In occasione dell’udienza preliminare per il caso Gregoretti, il Gup di Catania, Nunzio Sarpietro, ha emesso sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Matteo Salvini. Al centro del procedimento nei confronti dell’allora ministro dell’Interno i ritardi nello sbarco, nel luglio del 2019, di 131 migranti dalla nave della Guardia costiera italiana nel porto di Augusta, nel Siracusano.
Overshoot Day: da oggi consumiamo risorse che la Terra non ci ha dato
L’Earth Overshoot Day è la data in cui la domanda di risorse e servizi ecologici umani supera ciò che la Terra può rigenerare in quello stesso anno. I calcoli per stabilire tale data sono condotti dal Global Footprint Network, il quale calcola anche il Country Overshoot Day: il giorno in cui le risorse globali vengono esaurite se tutti gli abitanti del mondo consumassero come una particolare nazione. Per l’Italia, e per tutto il mondo se vivesse in base ai nostri consumi, quel giorno è arrivato ieri.
Se tutti vivessero come viviamo noi italiani ci vorrebbero 2,8 pianeti mentre se tutti vivessero come gli statunitensi ce ne vorrebbero 5 oppure 4,6 se il confronto è fatto con i cittadini australiani.

Invece, per soddisfare la nostra stessa domanda, in base a numero di cittadini ed estensione territoriale, avremmo bisogno di 5 volte l’Italia.

Dall’inizio degli anni Settanta, l’umanità ha iniziato ad accumulare deficit ecologico, erodendo e degradando in maniera sempre più netta le risorse del pianeta. Con la campagna “Move the Date”, Global Footprint Network cerca di riportare la data più avanti sul calendario annuale. L’organizzazione sostiene la necessità di trovare soluzioni in cinque aree principali: città, energia, alimentazione, pianeta e popolazione. Occorre ripensare insieme come progettare e gestire le città, decarbonizzare l’economia, cambiare modello di produzione, distribuzione e consumo di cibo, salvaguardando la natura e le risorse come suolo, acqua e aria.
[di Michele Manfrin]
Forze aeree e terrestri attaccano Gaza
Durante tutta la notte, F-16 israeliani hanno condotto centinaia di attacchi aerei mentre le forze di terra circondavano Gaza e attaccavano con cannoneggiamenti di artiglieria pesante. Il bilancio, destinato a salire, è di circa 120 morti – di cui più di 30 minori – e un quasi un migliaio di feriti. Le forze di terra rimangono dispiegate. “Questa operazione proseguirà per tutto il tempo necessario”, scrive su Twitter il premier israeliano Benyamin Netanyahu.
Spagna: approvata definitivamente legge sul cambiamento climatico
La Camera dei deputati spagnola ha dato l’ok definitivo alla prima legge della storia del Paese sul cambiamento climatico. Tale legge prevede l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e di fermare la vendita delle automobili inquinanti entro il 2040. Inoltre, l’obiettivo intermedio è quello di ridurre entro il 2030 del 23% le emissioni di Co2 rispetto ai livelli del 1990. La norma, attesa da anni da parte dei gruppi ambientalisti, entrerà in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
I pescherecci italiani stanno subendo attacchi in Turchia
Nuova aggressione a peschereccio italiano da parte di pescherecci turchi. Dopo la sassaiola di ieri contro un peschereccio di Mazara del Vallo, nelle acque internazionali al largo di Cipro, il San Giorgio I è stato accerchiato da motopesca turche durante una battuta in acque internazionali tra Turchia e Siria. Dopo l’attacco subito insieme al Giacalone, il peschereccio San Giorgio I aveva deciso di allontanarsi da quelle acque ma ciò non è bastato ad evitare lo scontro.
In una nota, la Marina Militare riporta: «Alle ore 10.10 circa, nelle acque a nord di Cipro, si è verificata un’interazione tra un imprecisato numero di pescherecci turchi e due pescherecci nazionali (“Giacalone” e “San Giorgio 1°”). I pescherecci turchi hanno lanciato materiali (pietre e fumogeni) e realizzato manovre cinematiche ravvicinate (una delle quali è sfociata in un contatto con il motopesca Giacalone, che ha riportato danni lievi). In area sono intervenuti la fregata della Marina Militare Italiana Margottini in attività di pattugliamento a 35 miglia a sud, inserita nel dispositivo NATO». Sul posto è intervenuta anche la Guardia Costiera turca che ha ingaggiato i pescherecci con propria bandiera per farli desistere.
Nonostante ciò, all’indomani, la San Giorgio I – che si era allontanata dalle acque dell’aggressione – è stata nuovamente attaccata da motopesca turche. Gli armatori si lamentano e chiedo un intervento delle istituzioni italiane. Gli episodi seguono a distanza di una settimana dall’attacco armato subito dai pescherecci italiani da parte di una motovedetta della Guardia Costiera libica, a 75 miglia a nord-est di Tripoli.
Nel giro di pochi anni, circa 16.000 pescatori hanno perso il posto di lavoro, mentre 600 sono stati arrestati e 3 hanno addirittura perso la vita. Gli scontri scaturiscono dalla così detta “guerra del pesce” che ha origine, nel 2005, con le pretese libiche di espandere in maniera unilaterale la grandezza delle proprie acque territoriali, fino 74 miglia a largo della propria costa.
Nella partita però non c’è solo il pesce e i giocatori sono molti perché la posta è ancora più alta. Il Mediterraneo orientale rappresenta un valore strategico assoluto in termini di estrazione di gas naturale, con riserve stimate in 3.000 miliardi di metri cubi. Molti sono i paesi interessati, anche tra coloro che non vi hanno diretto sbocco. Dal 2019, con il Memorandum turco-libico, la Libia è supportata dalla Turchia (con proprie pretese di controllo), con cui ha un accordo per la spartizione delle acque nel Mediterraneo orientale. Tale accordo ha causato l’ira di Grecia e Cipro che, nel frattempo, hanno rafforzato i propri rapporti con Israele.
Gli equilibri sono molto fragili e gli interessi in gioco sono molto grandi, tanto per quanto riguarda la massa d’acqua e la pesca tanto di più per ciò che sta sotto al fondale.
[di Michele Manfrin]
Antitrust: multa da oltre 100 milioni di euro a Google
Una sanzione da oltre 100 milioni di euro è stata irrogata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato a Google per abuso di posizione dominante. Nello specifico, vi è stata una violazione dell’articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Ue. In una nota dell’Autorità si legge che, tramite il sistema operativo Android e l’app store Google Play, l’azienda detiene una posizione dominante che le consente di controllare l’accesso degli sviluppatori di app agli utenti finali. «Siamo in disaccordo con questa decisione, esamineremo la documentazione e valuteremo i prossimi passi», ha affermato un portavoce di Google.
Per la prima volta è stato prodotto ossigeno su Marte
Si chiama Moxie (Mars Oxygen In-Situ Resource Utilization Experiment) il piccolo strumento che ha permesso di separare gli atomi di ossigeno dalle molecole di anidride carbonica di cui, per il 96%, è composta l’atmosfera di Marte. Un evento straordinario e mai successo prima, avvenuto lo scorso febbraio, durante la missione Mars 2020 sviluppata dalla NASA, quando il rover Perseverance è sbarcato sul pianeta rosso compiendo uno dei traguardi spaziali più importanti. Un esperimento andato a buon fine che sta spingendo gli scienziati a fare di più. Moxie è infatti riuscito ad estrarre 5,4 grammi di ossigeno dopo circa un’ora di funzionamento. La Nasa vuole arrivare ad estrarne 10 grammi l’ora. Un processo che potrà essere realizzato soltanto col perfezionamento dello strumento già esistente, il quale per ora è troppo piccolo per poter raggiungere tali risultati.
L’intenzione è quella di mettersi al lavoro per costruire un’evoluzione di Moxie in grado di estrarre più ossigeno e renderlo pulito e respirabile. Ovviamente il percorso è molto lungo, pertanto gli scienziati procederanno gradualmente, iniziando dalla costruzione di uno strumento un po’ più grande di cui testare la capacità di resistenza al lancio, al viaggio spaziale e all’atterraggio su Marte. Dopodiché si passerà a sperimentare la capacità d’estrazione di maggiori quantità di ossigeno. Come spiegato dalla Nasa, dovendo Moxie raggiungere la temperatura di 800°C per compiere il processo, il suo successore dovrà essere testato in diverse condizioni di temperatura, pressione, venti e variabili atmosferiche del Pianeta rosso.
Anche se l’esperimento ha permesso di ottenere soltanto la quantità di ossigeno necessaria per 10 minuti di sopravvivenza di un astronauta, si tratta comunque di un traguardo significativo. Si pensa infatti che, con la costruzione di realtà alimentate dall’ossigeno procurato direttamente su Marte, gli astronauti potranno permanere per lunghi periodi sul pianeta ed effettuare ricerche. Difatti, per la buona riuscita di una spedizione nello spazio, l’ossigeno è la principale fonte di energia. Questo, oltre a fornire aria respirabile agli umani, funge anche da carburante dei viaggi spaziali. Il fatto che la Nasa sia riuscita a capire come ottenerlo direttamente sul pianeta, rivoluziona le ambizioni delle future esplorazioni. Gli scienziati hanno infatti spiegato che, trasportare dalla Terra la quantità necessaria di ossigeno per la sopravvivenza degli astronauti, è costoso e difficile. Si pensi che per riportare sul nostro pianeta quattro astronauti, servono 25 tonnellate di ossigeno e 7 di combustibile. Pertanto, la svolta avvenuta su Marte, potrebbe facilitare gli spostamenti dell’uomo nello spazio, riuscendo a farlo arrivare più lontano, grazie a stazioni di estrazioni di ossigeno che permetteranno il rifornimento.
[di Eugenia Greco]
Esercito israeliano studia piani per invasione Gaza
Il portavoce militare israeliano Hidai Zilberman, citato da Times of Israel, ha fatto sapere che i piani – messi a punto dal Comando sud e dalla Divisione di Gaza – per una invasione via terra di Gaza saranno presentati al Comando Generale dell’esercito per l’approvazione e per il successivo esame della leadership politica.








