precipitato in un burrone profondo quasi 75 metri. Il mezzo viaggiava da Città del Guatemala verso il dipartimento di San Marcos, al confine con il Messico. L’incidente è avvenuto ieri nel dipartimento di Sololá, in una zona montuosa oltre i 3.000 metri di altitudine nota come Cumbre de Alaska, caratterizzata da strade accidentate e frequente nebbia. Le cause sono ancora sconosciute. Il governo ha proclamato tre giorni di lutto nazionale.

USA-Venezula, tensione sempre più alta: Maduro accusa Trump di pirateria

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Cresce la tensione tra Venezuela e Stati Uniti. Gli attacchi autorizzati dalla Casa Bianca verso decine di imbarcazioni al largo delle coste venezuelane hanno causato la morte di oltre 100 persone, come denunciato da un gruppo di esperti incaricati dall’ONU. Questi ultimi hanno sottolineato l’illegalità del blocco navale americano, di fatto «un uso proibito della forza militare» che attiva «un diritto di legittima difesa» per lo Stato vittima. Il Venezuela è in stato di mobilitazione, di fronte a quelli che il suo presidente, Nicolás Maduro, ha definito atti di «pirateria e saccheggio delle risorse di Stati sovrani», invitando l’omologo Donald Trump ad abbandonare le mire espansionistiche, suscettibili di rendere il Paese caraibico un nuovo teatro della terza guerra mondiale a pezzi.

Continuano le operazioni militari statunitensi al largo delle coste venezuelane, a distanza di oltre due mesi dalle prime minacce. Il dispiegamento di migliaia di soldati si affianca agli affondamenti di almeno venti piccole imbarcazioni accusate di narcotraffico, che hanno causato più di 100 esecuzioni extragiudiziali. Secondo la Casa Bianca, il governo di Maduro foraggerebbe il traffico di stupefacenti nell’ambito del Cartel de los Soles, la cui stessa esistenza non è stata ancora verificata. Le accuse, unitamente al rispolvero del ruolo del poliziotto del mondo e all’accondiscendenza degli alleati, hanno permesso agli Stati Uniti di stringere la morsa intorno al Venezuela, mettendo nel mirino il petrolio di cui è ricco. Se formalmente le azioni statunitensi sono mosse dalla volontà di spezzare il presunto sostegno di Maduro al narcotraffico, l’interesse economico e le pressioni politiche per un cambio di regime sono evidenti.

Pochi giorni fa, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti terranno il carico di petrolio venezuelano (4 milioni di barili) sequestrato al largo delle coste di Caracas. In un intervento al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, l’ambasciatore statunitense Mike Waltz ha dichiarato che «gli Stati uniti faranno tutto ciò che rientra nel loro considerevole potere per proteggere il nostro emisfero, i nostri confini e il popolo americano». Il rispolvero della dottrina Monroe a distanza di 2 secoli dalla sua messa a punto ha incontrato l’indignazione del Venezuela. Nella stessa sede, Samuel Moncada, il rappresentante di Caracas all’ONU ha infatti descritto le azioni di Washington come la «più grande estorsione della nostra storia», accusando l’amministrazione Trump di «saccheggio, depredazione e ricolonizzazione».

Oltre all’indignazione dello Stato caraibico, gli attacchi USA hanno attivato il Consiglio ONU per i diritti umani, che ha delegato un’indagine a un gruppo di 4 esperti indipendenti. Secondo questi ultimi, «non esiste alcun diritto di imporre unilateralmente delle sanzioni tramite un blocco armato», il quale si configura come «un uso proibito della forza militare» che attiva «un diritto di legittima difesa» per lo Stato vittima. Il gruppo di esperti ha poi auspicato delle indagini ulteriori sulle morti causate dagli attacchi USA, contro il basilare diritto alla vita.

Se continuerà, la guerra politico-economica del petrolio avrà ripercussioni sull’intero mercato energetico globale (e globalizzato), rischiando di consegnare a quella che Papa Francesco definiva la terza guerra mondiale a pezzi un nuovo tassello strategico. Cina e Russia hanno condannato in sede ONU la pressione militare ed economica esercitata dagli Stati Uniti sul Venezuela; l’Europa, trincerata nel silenzio, conferma invece la marginalità geopolitica in cui si è impantanata negli ultimi tempi.

Taiwan, terremoto di magnitudo 6.4

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Un terremoto di magnitudo 6.4 ha scosso la costa nord-orientale di Taiwan, alle 23:05 locali (16:05 italiane). Al momento, l’agenzia meteorologica dell’isola non segnala vittime o danni particolari anche se l’attenzione resta alta. L’epicentro si è registrato in mare, al largo della contea di Yilan, a una profondità di circa 90 chilometri. Il sisma è stato avvertito anche in Giappone, in particolare sulle isole Ishigaki e Iriomote.

Ok dal Senato: la riforma della Corte dei Conti è legge

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Con 93 voti a favore, 51 contrari e 5 astenuti, il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge sulla Corte dei Conti, confermando il testo licenziato dalla Camera. Sono stati infatti respinti tutti gli emendamenti presentati dai partiti di opposizione. Tra le varie misure, la riforma riduce il risarcimento per danno erariale, dovuto cioè da funzionari e amministratori che causano un danno economico allo Stato.