Alla vigilia della ripresa dei colloqui di Vienna sul programma nucleare iraniano, fonti dell’amministrazione USA riferiscono che il presidente americano Joe Biden sta valutando di scongelare un miliardo di dollari di fondi iraniani da mettere sul tavolo della trattativa con Teheran. Secondo il Dipartimento di Stato l’accordo potrebbe arrivare entro giugno.
Libia: spari contro peschereccio italiano, ferito il comandante
Il comandante del peschereccio italiano «Aliseo», Giuseppe Giacalone, è rimasto ferito dopo che una motovedetta della Guardia Costiera libica ha sparato contro l’imbarcazione a largo della città di Bengasi. La notizia è stata confermata da parte del figlio del comandante, che però non è a conoscenza dell’attuale stato di salute del padre. La marina libica ha dichiarato di aver sparato i colpi in aria come «avvertimento» poiché il peschereccio «aveva sconfinato».
Gli obiettivi climatici iniziano a funzionare (ma ancora non basta)
Siamo sulla buona strada per combattere il surriscaldamento globale. Secondo le previsioni del Climate Action Tracker (CAT), entro la fine del secolo avremo un temperatura di 2,4° in più rispetto alla media dell’epoca pre-industriale. Si tratta di 0,2° in meno rispetto alle precedenti previsioni che stimavano 2,6°. Un segnale indubbiamente positivo, ma siamo ancora lontani dall’obiettivo fissato dall’accordo di Parigi, ovvero riuscire a limitare il riscaldamento al di sotto del 1,5°. Come ha dichiarato Bill Hare, amministratore delegato di Climate Analytics, una delle due organizzazioni che ha stilato il CAT, anche se l’accordo sta spronando i governi ad adottare politiche più mirate e specifiche, c’è ancora tanto da fare per raggiungere gli obiettivi prefissati, soprattutto perché molti paesi non hanno ancora ufficializzato e quindi tenuto pienamente fede ai piani.
I dati raccolti nell’analisi scientifica CAT sottolineano quanto paesi come la Cina e gli Stati Uniti – rispettivamente al primo e al secondo posto per le emissioni di CO2 – debbano essere costanti ma soprattutto pensare – e quindi poi rispettare – politiche climatiche migliori, per diminuire la produzione di anidride carbonica. A tal proposito, il presidente Joe Biden ha dichiarato di recente che gli USA mirano a ridurre le emissioni di gas serra tra il 50% e il 52% entro il 2030, sulla base dei livelli del 2005. Altri paesi come il Canada, il Giappone, il Sud Africa e l’Argentina hanno assicurato il loro impegno al fine di diminuire la produzione di CO2.
Si spera che, in vista della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP26), la quale si terrà a Glasgow il prossimo novembre, i paesi elaborino nuovi piani per velocizzare il raggiungimento degli obiettivi previsti dall’accordo di Parigi e dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Inoltre, dal 6 al 7 maggio 2021 si terrà il dodicesimo Petersberg Climate Dialogue, iniziativa promossa dal Ministero dell’Ambiente tedesco, che ogni anno vede riunirsi i ministri dell’ambiente di numerosi paesi europei per valutare e discutere dei progressi compiuti in materia ambientale e climatica, e definire le politiche da adottare in futuro. Quest’anno uno dei punti discussi riguarderà potenziali finanziamenti destinati ai paesi in via di sviluppo, al fine di aiutarli a ridurre le emissioni di CO2 e a far fronte agli impatti del cambiamento climatico.
[di Eugenia Greco]
Filippine: carcere per chi non indossa correttamente la mascherina
Il presidente filippino Rodrigo Duterte ha emanato una direttiva con cui si ordina alla polizia di arrestare tutti coloro che non indossano la mascherina in maniera corretta. «È nell’interesse del Paese che nessuno venga contagiato», ha affermato Duterte. Successivamente sono arrivate le critiche da parte delle associazioni per i diritti umani, che l’hanno definita una direttiva «non scientifica» e che impone «un uso sproporzionato della forza».
Fano: TSO e ricovero in psichiatria a studente che rifiuta la mascherina
Nella giornata di ieri, a Fano (PU), uno studente diciottenne frequentante l’Istituto Tecnico Commerciale «Olivetti» si è incatenato ad un banco in segno di protesta: il ragazzo, rifacendosi alle tesi di un «costituzionalista», ha rivendicato il suo diritto di seguire le lezioni senza indossare la mascherina. Così, dopo due ore di estenuanti trattative in cui il personale scolastico ha cercato di convincere invano lo studente a rispettare le regole, i suoi compagni di classe sono stati spostati in un’altra aula e dopo aver liberato i corridoi e sgomberato la scuola, al giovane è stato ordinato di lasciare l’istituto: ad attenderlo fuori vi erano un’ambulanza ed un’auto della polizia ed il ragazzo è stato preso in custodia dai sanitari. «Sono nel reparto psichiatrico di Pesaro, a Muraglia: mi hanno fatto un Tso (Trattamento sanitario obbligatorio) e dovrò restare qui per una settimana. In questo momento una dottoressa mi sta portando via tutti gli oggetti pericolosi. Mi hanno dato dei calmanti al Santa Croce e poi mi hanno trasferito a Pesaro, a Muraglia», ha affermato il diciottenne.
Non è comunque la prima volta che il ragazzo decide di disobbedire alle regole. « È la quinta azione di protesta ed ogni volta si cerca di spiegare quali sono le regole comportamentali alle quali non si può derogare. Ma su questa vicenda della mascherina il ragazzo è deciso a proseguire la sua protesta», ha dichiarato uno dei professori. In tal caso, però, la persona che lo avrebbe spinto a comportarsi in questo modo sarebbe stato proprio il costituzionalista al quale il ragazzo ha fatto riferimento. «Lo ha plagiato. In classe con il cellulare in viva voce parlava con quello che lui chiama il costituzionalista», ha affermato la preside dell’istituto, la quale ha anche aggiunto che, secondo il medico lì presente, non vi sarebbe stato alcun ricovero forzato in quanto lo studente lo avrebbe seguito volontariamente. In ogni caso, tuttavia, ci si chiede se sia giusto procedere in tal modo nei confronti di un ragazzo che stava protestando in maniera pacifica contro l’obbligo di indossare la mascherina.
[di Raffaele De Luca]
Gorizia: Gdf sequestra altri 50 milioni di mascherine difettose
La Guardia di Finanza di Gorizia ha sequestrato altri 50 milioni di mascherine non conformi alle normative vigenti e pericolose per la salute. Esse si vanno ad aggiungere ai 65 milioni di mascherine sequestrate nel mese di marzo: un totale di 115 milioni di dispositivi di protezione il cui valore, in base alla documentazione acquisita, si aggira intorno ai 300 milioni di euro. Si tratta del residuo di forniture (250 milioni di pezzi) approvvigionato dalla prima struttura commissariale per la gestione della pandemia alle Regioni e da queste ultime distribuite alle strutture sanitarie ed alle amministrazioni pubbliche.
Protesta dei pescatori: Inghilterra e Francia mandano navi da guerra
Un blocco di pescatori bretoni e normanni presso l’isola di Jersey (territorio inglese davanti alle coste francesi) ha scatenato un escalation militare senza precedenti. L’Inghilterra ha inviato sul posto due cannoniere mentre la Francia ha mandato due motovedette. La disputa ha origine dagli accordi sulla pesca nel quadro della Brexit.
Riforma del lavoro: la Grecia sciopera
Una serie di scioperi e di proteste di piazza è prevista per oggi in molte della maggiori città della Grecia. Per la seconda volta in una settimana, le persone manifestano contro la riforma del lavoro che introduce la flessibilità degli orari e regolamenta lo smartworking.







