La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per i quattro agenti dei servizi segreti egiziani accusati del sequestro, delle torture e dell’omicidio di Giulio Regeni. Per gli imputati (Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Ibrahim Abdelal Sharif), le accuse variano dal sequestro di persona pluriaggravato al concorso in omicidio aggravato e concorso in lesioni personali aggravate. Il ricercatore italiano Giulio Regeni è stato trovato morto in Egitto nel 2016. L’inchiesta sui responsabili della sua morte, che ha visto una scarsa collaborazione da parte degli inquirenti egiziani, è stata chiusa lo scorso dicembre.
Governo Conte, una maggioranza arrangiata non basta per governare: cosa succede ora?
Dopo l’uscita di Italia Viva dal governo, che ha innescato la crisi politica, Giuseppe Conte è riuscito a ottenere la fiducia alla Camera e al Senato. Tuttavia, Conte al Senato ha ottenuto 156 voti: non ha raggiunto la maggioranza assoluta di 161 voti, considerata soglia minima per governare con tranquillità. Una maggioranza così risicata rischia di rimandare la crisi, oltre a porre problemi nelle commissioni parlamentari. Le commissioni – previste dall’articolo 72 della Costituzione – sono fondamentali per il funzionamento del Parlamento, essendo il centro del processo legislativo. Con l’uscita di Italia Viva, la maggioranza non ha più il controllo di importanti commissioni parlamentari al Senato. Non essendo autosufficiente nelle commissioni, ha bisogno di voti esterni. Se Italia Viva dovesse votare con l’opposizione, al Senato la maggioranza sarebbe in vantaggio solo in 3 commissioni su 14 (Finanze, Agricoltura e Lavoro) e alla Camera in 8. Nelle commissioni relative al Bilancio e agli Affari costituzionali al Senato, dove transiteranno il Recovery Plan e la legge elettorale proporzionale, si potrebbe ottenere il “pareggio” (che equivale a una bocciatura).
Per evitare la crisi, Conte deve riuscire ad allargare la maggioranza. Italia Viva – che nel voto di ieri si è astenuta – non sembra intenzionata a riaprire le trattative. Il centrodestra più moderato (UDC, Forza Italia, Cambiamo!) al momento nega di voler sostenere il governo. Attualmente, è in corso il vertice di maggioranza con leader e capi delegazione, presieduto da Conte.
Israele, dai primi dati ufficiali emergono dubbi sull’efficacia del vaccino Pfizer
Il ministero della Salute ha riferito che oltre 12.400 residenti israeliani sono risultati positivi al Covid dopo essere stati vaccinati, tra questi 69 avevano già ricevuto la seconda dose. Ciò equivale al 6,6% delle 189.000 persone vaccinate. È ancora difficile trarre conclusioni sull’efficacia del vaccino: delle 20.000 persone testate tra il 15° e il 21° giorno post-vaccino, circa il 7,2% sono risultate positive: particolare che aumenta i dubbi sula reale efficacia visto che secondo i dati diffusi dalla Pzizer in questa finestra la copertura dovrebbe essere garantita tra il 56 e l’89%. Israele è la nazione che ha effettuato più vaccinazioni al mondo: circa 2,15 milioni, di cui 300.000 hanno già ricevuto una seconda dose. Ad oggi, circa l’80% delle persone over 70 sono state vaccinate. Secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Haaretz in alcuni gruppi di età il rapporto dei test positivi rispetto ai test effettuati tra i vaccinati corrisponde a quello riscontrato nella popolazione generale. Nonostante il record di vaccinazioni, il 18 gennaio Israele ha registrato anche il record di contagi: 10.021 casi su 100.000 tamponi effettuati, con un tasso di positività generale del 10,2%.
Pfizer aveva riferito che il vaccino si era dimostrato altamente efficace tra le persone di età pari o superiore a 65 anni, fornendo una protezione del 95% tra i 7.000 partecipanti in quel gruppo di età nelle sue prove. Tuttavia, scrive Haaretz, “questo risultato dovrà trovare conferme nella vita reale”.
Antitrust: multa da 12,5 milioni per Eni, Enel e Sen
L’Autorità Antitrust ha irrogato una sanzione di 12,5 milioni di euro ad Enel Energia, Servizio Elettrico Nazionale ed Eni gas e luce, dopo aver “accertato l’ingiustificato rigetto delle istanze di prescrizione biennale presentate dagli utenti, a causa della tardiva fatturazione dei consumi di luce e gas, in assenza di elementi idonei a dimostrare che il ritardo fosse dovuto alla responsabilità dei consumatori”. Le società addebitavano agli utenti la responsabilità della mancata lettura dei contatori a fronte dei tentativi di lettura dichiarati dal distributore. I tentativi in realtà, non erano documentati o addirittura smentiti.
USA, Trump concede la grazia a 143 persone
Donald Trump, nell’ultimo giorno del suo mandato prima dell’insediamento di Biden, ha graziato 143 persone, alcune vicine a lui, tra cui il suo ex consigliere Steve Bannon, e commutato 70 sentenze. Bannon fu accusato di appropriazione indebita di fondi e la costruzione di un muro anti-migranti. Nel 2016 fu uno degli artefici della campagna elettorale di Trump, ma nel 2017 fu licenziato per aver contestato l’approccio dialogante della Casa Bianca con la Corea del Nord. Niente grazia, invece, per Julian Assange e Edward Snowden.
Conte ottiene la fiducia anche al Senato: il governo va avanti
Il governo Conte continua dopo aver appena incassato il voto di fiducia anche al Senato. A favore del governo 156 voti, contrari 140. La maggioranza è stata raggiunta grazie alle 16 astensioni del gruppo di Italia Viva, il partito di Matteo Renzi. A sopresa, due senatori di Forza Italia, Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin , hanno votato sì alla fiducia.
Stati Uniti accusano la Cina di genocidio
Gli Stati Uniti hanno accusato la Cina di aver commesso un vero e proprio genocidio contro gli uiguri (etnia turcofona musulmana del nord della Cina). Lo riporta il New York Times. Mike Pompeo, il segretario di Stato degli Usa ha dichiarato: “Il genocidio è in corso e stiamo assistendo al sistematico tentativo della Cina di distruggere gli uiguri”
Covid, solo il Venezuela sotto embargo si adopera per salvare i popoli dell’Amazzonia
Il Venezuela ha inviato 136mila litri di ossigeno nello Stato brasiliano di Amazonas, al fine di aiutare le autorità locali a far fronte a una nuova ondata di contagi da Covid-19. A dare notizia dell’azione di «solidarietà latinoamericana» era stato il Ministro degli Esteri del Venezuela, Jorge Arreaza, che aveva riferito su Twitter di aver ricevuto l’indicazione direttamente dal presidente Nicolas Maduro. Il Venezuela continuerà a inviare forniture di ossigeno finché il Brasile ne avrà bisogno. Recentemente, Maduro ha annunciato l’inaugurazione del Centro Nacional del Ozono, un passo importante per lo sviluppo dell’ozonoterapia. Le negoziazioni per la fornitura di ossigeno sono state fatte tra il Venezuela e il governatore dell’Amazonas, Wilson Lima. Il governo federale di Bolsonaro ha infatti rifiutato di accettare aiuti dal Venezuela. Arreaza si augura che l’azione del Venezuela «serva da riflessione alle autorità brasiliane» e possa consentire la collaborazione reciproca tra «popoli fraterni».
Lo Stato di Amazonas sta affrontando una fase di emergenza sanitaria a causa del rapido propagarsi del contagio (probabilmente dovuto anche a una “variante amazzonica” del virus) e della scarsa disponibilità di ossigeno negli ospedali. Secondo il governatore Lima, la richiesta di ossigeno è aumentata del 130% dalla prima ondata di contagi ad aprile, che aveva già messo a dura prova il sistema sanitario. Per offrire aiuto, il Venezuela ha inviato un contingente di 107 medici.









