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Birmania: incendiata sede partito dell’ex premier

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A Yangon, in Birmania, è stata bruciata con una molotov la sede del partito dell’ex premier Aung San Suu Kyi. L’incendio si è verificato alla vigilia della “Giornata delle forze armate”, che potrebbe generare nuovi disordini. In Birmania, infatti, in seguito al golpe militare del 1 febbraio sono in corso delle proteste contro i militari e centinaia di persone hanno perso la vita a causa della forte repressione.

Tornado in Alabama: almeno 5 morti

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Un tornado in Alabama ha provocato diversi feriti ed almeno 5 morti. Lo ha riportato Abc News, aggiungendo che le morti si sono verificate nella contea di Calhoun. Tra queste, una famiglia di 3 persone ha perso la vita, mentre le altre due vittime sono una donna, morta a Wellington, ed un uomo ad Ohatchee, dove si segnalano anche diversi feriti. La situazione è stata definita pericolosa dalle autorità, che hanno dichiarato lo stato di emergenza ed hanno invitato la popolazione a mettersi al riparo.

Una nave israeliana sarebbe stata colpita da un missile iraniano

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Una nave cargo battente bandiera israeliana sarebbe stata colpita da un missile iraniano, a darne notizia la tv israeliana Canale 12. La nave sarebbe stata colpita mentre si trovava nel Mar Arabico diretta verso l’India, la nave avrebbe subito danni ma sta proseguendo la navigazione e all’arrivo sarà ispezionata. La notizia è stata però smentita dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim, secondo cui si tratta di accuse prive di fondamento e senza alcuna prova. Ancora nessuna affermazione ufficiale da parte dei rispettivi governi.

La fiamma olimpica è partita da Fukushima

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È cominciato il viaggio della fiamma olimpica destinata ad arrivare allo stadio olimpico di Tokyo il prossimo 23 luglio per dare il via alle Olimpiadi. Il primo tedoforo ha preso il via da Fukushima, la staffetta coinvolgerà 10.000 tedofori e attraverserà tutte le 47 province del Giappone. Le Olimpiadi, rinviate un anno fa a causa della pandemia, quest’anno si svolgeranno presumibilmente senza pubblico, almeno dall’estero. Secondo un sondaggio solo il 23,2% dei giapponesi sono favorevoli all’organizzazione dei Giochi, mentre il 39,8% ne preferirebbe la cancellazione.

Clima: le grandi banche continuano a riversare miliardi su petrolio, gas e carbone

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Dall’Accordo di Parigi, le 60 banche più grandi al mondo hanno finanziato i combustibili fossili per un totale di 3,8mila miliardi. È quanto è emerso da un nuovo report redatto da Rainforest Action Network. Nel complesso, nel 2020, il finanziamento è stato inferiore del 9% rispetto al 2019. Nella prima metà dello stesso anno, tuttavia, si è registrato il sostegno economico più alto alle fonti non rinnovabili rispetto a qualsiasi altro semestre dall’Accordo di Parigi. La statunitense JPMorgan Chase, con 317 miliardi di dollari destinati alle compagnie petrolifere dal 2016, si è confermata come il più grande finanziatore di combustibili fossili al mondo. Segue Citigroup, con oltre 237 miliardi di dollari a favore delle fonti energetiche inquinanti. Sebbene le banche statunitensi dominino il settore, anche i finanziamenti avanzati da quelle europee sono degni di nota. La francese BNP Paribas, ad esempio, ha fornito sostegni economici per 40,8 miliardi di dollari ai combustibili fossili nel 2020, con un aumento del 41% rispetto al 2019.

Nonostante gli avvertimenti avanzati dagli esperti, i finanziamenti per l’estrazione del carbone sono aumentati del 25% dal 2016. I finanziamenti a favore delle principali società coinvolte nell’estrazione e trasformazione delle sabbie bituminose, invece, sono diminuiti del 27% dal 2019. Un segnale positivo è l’impegno delle grandi banche mondiali a raggiungere le emissioni nette pari a zero entro il 2050. “Queste politiche, a meno che le banche non agiscano immediatamente  – precisano nel report – saranno però in gran parte prive di significato”.

AstraZeneca: Danimarca sospende somministrazione per altre 3 settimane

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La Danimarca ha sospeso per altre 3 settimane la somministrazione dei vaccini anti covid AstraZeneca. La decisione è stata presa in quanto, nonostante l’Ema abbia definito il vaccino sicuro, non è stato ancora escluso un possibile legame tra i vaccini in questione ed i casi di trombosi.

CEI: pandemia ha aumentato il divario sociale

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La Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ha affermato, tramite un comunicato, che la pandemia ha determinato una “esplosione di vere e proprie faglie sociali tra i più ricchi e i sempre più poveri”. Secondo la CEI, nei confronti di questo divario ci deve essere un “forte senso di responsabilità che accomuni le istituzioni civili e religiose”. Infine, viene sottolineata la “preoccupazione per la tenuta sociale del Paese”, motivo per cui è necessario aiutare i più fragili.

La polizia di New York ha iniziato a usare cani robot nelle “situazioni pericolose”

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La polizia di New York sta utilizzando i Digidogs, dei cani robot prodotti dalla Boston Dynamics che saranno adoperati per far fronte a situazioni potenzialmente pericolose per gli agenti. Infatti, i dispositivi sono dotati di sensori, sirene, lampeggianti e telecamere e possono trasmettere ciò che stanno riprendendo agli agenti, che potranno controllare i Digidogs a distanza. Inoltre sono capaci di svolgere attività come camminare, correre ed aprire porte. Ancora non sono stati utilizzati dalle forze dell’ordine per pattugliare le strade della città, ma questa possibilità non sembra essere lontana. Per il momento, però, la polizia si avvarrà degli stessi solo in alcuni casi di pericolo, come ad esempio in occasione di un allarme bomba. A tal proposito, il Nypd (New York City Police Department) ha dichiarato tramite Twitter che la polizia “utilizza i robot dal 1970 per salvare vite in situazioni con ostaggi ed incidenti pericolosi”.

Tuttavia, sono molti coloro che nutrono dubbi a riguardo. Il primo punto critico è rappresentato dal costo dei cani robot, che hanno un prezzo di 75.000 dollari l’uno. In tal senso, la deputata Alexandria Ocasio-Cortez ha sottolineato l’incoerenza determinata dalla volontà di spendere tutti questi soldi per acquistare ed utilizzare i Digidogs in luoghi dove risiedono “comunità di colore a basso reddito”, lasciando sottintendere che potrebbero essere investiti in maniera migliore. Inoltre, c’è da considerare il fatto che, mentre attualmente i Digidogs non sono armati né dotati di intelligenza artificiale, in futuro potrebbero esserlo, ed i rischi legati al loro uso sarebbero un’infinità: dalla possibile violazione della privacy delle persone alla creazione di uno stato di sorveglianza e terrore assoluto. Per questo, un consigliere della città di New York, Ben Kallos, la scorsa settimana ha proposto il “No Killer Robots Act”, ossia il divieto di utilizzare robot armati. Infatti, questi ultimi non essendo dotati della sensibilità degli esseri umani, potrebbero usare la forza quando non necessario e teoricamente uccidere. In più, va sottolineato che tramite l’intelligenza artificiale potrebbero scansionare costantemente le facce e le auto dei cittadini, a prescindere dal fatto che gli stessi abbiano commesso qualche illecito o meno.

‘Ndrangheta: 17 misure cautelari a Gioia Tauro per narcotraffico internazionale

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A Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria, un’operazione della polizia ha generato 17 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone. Queste ultime sono accusate di: associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico internazionale, concorso in detenzione, vendita e cessione a terzi di sostanze stupefacenti, concorso in detenzione di armi e munizioni, danneggiamento ed estorsione. L’indagine è stata effettuata da parte della squadra mobile e del commissariato di Gioia Tauro e sono stati sequestrati grandi quantità di droga e di armi.

Myanmar, per reprimere le proteste la polizia usa proiettili fabbricati in Italia

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Nonostante nel Myanmar ci sia un embargo degli armamenti istituito nel 1991 poi esteso e rafforzato nel 2000 dall’ Unione Europea e dal Congresso degli Stati Uniti, il 3 marzo a Yangon, la principale città del ex Birmania, durante una sparatoria e una conseguente brutale aggressione della polizia verso un’ambulanza e i medici che trasportavano civili feriti, è stato ritrovato un bossolo di proiettile (più di uno secondo altre fonti) di fabbricazione italiana della ditta Cheddite Italy Srl. La notizia è stata riportata dal settimanale birmano Irrawaddy, a firma dal ricercatore ed esperto del commercio di armi Yeshua Moser-Puangsuwan che ha contattato la ditta italiana per avere chiarimenti sull’accaduto. L’azienda italiana ha negato di aver mai esportato armamenti in Myanmar in rispetto delle leggi sull’embargo.

Nel caso, l’unica spiegazione plausibile rimane una complessa triangolazione di spedizioni in altri paesi dove l’importazione non è proibita e dove le armi vengono acquistate e poi rivendute in altre parti del mondo, rendendo irrintracciabile la diretta provenienza. Nel 2019 la UN Comtrade, il database del’ONU sulle statistiche del commercio internazionale, ha registrato un trasferimento di proiettili per fucile dall’Italia a Singapore rispediti poi in Thailandia con lo stesso codice identificativo di quello ritrovato a Yangon. Il principale strumento delle Nazioni Unite per monitorare la trasparenza sul commercio di armi è UNROCA al quale il Myanmar non ha mai aderito.