Home Blog Pagina 1798

Global Health Summit: gli interessi di Big Pharma prima di tutto

2

Nonostante i grandi annunci che lo hanno preceduto, il Global Health Summit del G20 è stato un vero flop. Il summit che si è tenuto a Roma – organizzato dall’Italia con la Commissione Ue – è culminato con l’approvazione della “Dichiarazione di Roma”, una sorta di vademecum di 16 principi al quale Paesi del G20, Ue e organizzazioni internazionali sono arrivate dopo un lungo lavoro diplomatico. All’appuntamento, presieduto dal Primo Ministro Mario Draghi e dalla Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, hanno partecipato i leader del G20, oltre che Mario Monti, Stella Kyriakides, Paolo Gentiloni, Tedros Ghebreyesus e l’onnipresente Bill Gates. Presenti inoltre i leader delle organizzazioni internazionali e regionali come Onu, Oms, Banca mondiale, Fmi, Ocse, Unione africana, Asean, Omc e Fao.

Se vi aspettavate che fosse presa una decisione in merito alla sospensione dei brevetti dei vaccini, in nome dell’equità globale, sarete delusi di sapere che niente è stato deciso e che quel poco che è stato deciso non è stato mosso dalla volontà di occuparsi in maniera risoluta del diritto universale alla salute. Gli interessi economici sono ancora ciò che domina su tutto.Non una parola nemmeno sulle strategie legate alle cure domiciliari: nonostante laddove applicate abbiano mostrato risultati incoraggianti, l’unica strategia globale rimane quella legata alle vaccinazioni di massa.

Mario Draghi, in apertura del summit, ha dichiarato: «Dobbiamo vaccinare il mondo e farlo rapidamente». Ursula Von der Leyen ha annunciato che l’Unione Europea fornirà 100 milioni di vaccini ai paesi a basso reddito. Una goccia nel mare se si considera che ciò si traduce in 50 milioni di vaccinati: in Africa, per fare un esempio, vivono 1,3 miliardi di persone. La Presidente della Commissione Ue ha anche detto: «obiettivo di questo vertice è mettere sotto controllo la pandemia ovunque, assicurare che i vaccini vengano dati a tutti, ovunque, attraverso le esportazioni ma anche condividendo la capacità di produzione». Niente sospensioni di brevetti o clamorose decisioni che possano realmente sconvolgere l’approccio fin ora avuto.

Il diritto universale alla salute non viene mai citato neanche una volta. Il vero volto del vertice e dei suoi partecipanti è rivelato dal fatto che la “Dichiarazione” insiste affinché tali questioni vadano affrontate, nei prossimi mesi, nel quadro delle regole del WTO (l’Organizzazione mondiale per il commercio). Niente Nazioni Unite, niente Oms, soltanto regole e dibattiti inerenti al commercio internazionale. Oltre a ciò, al summit si è sostanzialmente deciso di non decidere: tutto viene rimandato al dibattito dei prossimi mesi e ai successivi incontri. L’unica cosa certa è che la pandemia globale (paragonata spesso ad una guerra) deve essere gestita secondo i canoni del mercato.

Nella “Dichiarazione” si parla spesso di «accesso equo e a prezzo abbordabile» agli strumenti di lotta contro la pandemia di Covid-19 (vaccini, trattamenti medici, diagnostica e strumenti di protezione individuale). Insomma, principio e obiettivo capitalistico secondo le classiche regole del mercato. L’unico diritto salvo è quello legato ai brevetti di proprietà delle multinazionali farmaceutiche.

[di Michele Manfrin]

Covid-19: la Cina nega fuga da laboratorio Wuhan

0

«L’ultimo rapporto sul tema non è veritiero», ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri, Zhao Lijian, durante la conferenza stampa su quanto pubblicato dal Wall Street Journal – in base a fonti dell’intelligence Usa – secondo cui tre ricercatori del Wuhan Institute of Virology si erano ammalati a novembre 2019.

Lavorare troppo fa male alla salute, uno studio lo conferma

0

Uno studio è stato recentemente pubblicato sulla rivista accademica Environment International. A condurlo, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e l’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). Lo studio si è svolto tra il 2000 e il 2016, in 194 paesi e ha come oggetto gli effetti delle lunghe ore di lavoro sulla salute. Il risultato, forse non sorprendente in sé, è che troppo lavoro ha effetti deleteri sulla salute: vi è un maggior rischio di coronaropatie e infarto per chi lavora più di 55 ore alla settimana rispetto a chi lavora le normali 35-40.

I lunghi orari di lavoro sono una piaga a livello globale: nel 2016, 488 milioni di persone vi sono state esposte. Si tratta dell’8,9% della popolazione mondiale, una percentuale che è andata aumentando negli anni. Tra il 2000 e il 2016, ha registrato un aumento del 29% e ha causato più di 745.000 morti (secondo le stime di OMS e OIL). Le vittime sono soprattutto gli uomini di età tra i 30 e i 35 anni. Nel 3,4% dei casi le cause di decesso sono le coronaropatie, nel 6,9% gli infarti. Secondo lo studio, a mediare tra il lavoro e le patologie sarebbero due fattori possibili: le risposte fisiologiche (l’attività nervosa, la risposta del sistema immunitario, l’aumento nella pressione sanguigna e la fibrillazione atriale) e quelle comportamentali (il fumo, il consumo di alcol, la sedentarietà, i disturbi del sonno, l’adozione di una dieta squilibrata).

Alcune regioni del globo sono più esposte a queste problematiche: l’Europa relativamente poco, probabilmente per la maggiore regolamentazione del lavoro, l’Africa e l’Asia sono invece i continenti più colpiti. Si registra però una diminuzione graduale in Africa e invece un aumento in Asia, soprattutto nella regione più orientale e meridionale. Il Sud-Est asiatico, come anche il Pacifico occidentale, sono più colpiti anche dai decessi: in proporzione, questi sono in numero maggiore rispetto all’Africa.

Lo studio evidenzia che con le crisi tendono ad aumentare anche le ore di lavoro. La pandemia è uno di questi momenti: causa morti non solo dirette, ma anche indirette, soprattutto perché il lavoro da remoto tende a cancellare i confini tra lavoro e vita privata e a favorire quindi un regime sregolato. La soluzione, secondo OMS e OIL, è la diffusa regolamentazione del lavoro, che ponga limiti rigidi al numero di ore di lavoro settimanali per favorire la salute dei cittadini.

Birmania: Aung San Suu Kyi in aula

0

La leader deposta birmana, Aung San Suu Kyi, è comparsa in tribunale per la prima volta dal colpo di stato dello scorso febbraio. «Il partito estromesso esisterà fino a quando esisterà il popolo», ha detto in aula il premio Nobel per la pace. Lo ha riportato il suo avvocato, Min Min Soe.

4,2 milioni di multa a Ryanair

0

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato una sanzione di 4,2 milioni di euro a Ryanair per pratiche commerciali scorrette. L’Antitrust ha stabilito che la società, venute meno le limitazioni agli spostamenti legate al Covid-19, non aveva rimborsato i consumatori. Stessa sorte era toccata a Easy Jet per 2,8 milioni di euro e Volotea per 1,4 milioni di euro.

Ungheria: Corte costituzionale abroga “legge schiavitù” voluta da Orban

0

La Corte costituzionale ungherese ha accolto il ricorso dei sindacati ed ha giudicato incostituzionale la cosiddetta “legge schiavitù”, che prevedeva un aumento del tetto degli straordinari a 400 ore l’anno e stabiliva che il pagamento potesse avvenire con un ritardo anche di tre anni. Nello specifico, la Corte ha stabilito che nessuno potrà essere licenziato se rifiuta di fare gli straordinari e che questi ultimi debbano essere pagati entro l’anno. La legge fu fortemente voluta dal governo Orban e, nonostante il fatto che migliaia di ungheresi scesero in piazza per protestare, fu approvata nel 2018.

Precipita cabina funivia Stresa-Mottarone: 9 morti e 2 feriti

0

In Piemonte, una cabina della funivia che collega la città di Stresa con il monte Mottarone è precipitata questa mattina. Secondo una prima ricostruzione, al suo interno vi erano 11 persone, di cui 9 hanno perso la vita. Altre 2, invece, sono rimaste gravemente ferite: si tratta di due bambini che, tramite le eliambulanze, sono stati portati in codice rosso all’ospedale Regina Margherita di Torino. Si ritiene che la fune dell’impianto sia ceduta poco prima dell’ultimo pilone, in uno dei punti in cui è maggiore la distanza da terra.

Cina: bufera durante maratona, 21 morti

0

In Cina, a causa di una bufera di eccezionale portata 21 persone hanno perso la vita. Queste ultime stavano partecipando ad una maratona in montagna nella Foresta di pietra del Fiume Giallo, nella provincia nord-occidentale del Gansu. I restanti 151 partecipanti, invece, sono stati messi in salvo, ma 8 di questi sono stati trasportati in ospedale poiché rimasti feriti.

L’insostenibile ciclo della plastica

0

Più della metà della plastica usa e getta utilizzata nel mondo è fabbricata a partire da polimeri - le molecole alla base di ogni materiale plastico - prodotti da appena venti aziende. Tra queste figurano sia società statali che multinazionali, compresi diversi giganti del petrolio e del gas. Un settore in prima linea nell’inquinamento dei mari e, poiché ancora fortemente vincolato alle fonti fossili, responsabile in parte anche della crisi climatica. A svelare i retroscena della produzione degli imballaggi monouso è stato un rapporto redatto dalla Fondazione Minderoo, organizzazione australia...

Questo è un articolo di approfondimento riservato ai nostri abbonati.
Scegli l'abbonamento che preferisci 
(al costo di un caffè la settimana) e prosegui con la lettura dell'articolo.

Se sei già abbonato effettua l'accesso qui sotto o utilizza il pulsante "accedi" in alto a destra.

ABBONATI / SOSTIENI

L'Indipendente non ha alcuna pubblicità né riceve alcun contributo pubblico. E nemmeno alcun contatto con partiti politici. Esiste solo grazie ai suoi abbonati. Solo così possiamo garantire ai nostri lettori un'informazione veramente libera, imparziale ma soprattutto senza padroni.
Grazie se vorrai aiutarci in questo progetto ambizioso.

Congo: esplode vulcano Nyiragongo, migliaia di persone evacuate

0

Migliaia di persone sono fuggite dalla città di Goma, nella Repubblica democratica del Congo, a causa dell’esplosione del vulcano Nyiragongo avvenuta ieri sera. Esso è infatti situato a pochi chilometri da Goma e la lava si è avvicinata all’aeroporto della città. Per questo, il governo ha ordinato l’evacuazione, ma già prima dell’annuncio ufficiale le persone avevano iniziato a scappare. Si tratta di uno dei vulcani più pericolosi del mondo, la cui eruzione nel 1977 causò la morte di oltre 600 persone.